sabato 27 giugno 2009

Ascoltare





Ho ascoltato.
Ho passato la vita ad ascoltare i battiti di un cuore. Cuori raccolti qua e la, grondanti di lacrime.
Ho lasciato che vite vissute si aprissero, cantassero poemi di epico dolore, racconti e brandelli di fatti rinchiusi in polverose soffitte.
Come non raccogliere, lungo il mio sentiero questi fiori? Come lasciare che i petali cadessero senza appoggiarli con delicatezza sulla terra? Cristalli ialini, sottili veline di carta.
E nell'ascoltare, ad occhi chiusi, sillabe diventare parole, frasi diventare racconti, ho iniziato a capire le parole del cuore.
Loro non hanno un linguaggio comune, loro si insidiano dentro la pelle e scavano la roccia che credi indistruttibile fino ad entrare nella parte più sottile di te, al centro della tua anima.
Melodia di angeli, quando la luce che vedevi scomparsa, riaffiora e si fa canto, nota purissima, celestiale arpeggio.
Dall'alto della mia torre d'avorio, volo.
Libera, in un cielo d'azzurro infinito, volo.
Reggo fra le mani questo cuore ghiacciato dal tempo e lo porto in alto, ora che il sole riscalda e danza con me nel mio viaggio di luce.
Ho sentito tremare, a lungo, la voce di molti. Ho appoggiato la testa sul loro letto di spine cerando di asciugarne le lacrime.... le loro, non le mie.
Io ascolto.
Ascolto perchè mi fa bene.
Sento le parole fluire, liberandosi di questa gravità assassina. Lascio che il sacco si svuoti delle miserie, dei rancori, dei giorni di gelo.
Ascolto il silenzio degli uomini, le grida di chi resta da solo, le bocche mute di suoni.
La gente mi parla ed io lascio che tutto si srotoli, matasse di fili ingialliti, intricati sentieri di vuoto.
Ho un piccolo nido, alto nel cielo, dove raccolgo questi piccoli cuori che trovo. Li avvolgo nelle mie braccia, al riparo dal gelo, lontano dal mondo, nel silenzio delle nuvole bianche.
Ecco.. io ascolto, so far solo questo.

mercoledì 3 giugno 2009

Papà



Ho già molto scritto su mio padre.
Ma ora vorrei dirvi di quando mi portava a pesca lungo i torrenti di montagna, stando in silenzio perchè l'acqua ha molto da raccontare.
Di quando correvamo a cavallo e lui era sul cavallo più grande e mi sfidava a raggiungerlo.
Di quando mi parlava degli animali dei boschi e di quanto fosse importante capire il loro linguaggio.
Delle giornate passate a scovare i simboli nelle abbazie, perchè lui ne trovava sempre uno in più dell'autore di qualsiasi libro.
Di quando faceva finta di sentirsi male per farmi guidare la sua auto.. ed io ancora avevo il foglio rosa.
Di quando pretendeva di conoscere tutti i miei amici.. perchè dovevano piacere anche a lui.
Di quando si fermava, così per caso, davanti ad un negozio per comprarmi un gioiello, perchè i regali si fanno anche quando non è il tuo compleanno.
Di quando mi strofinava piano piano la schiena quando ero piccola perchè mi piaceva così tanto.
E di quando voleva che gli scrivessi qualcosa nel suo diario, perchè a lui piacevano le cose che scrivevo.
Di quando mi faceva cantare le canzoni di montagna tante e tante volte, finchè la voce non era limpida come voleva lui (questa era la sua preferita..)

Ora il suo respiro si è uniito al mio ed a tutti quelli che lo hanno avuto nel cuore.
E questo cuore è diventato grande... grande come il suo amore che mi porterò sempre dentro.

Ciao Papà.. buon viaggio.