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Considerazioni “quasi”a freddo

Ho scritto parecchio nel mio libro su di me, ma mai avrei pensato di raccontare una guerra. Mi è esplosa fra le mani ed è risuonata deflagrando nella testa e nel cuore attraverso poche parole dette: “Mamma, ci stanno abbandonando”, e poi ancora: “Mamma… se riusciremo a tornare…” Sono parole che una madre non dovrebbe mai sentir dire dai propri figli. Eppure è andata così. Loro risiedono in un quartiere a circa dieci chilometri dal centro di Tripoli. E’ un piccolo paradiso, casette che si affacciano sul mare, pochi essenziali negozi: un minimarket, il medico, la farmacia. Li vivono tante famiglie, tantissimi bambini, tutti espatriati, tutti lavoratori in quella terra dove il deserto si sta mangiando la vita e l’intonaco… grigio, dello stesso colore della polvere. La risonanza di ciò che sta accadendo la rende secca al telefono. Mi chiede di parlarle in codice, come nei film, perché sono controllati e non possono parlare chiaramente: “Com’è il mare li da voi?” “Sta inizia...

sono tornati

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Il rientro della mia famiglia Il rientro

In attesa di un ritorno

Le notizie non sono confortanti. Anzi. Era un delirio annunciato. Da giorni le parole si rincorrevano, le immagini si tingevano di colori variabili dal rosa scuro al rosso sangue. Quel rosso che da giorni bagna le terre del Nord Africa. Stamattina ho sentito la sua voce. Non era quella solita, non era quella che da qualche giorno scherzava dicendomi: "stai tranquilla, qui siamo al sicuro". Oggi mi ha detto: "mamma, ci hanno abbandonati". E' in parte vero. Loro sono gli insegnanti, italiani, dei figli dei dipendenti di una grande società petrolifera. Questa mattina hanno imbarcato su di un loro aereo privato ed hanno portato via tutti gli italiani. Tutti, tranne loro. Quei responsabili, loro amici, che hanno omesso di dir loro "guardate, domani arriva un aereo". No, l'aereo è partito questa mattina, senza di loro. E' l'ambasciata che ora deciderà. Agli italiani che lavorano all'estero vien tolto loro il passaporto perchè hanno diritto a...

Ci risiamo

E' tornata, la sottile agitazione. Quella che mi teneva insonne a guardare lo schermo spento del televisore. Quella di qualche anno fa. Quella di quando aprivi i quotidiani ed ogni volta giungevano notizie sconfortanti. Il panico... bieco ed infido compagno. Non per me. Io vivo in un paese dove tutto pare tranquillo, dove la pizza, la mafia ed il mandolino sono le nostre carte di presentazione all'estero. L'estero. E' quello che mi spaventa. La mente, terribile compagna, attiva, a volte troppo. Arriva prima del ragionamento costruttivo, vola ed immagina tragedie. Non posso razionalizzare, è più forte di me. Ma come essere tranquilli in un momento dove l'effetto domino delle guerriglie e delle rivolte era già nell'aria. E tu rivivi i momenti in cui la sentivi al telefono, serena, che cercava di calmarti, mentre in lontananza gli spari dei fucili si facevano sentire. L'Africa... un mondo meraviglioso dove la morte gioca con l'uomo, tenendolo saldamente pe...

Stylish Blogger Award

Ringrazio di cuore Lilly per avermi assegnato lo Stylish Blogger Award e contraccambio la stima e l'affetto non solo come blogger ma come donna ed amica. Questo Blog è cresciuto come un bambino, nutrito, dissetato, amato ed in cambio ho ricevuto la forza per renderlo, in parte, pagine da sfogliare, nido per accogliere gli amici, scuola per imparare dalle parole altrui. Di tutto questo... grazie anche a voi! Il regolamento prevede che vi dia sette informazioni su di me: 1) Chi sono? Sono prima di tutto la frase che maggiormente mi rappresenta: "Io sono la mia voglia di essere, io sono il coraggio di chiedere anche quando è illecito farlo, io sono parole indicibili e frasi d'amore, io resto quella che sono ... una donna che chiede, che scrive, che vive" 2) Sono una donna che ha deciso di ricominciare partendo da se stessa, attraverso i propri desideri. Perchè bisogna vivere ora. 3) Sono "bipolare": allegra e seria , trasgressiva e tradizionale, fantasi...

Un ringraziamento ad un Blog speciale

Ringrazio Paperblog per aver pubblicato il mio post "La forza delle donne" . Una sorpresa inaspettata, che mi ha commossa. Grazie Joh

La forza delle donne

Non so come sono arrivata fino a questo punto. Credevo di non farcela. Ho tirato un lungo, infinito, sospiro ed ho iniziato a fare, organizzare, prendere e lasciare. Ho teso la mia vita come una corda di violino, sapendo che quello che sentivo era musica, malgrado la mia difficoltà nel pizzicarne le corde. Quando sei in corsa e sai che devi arrivare alla fine, le forze che credevi nascoste si ampliano, ti abbracciano, ti sorreggono. La vita si dipana dal suo groviglio, nodo dopo nodo, fino a formare l’arazzo che avevi immaginato. I colori si manifestano brillanti, al tatto la trama da ruvida diventa seta sotto le tue piccole dita. Fanno male, a volte bruciano. Il filo diventa corda ruvida e tu cerchi di tenderla quasi allo stremo delle forze. Non devi cedere… sei quasi alla fine. Speri che le giornate si allunghino, non solo nel loro chiarore, ma che possano raddoppiare anche nelle ore. Hai bisogno di tempo per portare a termine il tuo lavoro. Vorresti una strada liscia sulla quale ...

AUSMERZEN

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Yousou N'Dour - "7 seconds" Boul ma sene, boul ma guiss madi re nga fokni mane Khamouma li neka thi sama souf ak thi guinaw Beugouma kouma khol oaldine yaw li neka si yaw mo ne si man, li ne si mane moye dilene diapale (...)And when a child is born into this world It has no concept Of the tone it's skin living in (...)

Un saluto particolare

Questa è la lettera che ho inviato al sindaco della mia città. Dopo 40 anni.... il mio addio a questa città. Mi sono trasferita da Milano a San Donato che ero una bambina. L'utlima curva di via Kennedy era ancora in costruizione e di fianco al mio palazzo, quello al civico 26, solo le fondamenta di altre case in costruzione. Dal fondo della via solo i campi. La mia scuola media era quella di Via Agadir, nella mitica sezione A. Potessi farlo, abbraccerei la Professoressa Arietti, la donna che, dopo mio padre, mi ha fatto tanto amare la letteratura. Ricordo ancora tutti i libri che leggevamo in classe, il loro profumo e l'entusiasmo che infondeva nel raccontare i personaggi e le vicende. Grazie a lei ho avuto il coraggio di iniziare a scrivere anch'io e ritagliarmi un piccolissimo posto fra gli scrittori dilettanti. Giocavo in cortile con i miei amici vicini di casa ma il “cuore” dei miei giorni erano i negozi di Via Alfonsine dove le “Compagnie” si riunivano, dove si...

Un'altro Natale

Il Natale è un periodo strano. Restiamo quasi estranei a questo evento pensando che tutto sommato è un giorno come un'altro. E' vero. Man mano che gli anni passano e non ci troviamo più a vivere la leggerezza del nostro esser bambini, questo giorno cambia di sapore. Non ci stupiamo più e non abbiamo più l'apprensione dell'arrivo di qualcuno, chiunque esso sia, che ci porta regali di nascosto sotto l'albero. A tratti riviviamo quest'atmosfera quando veniamo coinvolti dai sorrisi dei bambini e dalla loro sorpresa nella mattina di natale, mentre ancora caldi dal sonno, corrono a piedi nudi per vedere se qualcuno si è ricordato di loro ed ha lasciato i doni li.. .proprio sotto l'albero... lì dove loro si aspettavano che fossero. Eppure... Eppure... Quando ci capita di camminare di notte, per le piccole viuzze di qualche cittadina ma anche in qualche grande città. Quando le luci calde delle decorazioni rischiarano la notte, quando gli alberi addobbati ci fa...

chè la diritta via era smarrita...

Non so se ci siano dei percorsi già assegnati al momento della nascita o se le strade si aprano al nostro cammino a seconda delle scelte che decidiamo di prendere. Credo che ad ognuno di noi venga fornito un carnet, sul quale sono impressi dei passaggi obbligati. Noi dobbiamo decidere se strappare il coupon ed utilizzarlo al momento opportuno. Se sbagliamo scelta ma se siamo abbastanza fortunati, abbiamo anche il diritto di utilizzare una copia conforme all'originale di ciascun ticket. Se siamo completamente ciechi e decisi a ricommettere lo stesso errore, beh, allora il carnet si esaurisce velocemente ed all'ultimo strappo ci troviamo stampato sopra un bel "ripassa dal via", senza possibilità di appello alla clemenza della corte. Ci sono dei momenti in cui senti la terra venir meno, il futuro sciogliersi come un gelato al sole, le forze sgretolarsi erose dal vento implacabile. Bendata la tua vista al domani, sola con i tuoi pugni stretti nella rabbia e nella so...

La presentazione di "Come il profumo delle viole"

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Oggi alle 18.30 Presso "Artea Libreria Caffè" In Piazza Bobbio 1 San Donato Milanese La presentazione del mio libro. Se avete voglia di partecipare... vi aspetto! http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=522191

Fragilità

Fragile come il cristallo e solida come la roccia. Tutto si equivale, passando lungo il mio corpo come un filo trasparente, dentro, fuori e sopra la mia pelle. Strappi inattesi ad un tessuto di velluto, momenti che sembrano infiniti mi fanno scivolare in disequilibrio. Non sono rigida, sono sensibile come il vibrare di una corda. La melodia a volte si increspa e smette di cullarmi della sua musica. Ecco quello che dovrei essere, strumento e musicista. Non sempre però l'attenzione resta vigile allo spartito. A volte mi lascio travolgere e perdo sintonia, stridente stonatura inattesa. Un attimo ed il cristallo si rompe, un soffio ed i frammenti cadono, l'uno dopo l'altro come pioggia, come lacrime. Non posso far nulla. Il torrente rompe gli argini meticolosamente innalzati ed io resto a guardare, impotente, l'acqua che esonda. Tic... tic... piccole crepe si allargano dentro di me, fino a spezzarsi in frammenti che pungono, tagliano, lacerano. Mi lascio travolgere da...

Parole ritrovate

Occhi di ebano bocca di cristallo e pelle di rosa. Tutto è diventato fango dentro la terra nera. Grida il pensiero ma l'anima vola con altre ali, nei giardini dove i fiori si ubriacano dei loro colori. (da un libretto ritrovato in cantina io... giugno 1978)

LE PAROLE A VOLTE NON BASTANO

Quando le parole non bastano, arrivano in aiuto le immagini. E quando le immagini non bastano, arrivano in aiuto i battiti del cuore. Io li ho sentiti ieri. Hanno iniziato tumultuosi, mischiati ai rumori della strada, allo scroscio della pioggia battente ed alle luci della notte. Pensieri gettati fuori dal finestrino della macchina che correva per strada, per paura di non arrivare in tempo, sola in mezzo alla città immobilizzata dal sogno. E poi il silenzio... quello dell'avvento, quello che prepara il cielo al primo raggio di sole... e tu sei pronta, ad occhi chiusi, a salutarlo. Ecco come si arriva ad accogliere la nascita: in silenzio, col cuore batte piano per non disturbare, con la mente aperta al miracolo più grande. Una notte unica, un alba che ha il sapore del latte tiepido e la sua dolcezza ti scivola su tutto il corpo... e tu non puoi fare a meno di piangere, per liberarti, per ringraziare la vita. Benvenuto...piccolo amore

Basta poco... ma è moltissimo

Le scatole in un angolo, la polvere depositata sui vecchi libri e dentro le pagine, proprio all'inizio, il marchio con la stella, il ricordo di chi non c'è più. Lui usava timbrare tutti i suoi libri, con le sue iniziali. Non li imprestava facilmente ma quando lo faceva, voleva essere sicuro che gli ritornassero indietro e che quindi fossero riconoscibili. Li ho messi via tutti , aprendoli ad uno ad uno (per fortuna la libreria è piccolina...). Dentro ho trovato, come al solito, cartoline e foglietti con dei piccoli appunti, foto e commenti scritti a matita. Mai come nei libri la memoria di mio padre resta viva... E poi i piatti di legno d'ulivo, la raccolta dei coltellini svizzeri marchiati a fuoco col pirografo da lui e dai suoi nipotini. Alcuni piatti della bisnonna, le pentole di coccio e le lenzuola ancora nuove perché in montagna, chissà perché, si usavano da anni sempre le stesse, quelle a righine, quelle calde. Ho imballato tutto quello che era necessario portar ...

Ciao

SMILE Ti devo salutare e non riesco a sorridere. "Ciao, ti ricordi di me?" "Si, ricordo quando ancora per strada chiedevi quanto tempo mancava per raggiugermi " "Mi dava noia la macchina, le curve mi facevano star male..." "Poi salivi le scale. Lo so, l'atrio è sempre stato freddo ma appena arrivata dentro il tepore riusciva ad avvolgerti e tu cambiavi colore" "Sai... tu avevi un profumo inconfondibile...un misto di acqua fresca, cera d'api e abete. Sarà difficile scordarlo" "Non devi scordarlo, devi poterlo tenere dentro" "Poi ricordo che ti sistemavi sul letto, quello in alto, perchè ti faceva sembrare più grande" "Si, potevo vedere le cose da una prospettiva diversa e poi mi piaceva così tanto scendere e salire dalla scaletta di legno..." "Al mattino il termometro scendeva sotto lo zero ma tu, nel tuo pigiama rosa sembravi non farci caso. Eri emozionata. Non vedevi l'ora di scendere lung...

Succo di emozioni

Ho provato ad assaggiarmi e mi sono accorta di avere un gusto diverso. Come se la mia pelle si fosse modificata, si fosse addolcita ed avesse acquistato l'essenza di dolci sapori, zucchero e miele d'acacia, morbida crema e vaniglia d'oriente. Ho sentito il profumo del mio divenire, nascere, crescere e farsi realtà, spremuta di un passaggio di dolci emozioni cotta sul fuoco di una pagina nuova. Ho dato uno sguardo al passato. Non lo faccio spesso. Però mai come quest'anno la certezza di essere cambiata, di aver compiuto dei passaggi mi ha obbligata a fermarmi ed a pensare a quanto sia stato importante quest'ultimo anno. Ora so di poter guardare alla pienezza del mio presente, sentirne i profumi e coglierne i frutti. Non ho avuto il tempo di fermarmi a pensare, tutto è accaduto in un soffio di vento. L'aria è entrata dentro di me, le parole si sono fatte materia ed io ho visto la mia pelle cambiare colore, farsi calda come il velluto e le mie mani riempirsi di lu...

Ridatemi l'olandesina!!

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Secondo post su HOTMAG Joh ha colpito ancora.... :o)) clicca sull'olandesina

E' nei piccoli gesti

Solo un piccolo gesto, lasciato cadere senza una parola né un commento, in punta di piedi, nel cuore della notte.  Abbandonato fra le coperte calde mentre sento la mia mano scaldarsi e riempirsi di parole non dette, di contenuti, di significati profondi. Così… in un intenso tenero gesto, senza bisogno di dire, senza spiegazioni,  impercettibile. Non è nelle grandi cose, non è nelle grandi parole lasciate andare alla rinfusa, non è nemmeno nelle promesse o nelle aspettative che sento il mio cuore battere forte.  E’ nel sentire il pensiero farsi materia, è nel vedere la gioia del mio divenire riflessa nello specchio degli occhi, è nel sentire la commozione far battere forte il cuore di chi mi ha incontrata. E’ stringere le chiavi di casa della mia vita, poter aprire la porta ai raggi del sole e sapere di poter volare nella realtà dei miei sogni … libera. Perché l'amore non significa aggrapparsi, la presenza non significa sicurezza ed i baci non sono contratti inviolabili....