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Gentilissima Poetessa....

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"Gentilissima Poetessa Stefania L....." Così inizia una mail ricevuta ieri sera. " la Giuria della 20ª edizione del Premio Letterario Internazionale   «Trofeo Penna d'Autore»  ha effettuato una selezione delle migliori poesie classificate oltre il 10° posto per confezionare un’edizione antologia di grande spessore denominata: Poesie d'Autore .  Da questa selezione ho il piacere di comunicarLe che una delle Sue tre poesie con le quali ha concorso è rientrata a far parte del progetto editoriale ideato da Penna d’Autore. Nel complimentarmi per aver raggiunto questo bel risultato Le propongo di dar lustro alla poesia selezionata con la pubblicazione nell’Antologia.  Con il libro riceverà anche la  «Menzione d’Onore»   per la poesia selezionata..." L'emozione, non ha prezzo! (anche per esser stata chiamata "Poetessa"!!) Grazie

Ora dopo ora, io ti perdo

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Ho il corpo e il cuore in frantumi, Mi sto dissolvendo il rosse bolle di sangue ed i pensieri sbattono stupidi contro la calce dei muri. Agonia di un pianto che non vuole dirompere. Voglio coprirmi di vuoto, liberare il dolore che sento e gettarlo in mano al primo che passa. Vorrei sentirmi raccogliere come si fa con la carta per esser gettata altrove. Lontano. Io assieme al mio stupido cuore. Lasciatemi scorrere via come l'acqua del mare, voglio infrangermi assieme alle onde nel vento. Mi sento cadere e la mia presa vacilla, la forza che avevo s'è persa negli anfratti di chissà quale buio. Il mio cuore è in frantumi come il critallo, una scheggia s'è dissolta nel vento e io la sto salutando.

Sto scrivendo per me e.. per tutti quelli che non sanno

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Sto scrivendo un romanzo. Era da tempo che pensavo di scrivere più di un racconto breve. Cimentarsi in un impresa di questo genere, per me non è facile. Io scrivo cose che "devono avere un suono". Quando scrivi un romanzo, invece, devi concentrarti su qualcosa di diverso senza per questo perdere il tuo stile. Io non voglio scrivere il solito racconto: "E lui disse", "Lei era affascinata dalle luci delle vetrine" oppure: "Loro erano come due foglie al vento stretti nella passione di una notte d'autunno"... io voglio scrivere di un percorso vissuto con mio padre attraverso dei canoni che abbiano un piede nella poesia e l'altro nella realtà della sua malattia: l'Alzheimer. Ho spesso incontrato persone che  non ne sapevano molto e sono consapevole che anche ultimamente sono usciti dei libri più che ragguardevoli su questo tema. Ma io ho la necessità di farlo. Scrivere del suo percorso, cercando di spiegare la malattia a chi non la co...

Le voci del deserto

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A volte le voci si disperdono,  come un granello di sabbia nel deserto. Le senti in lontananza incalzare, sopraffarti,  come farebbe un pugno nello stomaco. Le voci del deserto parlano altre lingue, ma il dolore è universale. La sabbia scivola sulle loro piccole palpebre ormai distrutti dai raggi del sole. Non c'è riparo durante la notte.  Pochi stracci addosso incollati assieme al sudore,  quello dei bambini che scappano. Generazioni buttate al macero assieme alla loro carne,  nemmeno i cani la vogliono più. Nei sogni tempeste di fuoco. Due piccoli piedi ed un cartoccio di vita avvolto nelle sue mani.  Ti stupirebbe sapere di quanto può essere bello il mondo la fuori! Ci sono prati cosparsi di fiori. Ti è mai capitato di correrci sopra? Oltre la sabbia rovente c'è un mare che ha il color del cristallo.  Potresti tuffarti, giocare con l'acqua, cadere senza farti del male  e schizzare la gente che cammina...

Memoria

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Vorrei commemorare la mia memoria personale affinchè non perda mai il ricordo di certe cose, dalle più belle alle più atroci. UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE C'è un paio di scarpette rosse  numero ventiquattro  quasi nuove:  sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica  "Schulze Monaco".  C'è un paio di scarpette rosse  in cima a un mucchio di scarpette infantili  a Buckenwald  erano di un bambino di tre anni e mezzo  chi sa di che colore erano gli occhi  bruciati nei forni  ma il suo pianto lo possiamo immaginare  si sa come piangono i bambini  anche i suoi piedini li possiamo immaginare  scarpa numero ventiquattro  per l' eternità  perché i piedini dei bambini morti non crescono.  C'è un paio di scarpette rosse  a Buckenwald  quasi nuove  perché i piedini dei bambini morti  non consumano le suole.  (Joyce Lussu...

Un piccolo passo verso l'anno nuovo

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Per l'anno che viene mi auguro di esser capace di perdonare  di avere il bisogno di amare ancora per molto di vedere i miei figli sorridere  Mi auguro un inverno come un altro ed un estate nemmeno tanto diversa. Vorrei sentire il profumo delle viole mischiato al sapore dei baci vorrei un pò meno cibo e molta più voglia di correre.  Vorrei guardare oltre i confini del cielo e veder le persone che ho amato sorridermi Per l'anno che viene mi auguro di trovarvi al mio fianco, tutti,  a tenermi ancora per mano Con tutto il mio cuore Buon Anno a tutti

Un principio fondamentale di libertà

Ciò che si è conquistato, non vada mai messo in discussione Questo è un principio di libertà universale. E quando sento e leggo certe cose, non posso fare a meno di mortificarmi, profondamente, pensando che basta davvero poco per veder sfumare davanti agli occhi anni di lotta, di ideali, di sofferenze inflitte soprattutto a noi donne. Ma la sofferenza è ancor più profonda quando vedo che questi ideali, per un gioco di potere che ancora stento soprattutto ad accettare, vengono vanificati proprio dalle donne stesse. Stiamo tornando indietro di 40 anni. Siamo ad una svolta  che ci vede implodere per ritornare al punto di partenza. Noi siamo un popolo di pecore. Non di agnelli innocenti. Siamo un popolo di pecore capace di farsi abbindolare dai media, dalle pubblicità, dai facili guadagni, dalla bieca ipocrisia cattolica dove il perdono è all'ultimo posto nella scala dei valori. Stiamo lasciando che le nostre conquiste si perdano in nome di una finta coesione territorial...

UN DONO DA SCARTARE

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Ho un regalo nel cassetto, custodito con cura, giù in fondo, lontano dagli sguardi indiscreti. Ogni tanto lo tiro fuori, lo guardo, sorrido al luccichio della sua carta dorata, malgrado gli anni trascorsi siano scivolati lenti sopra di lui. Potrei aprirlo e togliermi questa sorpresa una volta per tutte invece di osservarlo ogni volta con la  stessa curiosità, ma poi penso che finirebbe lo stupore e l'ansia dell'attesa, così lo ripongo giù in fondo, anno dopo anno. Sarei curiosa di scartarlo, penso ad alta voce ogni anno a quest'ora. Ma se poi non trovo ciò che desidero? Le aspettative mi fanno male, fanno male a tutti, ed è per questo che preferisco nascondere il pacchetto alla mia ed alla curiosità degli altri. E' piccolo. Scivola bene in fondo in fondo dove il buio è più cupo. Lo  incastro fra le sciarpe di lana, così che non possa sentire freddo, dove nessun refolo d'aria lo riesca furtivamente a portare lontano da me. Quando le giornate si a...

Sotto ad un leggero strato di gelo

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C'è come una piccola lastra di ghiaccio,  fra la terra ed il cielo. Quando cammino sopra di essa, ho paura che si crepi, tanto è fragile.  Allora compi dei piccoli balzelli,  quasi in punta di piedi, per non creare fratture. Quando si ha a che fare con il ghiaccio, bisogna essere cauti.  Bisogna non avere peso, nelle parole e nei gesti.  Quello che c'è di strano è che tu sei consapevole  che questa sottile lastra nasconde terra e germogli,  in definitiva quello che si chiama vita. Ed è la vita che trascorro guardando nella sua trasparenza  e nei suoi angoli scuri  che mi rendo conto di cosa vuol dire amare,  crescere, donare nell'attesa che un germoglio buchi la superficie. Ci sono parole che servono a scaldare, a sciogliere, ad accogliere.  Vorrei che una di queste si facesse largo anche solo per un millimetro  per riuscire a sfiorarti il cuore. Sento che una stagione in più, come un pezz...

Io sono una dei finalisti....

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PREMIO IO RACCONTO Sono in finale per la sezione poesia Comunque vadano le cose... io ho vinto! IL GIARDINO SEGRETO Cerco di immaginare uno spazio aperto dove lasciare libera la fantasia, dove poter incontrare, come in un dolce abbraccio, ciò che ho sempre desiderato trovare. Volo in uno spazio etereo, unita per mano al mio destino, incontrato per caso, come tutte le cose che si è desiderato ma si è smesso di cercare da tempo. In questo volo ad occhi chiusi, assurdo e bellissimo, ho trovato ed ho affidato al cuore la mia strada. Lui mi hai presa sotto la tua grande ala ed io mi sono nascosta, mi sono avvolta in lui, indissolubilmente, in discreto silenzio  perché la mia natura è capace solo di poche parole. Ed in questo viaggio, al di là di ogni possibile sogno, avvengono le cose più grandi. Mi sono posata in terra, le radici profondamente radicate nel tuo cuore, a divenire gemma, bocciolo,  pe...

La voce del vento

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Si è sentita fin qui , la voce del vento. Ha sussurrato qualcosa ed i bambini non l'hanno sentita. Non ha portato musica, forse i gabbiani in volo hanno sentito qualche nota lontana. La sua voce era roca, profonda, sgorgava dalle viscere della terra, e come una cassa armonica si è ingigantita, moltiplicata in lugubri boati di morte. La voce del vento ha portato via tutto, anche le speranze di chi ancora doveva nascere. Lei ha chiuso gli occhi ed ha trascinato con se la vita, tutta quella che ha potuto. Le urla le hanno fatto coro attorno, assieme alle fronde degli alberi strappati dalle loro radici. La melodia del vento s'è fatta uragano ed ha raccolto anime sparse ovunque, anche quelle per le quali vivere era già una scommessa. Il vento si è fatto marea ed ha trascinato via i sogni lasciando il nulla dietro di se. E non è rimasto più niente da bere, solo le lacrime. Ed ora torniamo nelle nostre case, noi che le abbiamo. Torniamo a riempirci la bocca di parole e...

Parlami d'amore

La morte mi è passata al fianco e m'ha sorriso, l'ho sentita in ogni battito di cuore, nelle lacrime e nei sorrisi delle persone care. Avrei voluto fermarla, per un istante, chiederle di parlarmi della vita ma lei è fuggita via portandosi dietro le mie lacrime. Ora ho bisogno di pace. Ho bisogno di cure per l'anima. Ho bisogno di un prato di fiori che si muove al silenzio del vento. Di svuotare i pensieri ingrigiti,  riprendere spazio nella luce del sole, cantare  ed avere dei piccoli sogni da vivere. Se tu potessi sentire quanto il tempo da poco passato mi abbia segnata, se tu solo provassi a vedere cosa porto dentro il mio cuore. Nascosto, giù in fondo, tanto da non farti capire che soffro. Non avresti bisogno di voltarmi la schiena, tutte le volte, senza motivo. Una storia infinita che mi vede sconfitta, ormai senza un possibile appello. Non ho nemmeno il coraggio di dirti quanto fa male, quanto il silenzio al vetriolo che imponi mi scavi anche l'anima...

Un cuore grande così

La sento ridere ancora, con la risata propria che hanno i bambini. La ve do correre sulle ali del vento, libera ...finalmente. La sento parlare del suo dolore come se fosse un insegnamento e la sento parlare della gioia come se fosse un dono prezioso. La vedo vestirsi da clown, da mamma, da moglie e da amica e ad ogni cambio d'abito sussurrarmi: "guardami, ancora una volta,  io sono la vita e la vita è parte di me". La vedo tendere la sua piccola mano verso chi soffre, senza pensare che il dolore l'è dietro le spalle. Avrai tempo di occupartene, magari stasera, magari domani.... domani, quello che hai perso dietro di te. La vedo poi abbassare le braccia, socchiudere gli occhi e sopirsi all'ombra dei pini marittimi mentre la risacca del mare la porta lontano. Piano, con grande cautela per non farla destare, per non  farla soffrire, solo per lasciarla sognare. Ti arrivi Annalisa discreto il mio pensiero che si possa solo appoggiare sulla tua guancia, ...

La petite madeleine

Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della  madleine . Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita… non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ...

Antologia "Parole di pane"

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Finalmente è nato e ve lo presento "Parole di pane" Grazie a chi mi ha spronata, grazie a chi ci ha creduto, a chi mi ha accompagnata da lontano ed a chi ha accettato il mio invito. Grazie a chi c'era, a chi si è commosso,  a chi mi ha fatto commuovere, a chi ha condiviso con me le parole tutte le parole... di pane. Grazie anche a voi  Joh

Parole di Pane

E' stato concepito con amore, è stato selezionato con cura, ora è pronto per essere messo al mondo.... ANTOLOGIA PAROLE DI PANE Farnesi Editore Diana Sganappa e Emma Saponaro, alias Diana&Emma, ( DIANA&EMMA )  spinte dalla passione per la letteratura, hanno organizzato  il concorso letterario “Parole di pane”, allo scopo di creare un’antologia di racconti. Il concorso, patrocinato dalla Provincia di Lecce e dalla Regione Puglia,   si era proposta di offrire alle persone che amano scrivere l’opportunità di esprimersi nella forma del racconto breve, che avesse ad oggetto un argomento sul cibo Un mio scritto è stato selezionato ..... I gesti più dolci La presentazione del libro avverrà il giorno 30 giugno dalle ore 18,00 presso  l'Associazione libraria "L'Universale"  con sede in Via F. Caracciolo 12 a Roma  E' un piacere per me condividere anche con voi questa gioia e questa soddisfazione per...