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Non c'è pietà per nessuno

Ecco quello che siamo: siamo un popolo di martiri. Un piccolo popolo, senza patria, nascosto dietro le dune di sabbia o negli anfratti delle boscaglie. Persone invisibili, senza nome. Un nome che si manifesta all'alba del giorno dopo, quando ormai è troppo tardi. Ed i tuoi fratelli gridano "all'orrore!". Gli stessi fratelli che per anni non sapevano nemmeno quale fosse il tuo pensiero, gli stessi fratelli che oggi rimpiangono di non averti conosciuto. Io per prima. Quella gente che, fissa davanti agli schermi colorati, una bottiglia di birra in mano, fanno lo slalom fra cosce di ragazze e reality show. Questo siamo: un popolo di cartapesta. Paghi delle nostre belle case, delle nostre auto potenti e dei nostri debiti, purchè si possa apparire ciò che non siamo. Eppure hai un fratello, quello che non hai mai conosciuto, che si alza al mattino e spera che il bambino che ha soccorso ieri fra la polvere possa ancora avere un futuro. Quello che ha lasciato tutto p...

Le tracce di un lento cammino

E' dolcezza, è fragilità, è la forza di stare ancora per mano. Resto a guardarli, fermo l'immagine, la lascio vibrare nel cuore. Camminano assieme, uno a sorreggere l'altro, lo sguardo di latte degli anni che passano, il passo incerto, senza un futuro, una meta alla quale aspirare. L'unica certezza è la sua mano, stretta in quella dell'altra. Gli anni li hanno resi sensibili alla luce, ai raggi troppo caldi del sole, ombre crudeli sui volti han scavato nel loro profondo, raggiungendo le nicchie del cuore. Mani rugose, segnate dal tempo si cercano, per non lasciare che l'altro si possa far male. Fragili come il cristallo si stringono in un dolcissimo complice abbraccio. Un lontano silenzio li unisce, mentre sommesse parole disegnano il loro futuro, che futuro non è. I vecchi hanno pudore dei loro pensieri, quando sanno di esser guardati. Sorridono, di tanto in tanto, come se la loro storia fosse uno scrigno prezioso. Un piede davanti all'altro, c...

Fragili costruzioni

Non possiedo. Non ho predisposizione al possedere alcunchè. Non ho la necessità di sentirmi sicura sapendo di avere qualcosa di mio, qualcosa di materiale. Ho una casa, o per meglio dire, sarò completamente una padrona di casa fra qualche decennio. Ho inziato a pagarne i primi mattoni da poco. E' mia. E' la rappresentazione della mia nuova vita. Davvero è così? E' ciò che ho, che posseggo, che definisce la persona che sono? E' certamente il posto dove svegliarmi, compiere gesti quotidiani, adornare secondo un immagine che mi faccia star bene. Il luogo dove sognare, aprire gli occhi al sole oppure chiuderli fra una goccia e l'altra d'acqua piovana, brillante dal mio lucernario. E' il debito che ho verso la vita, il mattone sicuro a rappresentare me stessa? Si, la casa è importante. E' il luogo dove tornare e stare al sicuro, sognare, accogliere. Ma è casa ovunque io possa sentire il mio corpo vibrare. Fosse anche sul ciglio di un fiume o nel vento d'...

UN EURO PER IL GIAPPONE

E' una buona iniziativa. Se vi interessa potete riportare il link sulla vostra pagina, contribuire con uno scritto ed aiutare la popolazione giapponese. Un abbraccio a tutti. Joh http://www.autoriperilgiappone.eu/?page_id=794

FERMATI!

Fermati! Fermarsi per qualche istante, respirare profondamente, con tutta la calma possibile. Sentire la brezza dell'aria accarezzarci le guance, morbidamente, come le mani di un tenero amante. Sedersi sull'erba, farsi pervadere dall'odore intenso dell'umida terra che ci entra nel corpo ed avvertire un intensa sensazione di pace, lunghissimi istanti di pace assoluta. Guardare le nuvole rincorrersi alte nel cielo e sentirci sospesi fra i loro racconti mutevoli, immagini bianche di favole perse nel tempo. Il vuoto assoluto. Non un pensiero a stordirci la mente. Solo il caldo abbraccio del vento. Sentirsi orfani del nostro dolore, in un intenso e languido abbandono, come se anche noi fossimo parte del vento, del sole, del granello di terra. Provare a sentire stupore nel vedere il rientro delle rondini a casa, come se il loro migrare ci appartenesse, figli di un comune universo. Eccoci, parte della natura, stelo del fiore, acqua nel fosso e gemma sul ramo. Prim...

La solitudine delle grandi menti

Sentirsi soli, cosa significa? Forse avere paura del buio? Forse sapere di non avere un futuro, o forse aspettarsi che qualcuno ci risollevi e ci riporti verso qualcosa, una cosa qualsiasi ma che rappresenti l'amore? Amore, una parola bistrattata, usata spesso come stendardo, quasi si fosse noi soli dalla parte dei giusti e tutti gli altri fossero il nemico. Non siamo amati, nessuno ci vuole, reietti di una società senza principi. E' questo l'amore? Avere qualcuno che si occupi di noi? Che ci accompagni silenziosamente e che ad un nostro cenno ci riempia le nostre voragini? Lontana dall'essere maestra in fatto di amore, sento la pesantezza di chi sventola il proprio vessillo luttuoso, il proprio bisogno . Volere amore, volere comprensione, volere a tutti i costi... ed essere sordi e ciechi ad ogni piccolo approccio, tanta è la nostra superiorità, tanta è il nostro egocentrismo. Dolore. Certo, si prova dolore e disperazione. Come non condividere la sofferenza di...

Donne in rinascita

Più dei tramonti , più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna ricomincia sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finiva più, che ti stavi giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina era un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che decidevi se eri all'altezza o se ti dovevi condannare. Così ogni giorno; e questo noviziato non finiva mai. Ed eri tu che lo facevi durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rima...

Sensazioni... solo sensazioni

E come non fidarsi del proprio istinto, quando lo senti scorrere nelle vene come se fosse lava incandescente? Guardi la tua vita, spettatrice pagante, proiettata sullo schermo. Colori forti, colori a cera e la musica che a tratti accompagna le immagini. Ecco, in poche riprese tutto ciò che ti è accaduto in un percorso di un anno ma che ha avuto il fremito di un battito d’ali. Un clic… e tutto è avvenuto. Tempo illimitato, tempo sfuggente. Come non capire quanto importante sia stato questo istante infinito? Come non essere felice dei momenti struggenti e di quelli esaltanti? E’ capitato a me. Non posso che esserne grata. Vedo le immagini chiare, gli eventi, le conquiste ed il dolore scivolare via, cementificando le fragilità e sciogliendo la durezza del mio animo. Davvero ho fatto tutto questo? Davvero tutto questo è accaduto? Pochissimo tempo e tempo senza confine. Ho imparato a sorreggermi, sto imparando a vedermi con occhi diversi, sto guardando un immagine chiara che p...

Considerazioni “quasi”a freddo

Ho scritto parecchio nel mio libro su di me, ma mai avrei pensato di raccontare una guerra. Mi è esplosa fra le mani ed è risuonata deflagrando nella testa e nel cuore attraverso poche parole dette: “Mamma, ci stanno abbandonando”, e poi ancora: “Mamma… se riusciremo a tornare…” Sono parole che una madre non dovrebbe mai sentir dire dai propri figli. Eppure è andata così. Loro risiedono in un quartiere a circa dieci chilometri dal centro di Tripoli. E’ un piccolo paradiso, casette che si affacciano sul mare, pochi essenziali negozi: un minimarket, il medico, la farmacia. Li vivono tante famiglie, tantissimi bambini, tutti espatriati, tutti lavoratori in quella terra dove il deserto si sta mangiando la vita e l’intonaco… grigio, dello stesso colore della polvere. La risonanza di ciò che sta accadendo la rende secca al telefono. Mi chiede di parlarle in codice, come nei film, perché sono controllati e non possono parlare chiaramente: “Com’è il mare li da voi?” “Sta inizia...

sono tornati

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Il rientro della mia famiglia Il rientro

In attesa di un ritorno

Le notizie non sono confortanti. Anzi. Era un delirio annunciato. Da giorni le parole si rincorrevano, le immagini si tingevano di colori variabili dal rosa scuro al rosso sangue. Quel rosso che da giorni bagna le terre del Nord Africa. Stamattina ho sentito la sua voce. Non era quella solita, non era quella che da qualche giorno scherzava dicendomi: "stai tranquilla, qui siamo al sicuro". Oggi mi ha detto: "mamma, ci hanno abbandonati". E' in parte vero. Loro sono gli insegnanti, italiani, dei figli dei dipendenti di una grande società petrolifera. Questa mattina hanno imbarcato su di un loro aereo privato ed hanno portato via tutti gli italiani. Tutti, tranne loro. Quei responsabili, loro amici, che hanno omesso di dir loro "guardate, domani arriva un aereo". No, l'aereo è partito questa mattina, senza di loro. E' l'ambasciata che ora deciderà. Agli italiani che lavorano all'estero vien tolto loro il passaporto perchè hanno diritto a...

Ci risiamo

E' tornata, la sottile agitazione. Quella che mi teneva insonne a guardare lo schermo spento del televisore. Quella di qualche anno fa. Quella di quando aprivi i quotidiani ed ogni volta giungevano notizie sconfortanti. Il panico... bieco ed infido compagno. Non per me. Io vivo in un paese dove tutto pare tranquillo, dove la pizza, la mafia ed il mandolino sono le nostre carte di presentazione all'estero. L'estero. E' quello che mi spaventa. La mente, terribile compagna, attiva, a volte troppo. Arriva prima del ragionamento costruttivo, vola ed immagina tragedie. Non posso razionalizzare, è più forte di me. Ma come essere tranquilli in un momento dove l'effetto domino delle guerriglie e delle rivolte era già nell'aria. E tu rivivi i momenti in cui la sentivi al telefono, serena, che cercava di calmarti, mentre in lontananza gli spari dei fucili si facevano sentire. L'Africa... un mondo meraviglioso dove la morte gioca con l'uomo, tenendolo saldamente pe...

Stylish Blogger Award

Ringrazio di cuore Lilly per avermi assegnato lo Stylish Blogger Award e contraccambio la stima e l'affetto non solo come blogger ma come donna ed amica. Questo Blog è cresciuto come un bambino, nutrito, dissetato, amato ed in cambio ho ricevuto la forza per renderlo, in parte, pagine da sfogliare, nido per accogliere gli amici, scuola per imparare dalle parole altrui. Di tutto questo... grazie anche a voi! Il regolamento prevede che vi dia sette informazioni su di me: 1) Chi sono? Sono prima di tutto la frase che maggiormente mi rappresenta: "Io sono la mia voglia di essere, io sono il coraggio di chiedere anche quando è illecito farlo, io sono parole indicibili e frasi d'amore, io resto quella che sono ... una donna che chiede, che scrive, che vive" 2) Sono una donna che ha deciso di ricominciare partendo da se stessa, attraverso i propri desideri. Perchè bisogna vivere ora. 3) Sono "bipolare": allegra e seria , trasgressiva e tradizionale, fantasi...

Un ringraziamento ad un Blog speciale

Ringrazio Paperblog per aver pubblicato il mio post "La forza delle donne" . Una sorpresa inaspettata, che mi ha commossa. Grazie Joh

La forza delle donne

Non so come sono arrivata fino a questo punto. Credevo di non farcela. Ho tirato un lungo, infinito, sospiro ed ho iniziato a fare, organizzare, prendere e lasciare. Ho teso la mia vita come una corda di violino, sapendo che quello che sentivo era musica, malgrado la mia difficoltà nel pizzicarne le corde. Quando sei in corsa e sai che devi arrivare alla fine, le forze che credevi nascoste si ampliano, ti abbracciano, ti sorreggono. La vita si dipana dal suo groviglio, nodo dopo nodo, fino a formare l’arazzo che avevi immaginato. I colori si manifestano brillanti, al tatto la trama da ruvida diventa seta sotto le tue piccole dita. Fanno male, a volte bruciano. Il filo diventa corda ruvida e tu cerchi di tenderla quasi allo stremo delle forze. Non devi cedere… sei quasi alla fine. Speri che le giornate si allunghino, non solo nel loro chiarore, ma che possano raddoppiare anche nelle ore. Hai bisogno di tempo per portare a termine il tuo lavoro. Vorresti una strada liscia sulla quale ...

AUSMERZEN

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Yousou N'Dour - "7 seconds" Boul ma sene, boul ma guiss madi re nga fokni mane Khamouma li neka thi sama souf ak thi guinaw Beugouma kouma khol oaldine yaw li neka si yaw mo ne si man, li ne si mane moye dilene diapale (...)And when a child is born into this world It has no concept Of the tone it's skin living in (...)

Un saluto particolare

Questa è la lettera che ho inviato al sindaco della mia città. Dopo 40 anni.... il mio addio a questa città. Mi sono trasferita da Milano a San Donato che ero una bambina. L'utlima curva di via Kennedy era ancora in costruizione e di fianco al mio palazzo, quello al civico 26, solo le fondamenta di altre case in costruzione. Dal fondo della via solo i campi. La mia scuola media era quella di Via Agadir, nella mitica sezione A. Potessi farlo, abbraccerei la Professoressa Arietti, la donna che, dopo mio padre, mi ha fatto tanto amare la letteratura. Ricordo ancora tutti i libri che leggevamo in classe, il loro profumo e l'entusiasmo che infondeva nel raccontare i personaggi e le vicende. Grazie a lei ho avuto il coraggio di iniziare a scrivere anch'io e ritagliarmi un piccolissimo posto fra gli scrittori dilettanti. Giocavo in cortile con i miei amici vicini di casa ma il “cuore” dei miei giorni erano i negozi di Via Alfonsine dove le “Compagnie” si riunivano, dove si...

Un'altro Natale

Il Natale è un periodo strano. Restiamo quasi estranei a questo evento pensando che tutto sommato è un giorno come un'altro. E' vero. Man mano che gli anni passano e non ci troviamo più a vivere la leggerezza del nostro esser bambini, questo giorno cambia di sapore. Non ci stupiamo più e non abbiamo più l'apprensione dell'arrivo di qualcuno, chiunque esso sia, che ci porta regali di nascosto sotto l'albero. A tratti riviviamo quest'atmosfera quando veniamo coinvolti dai sorrisi dei bambini e dalla loro sorpresa nella mattina di natale, mentre ancora caldi dal sonno, corrono a piedi nudi per vedere se qualcuno si è ricordato di loro ed ha lasciato i doni li.. .proprio sotto l'albero... lì dove loro si aspettavano che fossero. Eppure... Eppure... Quando ci capita di camminare di notte, per le piccole viuzze di qualche cittadina ma anche in qualche grande città. Quando le luci calde delle decorazioni rischiarano la notte, quando gli alberi addobbati ci fa...

chè la diritta via era smarrita...

Non so se ci siano dei percorsi già assegnati al momento della nascita o se le strade si aprano al nostro cammino a seconda delle scelte che decidiamo di prendere. Credo che ad ognuno di noi venga fornito un carnet, sul quale sono impressi dei passaggi obbligati. Noi dobbiamo decidere se strappare il coupon ed utilizzarlo al momento opportuno. Se sbagliamo scelta ma se siamo abbastanza fortunati, abbiamo anche il diritto di utilizzare una copia conforme all'originale di ciascun ticket. Se siamo completamente ciechi e decisi a ricommettere lo stesso errore, beh, allora il carnet si esaurisce velocemente ed all'ultimo strappo ci troviamo stampato sopra un bel "ripassa dal via", senza possibilità di appello alla clemenza della corte. Ci sono dei momenti in cui senti la terra venir meno, il futuro sciogliersi come un gelato al sole, le forze sgretolarsi erose dal vento implacabile. Bendata la tua vista al domani, sola con i tuoi pugni stretti nella rabbia e nella so...

La presentazione di "Come il profumo delle viole"

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Oggi alle 18.30 Presso "Artea Libreria Caffè" In Piazza Bobbio 1 San Donato Milanese La presentazione del mio libro. Se avete voglia di partecipare... vi aspetto! http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=522191