lunedì 23 febbraio 2009

Vuoti di memoria




Ci sono momenti in cui si deve fare i conti con la propria coscienza…
Io ho iniziato da poco. Ho iniziato quando ho scoperto di avere dei vuoti assoluti, dei brandelli di tempo vissuto nei quali mi sono persa e dei quali non ho memoria.
E’ iniziata la sera di Natale. E’ iniziata come per incanto, attraverso la modernità dei contatti informatici. Era da tempo che cercavo un nome, un volto, delle parole che potessero ricucire un ponte fra la mia vita e quella di chi ho cresciuto con me per 28 anni.
Due parole sul web. Un segno di riconoscimento, la conferma. Ho paura, ho paura di quello che potrebbe suscitare, dei sentimenti, delle reazioni, di quello che potrebbe accadere alla mente ed al cuore di chi, dopo tanto tempo, reincontra il proprio passato.
Le labbra tremano, proprio la sera di Natale, si sta chiudendo un cerchio aperto da troppo tempo.
E poi ancora attimi di smarrimento, la frenesia, lo sbigottimento di chi avverte per la prima volta il compiersi di un sogno già scritto.
Anni, anni persi dietro ad immagini che la memoria ha creato, per fuggire dalla realtà, per proteggere, per non dover ammettere i propri errori, per aver ascoltato parole sbagliate.
Il cerchio si chiude e con esso riappaiono alla mente persone, luoghi, parole straniere sciolte da un vocabolario familiare. Perché non ti ricordi? Perché?
Sto provando con tutte le mie forze, sto cercando di collocare i pezzi di questo puzzle per cercare di recuperare quanto è possibile.
Io c’ero, c’eravamo tutti. Io, in primo piano con la mia responsabilità di giovane (troppo) madre. E c’era lei, con la sua responsabilità di chi deve sostenere un suo ruolo, mia madre.
Ma perché.. perché ho rimosso? Perché la realtà che per anni ho esposto era solo una realtà distorta? Non era la mia… era la sua.
Sto ricollocando eventi, attraverso la memoria di altri. Sto recuperando terreno, attraverso i sentimenti di chi ha ceduto le armi per non far soffrire.
Ho provato a mettermi nei panni di un'altra persona; ho provato a cercare di capire, di motivare, di credere che fosse stato fatto per il bene di chi doveva crescere protetto dal male del mondo.
Ma com’è che tutto mi pare così indegno… così oscuro… così meschino?
Falsità… sto recuperando tutta la falsità di quei momenti e dei momenti lasciati dietro la schiena. Non era vero nulla. Nulla corrisponde a ciò che la mia mente era stata costretta a credere. Non ci sono luoghi, non ci sono fatti, non ci sono eventi che corrispondano al vero. Tutto è stato inventato.
Un pezzo di vita lasciata al macero… in balia di persone dalle quali sono fuggita e dalle quali ho creduto di ritrovare riparo ed amore. Non era vero, non era vero nulla.
Ora stiamo ricucendo. Ora il sole si sta facendo strada nei ricordi e quello che avviene mi riempie l’anima.
Il cerchio si chiude, il ponte fra la memoria e la realtà si sta facendo saldo al nostro passaggio.
Ho perso momenti…. ma ho ridato qualcuno a chi amo più della mia stessa vita… le ho ridato suo padre.