lunedì 25 novembre 2013

Sotto ad un leggero strato di gelo



C'è come una piccola lastra di ghiaccio, 
fra la terra ed il cielo.
Quando cammino sopra di essa, ho paura che si crepi, tanto è fragile. 
Allora compi dei piccoli balzelli,
 quasi in punta di piedi, per non creare fratture.
Quando si ha a che fare con il ghiaccio, bisogna essere cauti. 
Bisogna non avere peso, nelle parole e nei gesti. 
Quello che c'è di strano è che tu sei consapevole 
che questa sottile lastra nasconde terra e germogli, 
in definitiva quello che si chiama vita.
Ed è la vita che trascorro guardando nella sua trasparenza 
e nei suoi angoli scuri 
che mi rendo conto di cosa vuol dire amare, 
crescere, donare nell'attesa che un germoglio buchi la superficie.
Ci sono parole che servono a scaldare, a sciogliere, ad accogliere. 
Vorrei che una di queste si facesse largo anche solo per un millimetro 
per riuscire a sfiorarti il cuore.
Sento che una stagione in più, come un pezzo di ghiaccio, 
si sta depositando fra la terra ed il cielo 
ma io vorrei darti il coraggio, la forza e la speranza di un domani migliore.
Oggi, è il giorno di un mio piccolo dono, uno fra i tanti, 
che vorrei tu tenessi per un giorno, forse un mese, 
per ancora qualche altro anno, con te.


Buon compleanno

venerdì 22 novembre 2013

Io sono una dei finalisti....






Sono in finale per la sezione poesia
Comunque vadano le cose... io ho vinto!


IL GIARDINO SEGRETO

Cerco di immaginare uno spazio aperto dove lasciare libera la fantasia,
dove poter incontrare, come in un dolce abbraccio, ciò che ho sempre desiderato trovare.
Volo in uno spazio etereo, unita per mano al mio destino, incontrato per caso,
come tutte le cose che si è desiderato ma si è smesso di cercare da tempo.
In questo volo ad occhi chiusi, assurdo e bellissimo, ho trovato ed ho affidato al cuore la mia strada.
Lui mi hai presa sotto la tua grande ala ed io mi sono nascosta,
mi sono avvolta in lui, indissolubilmente, in discreto silenzio 
perché la mia natura è capace solo di poche parole.
Ed in questo viaggio, al di là di ogni possibile sogno, avvengono le cose più grandi.
Mi sono posata in terra, le radici profondamente radicate nel tuo cuore, a divenire gemma, bocciolo, 
per schiudermi all’alba di un giorno d’estate.
Mi sono sentita piccola tra le tue mani, racchiusa come in un guscio, forte e sicuro,
il profumo penetrante del legno, culla di soffice velluto setoso.
Tutto il mio essere vibra in un’unica onda di suoni, armonico rigo di note in crescendo, 
trascinata con te in una terra senza confini, plasmata dai soli  desideri esauditi.
E mi terrò stretta a te, cuore di smalto
e mi lascerò fare, mi lascerò amare, rosa del tuo giardino segreto.
E rosa fra le rose, in un prato che mi è familiare, mi unirò per mano a chi ha saputo ascoltarmi, 
vedermi e capirmi per quella che sono.
Il profumo e l’aria d’attorno si fanno più ora intensi, respiro di te e sono finalmente felice.


lunedì 11 novembre 2013

La voce del vento


Si è sentita fin qui , la voce del vento.
Ha sussurrato qualcosa ed i bambini non l'hanno sentita.
Non ha portato musica, forse i gabbiani in volo hanno sentito qualche nota lontana.
La sua voce era roca, profonda, sgorgava dalle viscere della terra,
e come una cassa armonica si è ingigantita, moltiplicata in lugubri boati di morte.
La voce del vento ha portato via tutto, anche le speranze di chi ancora doveva nascere.
Lei ha chiuso gli occhi ed ha trascinato con se la vita, tutta quella che ha potuto.
Le urla le hanno fatto coro attorno, assieme alle fronde degli alberi strappati dalle loro radici.
La melodia del vento s'è fatta uragano ed ha raccolto anime sparse ovunque, anche quelle per le quali vivere era già una scommessa.
Il vento si è fatto marea ed ha trascinato via i sogni lasciando il nulla dietro di se.
E non è rimasto più niente da bere, solo le lacrime.

Ed ora torniamo nelle nostre case, noi che le abbiamo. Torniamo a riempirci la bocca di parole e di cibo, noi che moriamo nel grasso delle nostre cucine. Torniamo a coprire i figli di quanto più inutile al mondo può esistere, noi che ancora abbiamo dei figli da crescere.
Un vento troppo lontano per essere udito. Fratelli affogati nel mare e nel vento, bruciati nelle foreste, sotto le mine.
Umanità che scompare: domani non sarà che un ricordo disperso nel vento.