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Giuda

Mi avete presa, mi avete comprata per quattro soldi. Mi avete buttata in un angolo e derisa. Mi avete tolto la dignità, strappato le vesti di dosso. Mi avete fatto credere di essere capace, di essere parte di un genere unico... quello umano. Mi avete alzata di qualche centimetro, ma solo perchè mi avete messo un paio di tacchi. Mi avete incollata sulle pareti delle case, sui tram e sulle pagine dei giornali. Mi avete visto nascere in una terra che credevo esser la patria della cultura, dell'arte e della filosofia. La stessa terra che ha visto crescere gli spiriti liberi dei geni e degli artisti. Quella stessa terra dalla quale hanno origine i fiori più belli ed i frutti più dolci. La terra che ha inneggiato alle bandiere libere, che ha parlato e gridato la propria indipendenza. La patria del pensiero, della rivolta giovanile e delle battaglie per i diritti umani. Mi avete sentito gridare nelle piazze la mia voglia di essere libera, nel corpo e nella mente. Non più schiava ma capa...

Oggi non scrivo per me

Oggi non scrivo per me, scrivo per lasciarti addosso l'impronta della mia mano. Per aver sentito quello che le tue parole non riescono a dire. Scrivo per una vita irrequieta, fatta di doveri e di spazi ristretti dove la fantasia si scioglie e si amplifica in frasi di carta, colori, materia che si trasforma. Ho letto abbastanza di te per provare un certo senso d'orgoglio, quando ti metti alla prova senza risparmio, talvolta prendendo la mira, talvolta chiudendo i tuoi occhi, abbandonato ad una forza che è raro trovare. Molteplici le contrapposizioni convivono in te e ti plasmano nella persona che sei. Fantasma dell'opera, artefice di cento progetti, non vuoi esser chiamato per nome, un inno di sobrio riservo. Fai, ti dedichi, ascolti partecipando alla vita degli altri quasi nascosto nell'ombra, in mano le redini che salde trattieni per non creare dolore e sbagliare, condottiero senza medaglie al valore. Ma ci sono i giorni in cui sento un sordo e lontano rumore...

Un angolo di paradiso

C'è un posto che sta radicando in me, al confine fra il cuore e la mente, dove il silenzio mi avvolge, mi parla, mi abbraccia. Ne sento il calore e la protezione. Ne inspiro il fascino e la tranquillità. Percorro le strade assolate senza cercare riparo. Non temo le ombre, nè l'oscurità degli angoli remoti. Mi sorprendo dell'erba, di una foglia che cade e del vento caldo che mi scompiglia i capelli e mi rinfresca l'anima. I colori intensi dell'estate si imprimono densamente negli occhi, lacrime dolci scivolano assieme al lento scorrere del fiume. Non più l'impeto spumeggiante del torrente in piena ma un lento e morbido scivolare, sereno, tranquillo, affascinata dal suo torbido brillare. Nuove sensazioni mi accompagnano in questa vita ripresa e ricominciata. Una dopo l'altra le immagini hanno velocità differenti. Non più scosse al cuore o turbini di vento, ma piccole diapositive, cortometraggi senza quasi il sonoro, che tanto parola non serve. E' il cuore ...

Nel vuoto

I tunnel appaiono diversi, a seconda della prospettiva in cui ti stai trovando. Se sei dentro, ti conforta la luce che intravedi seppur in lontananza. Se invece stai per varcarne quella soglia, devi solo fare i conti con il tuo spirito d'avventura e con la forza che hai. Forze... energia... boccate d'aria. Capita che quando hai sorriso troppo alla vita, lei, in qualche maniera ti riporti alla realtà. Spesso picchiettandoti sulla spalla per farti girare, altrettanto spesso colpendoti con un pò più di violenza. Un senso di precarietà, una nausea leggera ed un pò di paura del vuoto. Conosci bene la sensazione e sai che è solo attraversando quel buio non ne avrai più paura. Quello che invece ti lascia col sospiro in sospeso è attendere senza poter fare nulla. Impotenza assoluta. Un limbo, un attesa, l'essere incerta di un domani sereno. Nemmeno il gusto di un piccolo assaggio. La bocca ed i sensi ad assaporarne l'aroma. Niente. La gola secca, ad aspettare, quasi a...

A parte tutto

A parte tutto, la vita è davvero incerta. Credi nella tua onnipotenza, credi di essere invincibile. Accumuli tutto quello che ti è possibile. Come una formica. Una cicala almeno, per quel poco, se la gode la vita. Sistemi la tua famiglia. Sistemi gli amici. Sistemi casa come fosse una cassaforte. Tutto chiuso. Meglio non vedere cosa c'è dentro. Viaggi per il mondo? No. Viaggi solo dove sono i tuoi interessi, assieme ai tuoi cari vecchi amici. Quelli che da anni lavorano con te, prefiggendosi lo stesso traguardo. Quale? I soldi. Motore unico e senza avversari. Una manciata di denaro. Una cascata di denaro. Tutto attorno riluccica . Le porte, i tappeti, le scale. Metri, chilometri di velluto ti attutiscono il passo. Tutti i giorni. La stessa vita. Ma tu hai il potere. Quello che ti è stato concesso fra una partita a briscola e l'altra, con la stessa comune terra nei piedi. Un prete ed un ladro, mano per mano, l'uno con l'altro. Denaro, potere, sentore di immortalità. Le...

Riflessioni

Riflettere, specchiarsi, lasciare che le immagini ed i colori riempiano la mia vita. Una tavolozza di infinite sfumature, colate di tiepidi toni e forti tinte guizzanti. La morbida crema cromatica si spalma e si stende, lasciando profonde e sinuose orme sul mio lento cammino. Scie vellutate di rosso e di giallo si mischiano al mio passo silente. Scorre la vita e scorrono i suoni delle parole che si sciolgono al caldo delle pareti rifrante nell'acqua. Profumi, odori selvatici ed intense folate d'aria salmastra. Occhi indiscreti si affacciano dalle finestre e ti osservano, straniera in un quadro marino. Lenta l'acqua che scorre non tiene il tuo ritmo. Fermati e lasciati all'onda che cerca la sponda perfetta per finire il suo ultimo dolce tragitto. Mi sento goccia di mare e colore in un quadro, un disegno di una tela infinita. Oggi dipingo qualche scena della mia vita ma è un soggetto che non può esser fermato in un immagine sola. Dipingo ed il quadro prende form...

Un attimo di silenzio

Solo un pò di riposo. Qualche giorno... Un abbraccio a tutti Joh

tasse, dazi, risarcimenti

Non si finisce mai di pagare. La vita ti chiede sempre il risarcimento dei danni che hai fatto. Quando credi di aver reso mille, ti viene chiesto mille e uno, a volte anche duemila. I debito non si estingue mai. Vita usuraia... E tu paghi. Paghi per senso di colpa, per amore, per poter ridare il sorriso. Paghi per non sentirti in difetto. Paghi anche quando ti chiedi perchè dovresti ancora pagare. Non è il denaro che ti viene estorto. E' l'anima, il corpo, il sentimento. Tutto insieme, senza sconti. Ritorna ciò che hai tolto, senza appello, colpevole di aver troppo amato o forse hai creduto di farlo, ma non era abbastanza. Ti poni domande, cerchi di comprendere nel ghiaccio delle parole che ti tagliano il cuore. Ma non ci sono risposte. Tu paga, taci, non hai diritto di replica. Alla fine del giorno che credevi di sole, il conto sul tavolo ha una cifra che pesa, insostenibile , oltre ogni limite dell'umana decenza. Inutile chiedersi come, perchè tanto rancore. Non ...

L'Arte è libertà di pensiero

... solo un omaggio alla libertà Libertà

Non esistono i traguardi - 20 Giugno 1961 -

La sensazione è strana. Alcuni di voi ci sono passati, altri ci passeranno fra un pò più di tempo. E' il giorno della svolta, del giro di boa. E' il giorno di un compleanno a metà fra il traguardo ed il declino. Certo una lo prende con filosofia: il tempo non si ferma ad aspettare nessuno. Ma se mi metto a considerare i giorni che sono passati, i momenti vissuti, le ore, le fasi trascorse della mia vita... allora merita che io mi fermi a pensarci qualche momento di più. Ho un cestino pieno di "grazie" da consegnare, partendo dal mio primo giorno di vita a quest'istante preciso. Nel bene o nel male devo poter ringraziare tutti quelli che mi hanno tenuta per mano, che mi hanno sorretta ed amata o che si sono fermati anche solo a parlare per qualche ora, in qualche momento, da qualche parte del mondo con me. La mia famiglia prima di tutto. Mia madre e mio padre che mi hanno guidata, educata, consigliata e se necessario sgridata. La stessa famiglia ...

Se io potessi ancora

Se io potessi ancora una volta ti terrei la mano, la sentirei forte nella mia e saprei che la tua stretta non si allenterà mai. Mi lascerei abbracciare, e sentirei ancora il tuo profumo intenso, le mie spalle strette a te e l'abbandono dolce al sonno. Ti sentirei parlare, delle cose che amo, scherzando, ridendo di me, portandomi oltre con la mente e fermandomi sulle cose importanti. Ti ascolterei di più. Ti chiederei, delle tue paure, dei tuoi interessi, dei tuoi desideri. Ma queste sono cose che i figli non fanno. Sarei più curiosa di sapere di te. Starei più attenta, alle tue sofferenze ed ai tuoi sorrisi. Ti chiamerei e ti racconterei più spesso di me, appagando il tuo esser curioso. Ti terrei informato più informato di me. Ti ringrazierei , ad alta voce, senza timori, per avermi aiutato anche quando non mi sarebbe servito. Ti inviterei a varcare la mia soglia di casa e ti farei sedere a cenare con me. Ti combatterei di più ed avrei meno paura di te, porterei avanti le mie idee...

Alla fine di un lungo percorso

Mi sono fermata, finalmente, alla fine di un lungo cammino. Resto a guardare, spettatrice di un opera intera, il risultato ottenuto . I colori, gli spazi, il biancore, il buio e la luce. Tutto mi appare chiaro e nitido come un intenso dipinto, dove una mano d'artista ha posato il colore, ha aggiunto dettagli e dato luce ad una tela che sembrava non avesse spazi per nuovi disegni. Lunghe e faticose mattine d'inverno, le mie mani ancora hanno tracce di intonaco e polvere. E poi ancora sentire l'odore del legno sbriciolarsi alla carta vetrata, passaggio dopo passaggio, fino a renderne l'anima pura e lucente. Riverberi d'ombre e di luci ed acqua che scende dagli occhi, fra lo zucchero e il sale, in una malgama densa e sensibile ai cambiamenti del tempo. Vedere con quanta fatica il risultato finale è arrivato, riempirmi dal cuore fin dentro la mente. Sonate al chiaro di luna e venti d'estate s'infrangono contro di me, portandomi in braccio, in un incre...

Nell'attesa ... mi sto dimenticando

Come descrivere certe sensazioni? In galleggiamento, a fil d'acqua, un pò alla deriva ed un pò verso la terra ferma. Sopita, in attesa di un risveglio. Il silenzio ovunque, come se l'acqua volesse proteggerti da rumori molesti, come poco prima di nascere, cullata, dormiente, ma pronta e consapevole del mio prossimo risveglio. Carente di parole. I pensieri non si lasciano intrappolare sui fogli di carta e la voglia di scrivere viene a mancare. Preferisco il silenzio. Non so come sarà dopo che avrò aperto gli occhi. Non so cosa mi aspetterà oltre il portone di legno. Dove sarà il mio posto? Dove sarò io? In questo momento, un pò crisalide dentro al mio bozzolo, cerco di non muovermi molto per non strappare i fili che mi stanno avvolgendo. Sento le ali crescere, avverto chiaro il cambiamento. Ma è sottile, palpabile, la tensione che avverto. Ecco perchè non mi muovo. Ecco perchè parlo poco. Ho paura. Sarà il mio primo giorno di scuola, il mio primo passo da sola oltre il ca...

Un omaggio alla pace, al lavoro e ad una civile libertà

Immagine

Non c'è pietà per nessuno

Ecco quello che siamo: siamo un popolo di martiri. Un piccolo popolo, senza patria, nascosto dietro le dune di sabbia o negli anfratti delle boscaglie. Persone invisibili, senza nome. Un nome che si manifesta all'alba del giorno dopo, quando ormai è troppo tardi. Ed i tuoi fratelli gridano "all'orrore!". Gli stessi fratelli che per anni non sapevano nemmeno quale fosse il tuo pensiero, gli stessi fratelli che oggi rimpiangono di non averti conosciuto. Io per prima. Quella gente che, fissa davanti agli schermi colorati, una bottiglia di birra in mano, fanno lo slalom fra cosce di ragazze e reality show. Questo siamo: un popolo di cartapesta. Paghi delle nostre belle case, delle nostre auto potenti e dei nostri debiti, purchè si possa apparire ciò che non siamo. Eppure hai un fratello, quello che non hai mai conosciuto, che si alza al mattino e spera che il bambino che ha soccorso ieri fra la polvere possa ancora avere un futuro. Quello che ha lasciato tutto p...

Le tracce di un lento cammino

E' dolcezza, è fragilità, è la forza di stare ancora per mano. Resto a guardarli, fermo l'immagine, la lascio vibrare nel cuore. Camminano assieme, uno a sorreggere l'altro, lo sguardo di latte degli anni che passano, il passo incerto, senza un futuro, una meta alla quale aspirare. L'unica certezza è la sua mano, stretta in quella dell'altra. Gli anni li hanno resi sensibili alla luce, ai raggi troppo caldi del sole, ombre crudeli sui volti han scavato nel loro profondo, raggiungendo le nicchie del cuore. Mani rugose, segnate dal tempo si cercano, per non lasciare che l'altro si possa far male. Fragili come il cristallo si stringono in un dolcissimo complice abbraccio. Un lontano silenzio li unisce, mentre sommesse parole disegnano il loro futuro, che futuro non è. I vecchi hanno pudore dei loro pensieri, quando sanno di esser guardati. Sorridono, di tanto in tanto, come se la loro storia fosse uno scrigno prezioso. Un piede davanti all'altro, c...

Fragili costruzioni

Non possiedo. Non ho predisposizione al possedere alcunchè. Non ho la necessità di sentirmi sicura sapendo di avere qualcosa di mio, qualcosa di materiale. Ho una casa, o per meglio dire, sarò completamente una padrona di casa fra qualche decennio. Ho inziato a pagarne i primi mattoni da poco. E' mia. E' la rappresentazione della mia nuova vita. Davvero è così? E' ciò che ho, che posseggo, che definisce la persona che sono? E' certamente il posto dove svegliarmi, compiere gesti quotidiani, adornare secondo un immagine che mi faccia star bene. Il luogo dove sognare, aprire gli occhi al sole oppure chiuderli fra una goccia e l'altra d'acqua piovana, brillante dal mio lucernario. E' il debito che ho verso la vita, il mattone sicuro a rappresentare me stessa? Si, la casa è importante. E' il luogo dove tornare e stare al sicuro, sognare, accogliere. Ma è casa ovunque io possa sentire il mio corpo vibrare. Fosse anche sul ciglio di un fiume o nel vento d'...

UN EURO PER IL GIAPPONE

E' una buona iniziativa. Se vi interessa potete riportare il link sulla vostra pagina, contribuire con uno scritto ed aiutare la popolazione giapponese. Un abbraccio a tutti. Joh http://www.autoriperilgiappone.eu/?page_id=794

FERMATI!

Fermati! Fermarsi per qualche istante, respirare profondamente, con tutta la calma possibile. Sentire la brezza dell'aria accarezzarci le guance, morbidamente, come le mani di un tenero amante. Sedersi sull'erba, farsi pervadere dall'odore intenso dell'umida terra che ci entra nel corpo ed avvertire un intensa sensazione di pace, lunghissimi istanti di pace assoluta. Guardare le nuvole rincorrersi alte nel cielo e sentirci sospesi fra i loro racconti mutevoli, immagini bianche di favole perse nel tempo. Il vuoto assoluto. Non un pensiero a stordirci la mente. Solo il caldo abbraccio del vento. Sentirsi orfani del nostro dolore, in un intenso e languido abbandono, come se anche noi fossimo parte del vento, del sole, del granello di terra. Provare a sentire stupore nel vedere il rientro delle rondini a casa, come se il loro migrare ci appartenesse, figli di un comune universo. Eccoci, parte della natura, stelo del fiore, acqua nel fosso e gemma sul ramo. Prim...

La solitudine delle grandi menti

Sentirsi soli, cosa significa? Forse avere paura del buio? Forse sapere di non avere un futuro, o forse aspettarsi che qualcuno ci risollevi e ci riporti verso qualcosa, una cosa qualsiasi ma che rappresenti l'amore? Amore, una parola bistrattata, usata spesso come stendardo, quasi si fosse noi soli dalla parte dei giusti e tutti gli altri fossero il nemico. Non siamo amati, nessuno ci vuole, reietti di una società senza principi. E' questo l'amore? Avere qualcuno che si occupi di noi? Che ci accompagni silenziosamente e che ad un nostro cenno ci riempia le nostre voragini? Lontana dall'essere maestra in fatto di amore, sento la pesantezza di chi sventola il proprio vessillo luttuoso, il proprio bisogno . Volere amore, volere comprensione, volere a tutti i costi... ed essere sordi e ciechi ad ogni piccolo approccio, tanta è la nostra superiorità, tanta è il nostro egocentrismo. Dolore. Certo, si prova dolore e disperazione. Come non condividere la sofferenza di...