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Dune.... amiche d'infanzia

Orme di sabbia

Esiste un luogo nel quale il tempo s'è fermato. Strade ricoperte di polvere, il deserto si sta infiltrando nelle fessure dei muri ingialliti. Odore di polvere e polvere che ricopre ogni cosa, i tronchi d'alberi pietrificati, le pietre di vecchi pavimenti sotto ai portici lungo l'unica strada principale, gli abiti che mai hanno avuto colore. Merce esposta in vendita da mesi accatastata alla rinfusa, piccoli locali scuri, odore di spezie rafferme. Gente stipata in piccoli pullman che sfrecciano pericolosamente sull'asfalto bollente, le tuniche lunghe ed i capelli impomatati da brillantine del dopoguerra. Donne che si riconoscono solo attraverso la fantasia e lo spiraglio lasciato sugli occhi, sguardi rivolti alla terra, disperse fra tante creature. L'odore del mare ed il vento scuotono l'animo, solo una voce lontana inneggia dalle torri il nome di un dio straniero. Eppure la calma, questa strana sensazione di calma gelatinosa mi ha fatto star bene. Mi...

Silenzio.....

Shhh.... fai silenzio tu che stai sotto la neve attendendo il sole del domani Shhh.... riparati dal rigore dell'inverno avvolgendoti nelle mani scaldate dal fuoco di un camino shhh.... Ascolta solo il battito del tuo cuore, ritmo placato, letargo di vita shhh.... Lascia cadere tutto sotto la terra ghiacciata, inutile zavorra dei tuoi voli futuri shhh.... Chiudi gli occhi al mondo là fuori, osserva solo te stessa che incessante respiri shhh.... Cullata dal suono di una madre dolcissima shhh.... fai silenzio anima mia, riposa.

STILLE DI SANGUE

Lacrime, scroscianti, dirompenti, inesauribili scendono dalle guance del mondo. Uomini un tempo forti ora giacciono riversi sulla propria anima urlando il proprio dolore. Parole come un unico pianto dirompono dalle fessure della terra e scivolano lungo le sponde dell'umanità senza badare a chi trova sul proprio cammino. Bimbi ormai adulti senza nessuna coperta calda per ripararli da questa inondazione e giovani dispersi in un vortice senza più uscita. Lacrime, nessuno ha più una luce da raggiungere ed i campi verdi marciscono, dove sono finiti i piccoli fiori bianchi? Persone come fantasmi vagano senza un destino sicuro, gelatine senza sapore, frutti senza più succo. Lacrime, non più sorrisi o confortanti tramonti. Urla di cani rabbiosi contro un futuro maledetto da Dio e dagli uomini che orami, senza pace, sbattono al vento gli ultimi sprazzi d'aria, polmoni esauriti dal gelo. Lacrime di questo mondo in via d'estinzione, sorretto da fili sottili. Sento il do...

Sentire

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I passi pesanti lungo questo cammino in ombra, un volo di uccelli fa sussultare le foglie sugli alberi i ricordi scivolano dalle tue mani e dalla terra crescono fiori già appassiti. Guarda quanta bellezza c'è intorno a te cosa cerchi di nascondere dentro al tuo cuore? Amore, gioia, dolore sono un'unica cosa ma tu per quanto ancora non vorrai vedere il sole? Cerchi riparo nelle crepe di un albero e ti ricopri di dolci ricordi. Non lasciarti trascinare da loro, anche se è caldo lo spazio che lasciano. Alza le braccia ed impara a volare insieme al domani, non è più buio di un freddo passato. L'aria è pervasa da dolci profumi... un piccolo fiore è appensa sbocciato, sorridi!

UNA PARENTESI LETTERARIA ED UN OMAGGIO AGLI APPASSIONATI

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Ieri è stato presentato presso l’ UNITRE Teatro di Milano, un libro di poesie di una mia amica. La scrittrice, Gigliola de Feo, è una ragazza che, dopo una brillante carriera scolastica ha deciso di dedicare la sua vita al teatro ed alla poesia. La presentazione del libro è stata affidata ad Oreste Carbonero, un professore di Alessandria vincitore di due medaglie d’oro al Certamen Vaticanum per la prosa. Sono apparsi davanti a me Saffo, Pindaro, Omero, Dante, Virgilio e molti altri cullati dalle note della sua voce. Le sue parole hanno percorso la sala, leggere come piume, entrando nel mio animo, profondamente come ben poche persone sanno fare ed è per questo che durante il suo commento ho pensato a voi ed alla vostra passione per le scritture classiche: vi sarebbe piaciuto ascoltarla, ne sono certa. Vorrei aver avuto un insegnante così, per farmi conoscere la poesia fin da giovane, per guardare con altri occhi l’animo di chi scriveva e per farmi vivere la storia come se f...

COLLEZIONI DI SOGNI

C'erano tempi in cui sognavo di cavalli, bianchi, imponenti, liberi. Erano messaggeri di qualche avvenimento importante che sarebbe dovuto accadere, in genere, da li a poco tempo. C'erano tempi in cui sognavo di volare sopra distese di mari cristallini, calmi, sicuri e dall'alto del mio vagare senza peso portavo con me schiere di bambini ai loro primi rudimenti di volo. Col passare del tempo i sogni, i ricordi, le sensazioni, si affievoliscono, lasciando spazio solo al lavoro, alle cose di tutti i giorni, ai problemi. Più questo spazio di nera quotidianità prende posto nella vita e più ci assale l'angoscia di perdere qualche cosa di estremamente importante, di fondamentale per la nostra esistenza. Mi era stato chiesto, un tempo, di ricordare cosa fosse il mio sogno di bambina, cosa cioè avrei voluto fare da grande e.....per quanto io mi sforzassi di ricordare, mi giungevano alla mente solo vaghi ricordi, sensazioni, piccoli spazi di desideri lasciati vuoti. So ...

UN ANIMA SOLA

Scritto da una "bambina" sola: omaggio a Roberta. Tutto questo silenzio è come una pagina bianca. Si potrebbe dipingere di colori o di parole, fermarvi, a mò di piccola nota, un attimo, uno dei tanti che scorrono verso l'irreparabile. Non ho da dire perchè forse è giunto il tempo di ascoltare. Ho visto un film l'altro giorno. Una bambina ascolta una favola di uomini chiusi in una caverna che non hanno mai visto il mondo reale ma solo le sue ombre proiettate sul muro della caverna. Allora a un certo punto la bambina dice:...e tutti si innammorano del cane finto.... Perchè? - Chiede la mamma - ...Perchè non ne hanno mai visto uno vero! Ho spento lo schermo ed ho pianto. Perchè quella bambina sono io, quella lucida consapevolezza sono io. Lei che ha pianto in me cerca i miei abbracci per potersi consolare, per potersi nascondere. Ha paura perchè nessuno l'ascolta così ha imparato a rendere sommessa la sua disperazione, espiata in un cerchio magico che...

LA POESIA, I SUONI, LA MUSICA

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Premessa Il poeta riesce ad accelerare o a rallentare i battiti del cuore di chi legge le sue poesie. Si può passare dall' allegria alla nostalgia, dalla gioia alla tristezza, al rimpianto. La poesia è nata per esere letta, cantata o recitata. Essa è un arte fatta di tempo , come il canto, la musica, la danza ben diversa da quelle arti fatte di spazio , come la pittura, la scultura, l'architettura, i cui ritmi sono scanditi da distanze misurabili e non con l'orologio o il metronomo. La musica, quella vera, sorella della poesia ci entra dentro. Vibrando, le note si espandono dentro di noi, portandoci ad un livello di consapevolezza superiore . E lucevan le stelle.... ed olezzava la terra... stridea l'uscio dell'orto.... e un passo sfiorava la rena... Entrava ella fragrante, mi cadea fra le braccia... Ho! Dolci baci, o languide carezze, mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli! Svanì per sempre il sogno mio d...

INCONTRI

Non mi capita mai, giuro non mi capita mai di andare in centro. Se proprio ci devo andare è perchè mi ci portano a forza.Odio il caos, odio la ressa ed odio i tubi di scarico delle auto. Non vivo in campanga, ma la mia citadina ha ancora il culto del verde: numerosi i parchi, i bambini hanno spazi enormi dedicati a loro ed il mio cane può correre libero nei prati senza che nessuno me lo investa. Ad ogni modo, mio malgrado, questa mattina ho preso la metropolitana per andare in centro. Caldo, pioggia, gli ombrelli che impicciano, gente che corre di qua e di là ed io che nemmeno so da che parte si oblitera il biglietto: faccio rallentare la coda perchè proprio il cartoncino non lo metto per il verso giusto (qualcuno mi insulta ....). Prendo la metrò al volo (fortuna che sono al capolinea altrimeti di sicuro sarei scesa dalla parte sbagliata..) e mi siedo nel posto d'angolo, quello comodo dove ti puoi sorreggere alla sbarra e non essere sballottata sulla persona che ti siede a fi...

MIMESI

Ho aperto il mio cuore, ho esposto il mio lato sensibile, ho lasciato che le parole scorressero alla velocità del fulmine, ho detto quello che si poteva dire con pochi segni. Io sono anche questo: sincerità assoluta, un bicchiere d'acqua limpida, nessun rovescio della medaglia. Prendere o lasciare. Sono anche quella che fa domande, scava, cerca di comprendere restando sopra le pieghe del cuore, senza penetrare troppo per non far male. Matto anch'io -certo- giornate in cui mi lascio travolgere dai canti e dai colori del mondo, grida, giochi, danze, senza vergogna mi trasformo in qualcosa di diverso... e resto a guardare affacciata ai miei occhi le persone: volete questo?.....ecco.... vi accontento. Che faccia farebbero se sapessero cosa si nasconde dietro le vesti del matto.  Poi, arriva il momento di sedersi in mezzo alle colonne e diventare Johakim. E allora parlo, lascio fluire il viola, non ascolto la mia voce.. tanto non saprei ripetermi. C'è qualcuno che capisc...

Su di un filo di seta

Sono come sospesa su di un filo di seta. Il mio equilibrio dipende dalle vibrazioni che vengono impresse su di esso. A volte mi tengo per mano a chi passa di fianco a me cercando di camminare verso la stessa direzione e a volte uno di noi vacilla facendo indietreggiare l’altro. Eppure i pilastri sui quali poggia questo filo sono solidi, ben piantati nella terra. Nulla è riuscito a minarli: i rimorsi, i pianti, le paure o i silenzi. Solo il vento, quello che soffia dalle nostre anime, impetuoso, ci ricorda quanto è difficile non guardare in basso e rimanere sbigottiti dall’altezza, scivolare nel nulla e disperderci.  Abbiamo chiuso gli occhi per non vedere, fidandoci unicamente della nostra volontà.  Bisogna imparare a slegarci dalla nostra paura o dai nostri sensi di colpa e lasciare che il soffio ci guidi. Resto pervasa da un terrore folle, paura che il domani non possa essere disegnato dai miei pensieri e con i miei colori, unici, concreti, firme di pittori naives. ...

AMORE ED UNIONE

Chi è in grado di definire con esattezza la parola Amore? Quando si è capaci di guardare nel nostro cuore e creare quel filo d’argento che ci unisce all’altro? Siamo in grado di accettare senza illuderci di vedere qualcosa che non esiste? Oppure ci accontentiamo di vivere una vita a metà per non restar da soli? Due anime, due soffi di vento che si cercano, si uniscono, entrano l’uno nell’essenza dell’altro dissolvendosi. Non il quotidiano, non l’uomo e la donna ma un'unica vita complementare, stretta in un vortice che scende dalla testa, ti entra fra le gambe e risale ancora in un ciclo infinito di orgasmo universale. Esiste? Può esistere questa sostanza di vita? Siamo capaci di lasciarci andare senza timore di trasformarci e perdere la consapevolezza di noi? In definitiva: siamo capaci di Amare veramente?

LETTERA APERTA AI VIAGGIATORI DELLE TERRE OLTRE CONFINE

Parole, suoni, emozioni, scorrono via come in un lento ruscello di montagna e si lasciano cullare da piccole, infinite bolle d'aria, come sospinte verso qualcosa di incredibilmente lontano. Cerco con la mente di tenerle addosso, come se la loro presenza, il loro calore, riuscisse a farmi vedere oltre il sipario di questa vita. Mi arrampico su di un muro d'edera appassita, cercando di non strappare gli ultimi getti verdi di vita nascente: ogni cellula mi dice, mi racconta, mi apre porte inattese e mi sorride con tenerezza: come potrei non dar loro attenzione? Sento la pioggia che mi scivola fredda lungo la schiena, mentre una mano compare dal buio e mi porge un aiuto. E allora sento di essere immersa in un limbo di pace, i suoni attutiti come in un sonno febbrile, i passi pensanti nel vuoto. Aspetto seduta sulla mia ombra sbiadita, un'evento improvviso. E scivolo, scivolo lentamente in questa dimensione sconosciuta, senza paura. Chissà se rivedrò la luce, i colori. ...

SOTTO SOPRA - FUORI E DENTRO

Eppure credevo di camminare sulla strada giusta. Non sapevo che chi mi stava camminando invisibile e con il passo attutito, era pronto a sferrare un così tremendo attacco. Ho ascoltato il suo guaito alla luna e sono stata a leccare le sue ferite. Ho provato ad ammirare il suo volo riempiendo il mio cuore della sua gioia. Ma quel che è sopra spesso ricade con un tonfo sordo, lasciando sprofondare tutto quello che c'è di vivo attorno. Ciò che è fuori, dopo aver compiuto la sua evoluzione, spesso ritorna ad essere un punto di partenza, freddo, glaciale. I ringhi risuonano da ogni angolo della notte e fiumi di bava scorrono fondendo e travolgendo con un manto di lava,  inesorabile. Rabbia, dolore, schegge impazzite. Io sono cambiata Io mi sto trasformando, anche grazie a tutto questo. La rosa appassisce ma la vita si rigenera, fuori e dentro per l'ultimo grande ritorno. Per ora resto sopita: sono stanca di crescere nel deserto.

OCCASIONI

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Ho passato tutta la vita a cercare di essere felice. A volte è capitato ma quanta fatica ho fatto per nascondere la mia debolezza, la mia necessità Mi fossi lasciata andare, lasciata andare alle mie parole ed ai miei pensieri, ai miei desideri inespressi, se avessi chiesto di più, se avessi preteso ciò che meritavo forse ora sarei sola ugualmente, ma non avrei perso delle occasioni. Le occasioni ti si presentano raramente nella vita, sfuggono dietro gli angoli, ti lasciano scorgere la loro luce e poi corrono via, se tu non sei lì pronto a coglierle. E' ora di lasciarmi andare, di smettere di avere paura di chiedere. E' ora di capire che se gli altri non sono disposti a darti ciò che desideri è meglio lasciarli liberi, perchè ti mancherà sempre qualcosa e più passerà il tempo e meno coraggio avrai di chiedere. Lasciarsi andare alle emozioni, lasciarsi andare cullati unicamente dal proprio cuore, senza che la mente ponga altre difese. Gli scudi non sono fatti per difend...

La sostanza della Vita

Mi sento un pò annebbiata. Come in un sogno ovattato cammino e le mie gambe non hanno la sensibilità del terreno. La mia mente viaggia oltre le dimensioni, in costante espansione. Mi chiedo, a volte, se questa sensazione di abbandono fisico e mentale sia reale: sono proprio io a viverla, sta accadendo proprio a me? Mi lascio pervadere da queste onde, dolci ed inesorabili, che lentamente violentano il mio corpo....a ritmo costante, dal mio stomaco alla mia mente, e poi giù fino al cuore dove si fondono e si espandono, come in un immenso lago dorato. Credevo di aver dimenticato, volevo dimenticare e mi attaccavo ai compromessi, agli schemi ed alle scuse del quotidiano, cercando di sotterrare le emozioni, per paura, per non soffrire più..... Poi ho deciso di tornare a vivere, perchè io sono importante, perchè credo nella vita e la vita è fatta di amore. E' ciò che più desidero, e non mi serve nient'altro! Non ho paura di vivere in questo modo, lasciandomi andare alle mie...

Sognare

Tutte le impressioni sono come un'onda che ci investe all'unisono, perché ci troviamo uno di fianco all'altra su una spiaggia sconfinata, e tutte le impressioni ci arrivano portate da un'onda calda che ci raggiunge contemporaneamente. Si marcisce dentro cercando di essere all’altezza dell’immagine che un’altra persona si è fatta di te. Bisogna rispondere alla propria immagine, solo la propria immagine è la verità. E solo la verità possiede la bellezza. Senza verità, si muore un po’ ogni giorno. "Sogna un piccolo sogno di me"

OSCILLANDO

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Mi è capitato ancora, come da bambina vivere quella sensazione di distacco, essere presente e perdermi in altre dimensioni. Il delirio di questi giorni mi ha ricondotta verso universi conosciuti, familiari, a volte accoglienti ed altre ostili. Come un tempo, avvertivo il corpo dilatarsi fino alla dissolvenza e subito dopo contrarsi come a diventare un unico piccolo nucleo. Sistole e diastole, inspiro ed espiro, luce e buio, tristezza ed euforia. Ho visitato particelle d'acqua e mi sono lasciata evaporare. Ho penetrato il fuoco ed ho plasmato la cenere. Ho dormito nella grande culla ed i miei confini si sono espansi dentro di essa. Ora tutto è tornato normale. Ora sono di nuovo io: la mia torre chiama e continua a chiamarmi con voce non più impercettibile. Urla...

IL TEMPO DELLE PIOGGE

Il tempo delle piogge è arrivato. L’eco dei passi sulla terra umida e profumata. Odore di resina e di legna nei camini delle case. Paesaggi appannati. Con gli occhi chiusi i contorni del mondo si ricreano nella mente. Nulla esiste e tutto è. Lo spazio non ha confini ed il silenzio entra nella pelle. I ramoscelli in terra che scricchiolano al mio passaggio sono l’unico contatto con la vita .... ma io sono altrove. Acqua fredda penetrante, vapore, umidità, nebbia. Tutto torna a sopirsi sotto le foglie ingiallite. Ombre bianche seguono il mio cammino, mi accompagnano lungo il sentiero. Mi preparo per il lungo riposo in attesa di rivedere la luce. Schhhhh ….. sto rinascendo.