lunedì 22 dicembre 2008

Silenzio.....




Shhh....
fai silenzio
tu che stai sotto la neve attendendo il sole del domani
Shhh....
riparati dal rigore dell'inverno avvolgendoti nelle mani scaldate dal fuoco di un camino
shhh....
Ascolta solo il battito del tuo cuore, ritmo placato, letargo di vita
shhh....
Lascia cadere tutto sotto la terra ghiacciata, inutile zavorra dei tuoi voli futuri
shhh....
Chiudi gli occhi al mondo là fuori, osserva solo te stessa che incessante respiri
shhh....
Cullata dal suono di una madre dolcissima
shhh....
fai silenzio
anima mia, riposa.

martedì 16 dicembre 2008

STILLE DI SANGUE




Lacrime,
scroscianti, dirompenti, inesauribili
scendono dalle guance del mondo.
Uomini un tempo forti ora giacciono riversi sulla propria anima urlando il proprio dolore.
Parole come un unico pianto dirompono dalle fessure della terra e scivolano lungo le sponde dell'umanità senza badare a chi trova sul proprio cammino.
Bimbi ormai adulti senza nessuna coperta calda per ripararli da questa inondazione e giovani dispersi in un vortice senza più uscita.
Lacrime,
nessuno ha più una luce da raggiungere ed i campi verdi marciscono, dove sono finiti i piccoli fiori bianchi?
Persone come fantasmi vagano senza un destino sicuro, gelatine senza sapore, frutti senza più succo.
Lacrime,
non più sorrisi o confortanti tramonti.
Urla di cani rabbiosi contro un futuro maledetto da Dio e dagli uomini che orami, senza pace, sbattono al vento gli ultimi sprazzi d'aria, polmoni esauriti dal gelo.

Lacrime di questo mondo in via d'estinzione, sorretto da fili sottili.

Sento il dolore del mondo, sento il suo pianto dirotto e mi fermo, lascio che accada: in me l'amore non muore.

sabato 13 dicembre 2008

Sentire



I passi pesanti lungo questo cammino in ombra,
un volo di uccelli fa sussultare le foglie sugli alberi
i ricordi scivolano dalle tue mani
e dalla terra crescono fiori già appassiti.
Guarda quanta bellezza c'è intorno a te
cosa cerchi di nascondere dentro al tuo cuore?
Amore, gioia, dolore sono un'unica cosa
ma tu per quanto ancora non vorrai vedere il sole?
Cerchi riparo nelle crepe di un albero
e ti ricopri di dolci ricordi.
Non lasciarti trascinare da loro,
anche se è caldo lo spazio che lasciano.
Alza le braccia ed impara a volare insieme al domani,
non è più buio di un freddo passato.
L'aria è pervasa da dolci profumi...
un piccolo fiore è appensa sbocciato, sorridi!

venerdì 5 dicembre 2008

UNA PARENTESI LETTERARIA ED UN OMAGGIO AGLI APPASSIONATI




Ieri è stato presentato presso l’ UNITRE Teatro di Milano, un libro di poesie di una mia amica.
La scrittrice, Gigliola de Feo, è una ragazza che, dopo una brillante carriera scolastica ha deciso di dedicare la sua vita al teatro ed alla poesia.
La presentazione del libro è stata affidata ad Oreste Carbonero, un professore di Alessandria vincitore di due medaglie d’oro al Certamen Vaticanum per la prosa.
Sono apparsi davanti a me Saffo, Pindaro, Omero, Dante, Virgilio e molti altri cullati dalle note della sua voce.
Le sue parole hanno percorso la sala, leggere come piume, entrando nel mio animo, profondamente come ben poche persone sanno fare ed è per questo che durante il suo commento ho pensato a voi ed alla vostra passione per le scritture classiche: vi sarebbe piaciuto ascoltarla, ne sono certa.


Vorrei aver avuto un insegnante così, per farmi conoscere la poesia fin da giovane, per guardare con altri occhi l’animo di chi scriveva e per farmi vivere la storia come se fosse stata quella di tutti i giorni.

giovedì 4 dicembre 2008

COLLEZIONI DI SOGNI




C'erano tempi in cui sognavo di cavalli, bianchi, imponenti, liberi. Erano messaggeri di qualche avvenimento importante che sarebbe dovuto accadere, in genere, da li a poco tempo. C'erano tempi in cui sognavo di volare sopra distese di mari cristallini, calmi, sicuri e dall'alto del mio vagare senza peso portavo con me schiere di bambini ai loro primi rudimenti di volo. Col passare del tempo i sogni, i ricordi, le sensazioni, si affievoliscono, lasciando spazio solo al lavoro, alle cose di tutti i giorni, ai problemi. Più questo spazio di nera quotidianità prende posto nella vita e più ci assale l'angoscia di perdere qualche cosa di estremamente importante, di fondamentale per la nostra esistenza. Mi era stato chiesto, un tempo, di ricordare cosa fosse il mio sogno di bambina, cosa cioè avrei voluto fare da grande e.....per quanto io mi sforzassi di ricordare, mi giungevano alla mente solo vaghi ricordi, sensazioni, piccoli spazi di desideri lasciati vuoti. So che gli incontri, le strade che sto percorrendo, così come tutto ciò che mi accade, ha una sua ragione d'essere: è come se ogni volta che l'impercettibile traccia che mi tiene legata alla mia strada si appannasse, ci fosse qualcosa o qualcuno a lanciarmi dei messaggi, come a dire: "non dimenticare i tuoi desideri di bambina...". Collezionare cavalli non basta, bisogna cogliere la loro forza ed il loro spirito libero, così come non basta sognare di volare ma è importante vincere la paura del vuoto e capire che anche se non si possono vedere, le ali della nostra mente sono ben salde al nostro corpo e possono portarci oltre ogni limite, oltre ogni desiderio.
I desideri sono importanti, sono la linfa della nostra vita. Non bisogna avere paura di desiderare, anche se il quotidiano tende a dimostrarci il contrario! Bisogna imparare a volare, oltre, oltre il dolore, la paura, oltre noi stessi, fino a raggiungere e completare la nostra vera essenza.

martedì 25 novembre 2008

UN ANIMA SOLA

Scritto da una "bambina" sola: omaggio a Roberta.

Tutto questo silenzio è come una pagina bianca.

Si potrebbe dipingere di colori o di parole, fermarvi, a mò di piccola nota, un attimo, uno dei tanti che scorrono verso l'irreparabile.
Non ho da dire perchè forse è giunto il tempo di ascoltare.

Ho visto un film l'altro giorno.
Una bambina ascolta una favola di uomini chiusi in una caverna che non hanno mai visto il mondo reale ma solo le sue ombre proiettate sul muro della caverna.
Allora a un certo punto la bambina dice:...e tutti si innammorano del cane finto....
Perchè? - Chiede la mamma -
...Perchè non ne hanno mai visto uno vero!

Ho spento lo schermo ed ho pianto.

Perchè quella bambina sono io, quella lucida consapevolezza sono io.
Lei che ha pianto in me cerca i miei abbracci per potersi consolare, per potersi nascondere. Ha paura perchè nessuno l'ascolta così ha imparato a rendere sommessa la sua disperazione, espiata in un cerchio magico che la rende invisibile ai più.
Lei stessa è un ombra tra le ombre.

Ho paura Johakim, ho paura per lei e per me.

domenica 23 novembre 2008

LA POESIA, I SUONI, LA MUSICA





Premessa

Il poeta riesce ad accelerare o a rallentare i battiti del cuore di chi legge le sue poesie. Si può passare dall' allegria alla nostalgia, dalla gioia alla tristezza, al rimpianto. La poesia è nata per esere letta, cantata o recitata. Essa è un arte fatta di tempo, come il canto, la musica, la danza ben diversa da quelle arti fatte di spazio, come la pittura, la scultura, l'architettura, i cui ritmi sono scanditi da distanze misurabili e non con l'orologio o il metronomo.

La musica, quella vera, sorella della poesia ci entra dentro. Vibrando, le note si espandono dentro di noi, portandoci ad un livello di consapevolezza superiore.

E lucevan le stelle....
ed olezzava la terra...
stridea l'uscio dell'orto....
e un passo sfiorava la rena...

Entrava ella fragrante,
mi cadea fra le braccia...
Ho! Dolci baci, o languide carezze,
mentr'io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d'amore...
L'ora è fuggita...
E muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!...

Com'è stato facile piangere al suono di questa musica.....
Grazie Daniela D., grazie Fabio A.!






venerdì 21 novembre 2008

UN PENSIERO PER CIASCUNO DI VOI



Frasi, pensieri, piccoli doni. Ad ognuno di voi un piccolo pensiero. Scegliete quello che più vi piace. Io... so a chi sono destinati...
"E' bene prendere la ferma decisione di fare buon uso della vita che abbiamo, un beve istante luminoso simile a quello in cui il sole fa capolino fra le nubi"

"La nostra coscienza fa propri tutti questi ruoli e ben altro ancora: l'eroe, l'innamorato, l'eremita e il dittatore, il saggio ed il folle"


"Purtroppo non riconosciamo la natura vuota delle parole e ci fissiamo su di esse come se fossero qualcosa di reale. E' così che parole gradevoli ci rendono felici e parle sgradevoli ci contrariano, mandandoci in collera. Queste reazioni sono un segno del fatto che crediamo nella realtà delle parole"

"Le cose più importanti della vita non sono nè straordinarie nè grandiose. Sono i momenti in cui ci sentiamo toccati gli uni dagli altri"

"La vita è fragile proprio come la rugiara del mattino delicatamente appesa ai fili d'erba, in goccioline di cristallo che la prima brezza mattutina spazzerà via"

"Raggiungere uno stato di libertà interiore rispetto alle emozioni non significa essere apatici o insensibili e neppure che l'esistenza diventi per questo insipida. Semplicemente, invece di essrere di continuo in balìa dei nostri pensieri negativi, dei nostri umori e del nostro temperamneto, ne saremo diventati pradroni"


"Il mondo reale è al di là dei nostri pensieri e delle nostre idee. Noi lo vediamo attraverso la rete dei nostri desideri, essendo divisi tra piacere e dolore, bene e male, interno ed esterno. Per vedere l'Universo com'è veramente, dovete passare oltre la rete. Non è diffile perchè è piena di buchi"


"Per ridurre la sofferenza, dobbiamo operare una distinzione cruciale tra il male vero e proproio e quello che noi stessi generiamo al solo pensarci. La paura, la rabbia, il senso di colpa, la solitudine e l'impotenza sono tutte risposte mentali ed emotive che intensificano la pena"


"A mano a mano che, di nostra spontanea volontà, penetriamo nelle varie zone di paura, debolezza e insicurrezza che racchiudiamo in noi stessi, scopriremo che i loro muri sono fatti di menzogne, vecchie immagini di noi stessi, paure ancestrali e false idee di ciò che è puro e di ciò che non lo è"

venerdì 14 novembre 2008

INCONTRI




Non mi capita mai, giuro non mi capita mai di andare in centro. Se proprio ci devo andare è perchè mi ci portano a forza.Odio il caos, odio la ressa ed odio i tubi di scarico delle auto. Non vivo in campanga, ma la mia citadina ha ancora il culto del verde: numerosi i parchi, i bambini hanno spazi enormi dedicati a loro ed il mio cane può correre libero nei prati senza che nessuno me lo investa. Ad ogni modo, mio malgrado, questa mattina ho preso la metropolitana per andare in centro. Caldo, pioggia, gli ombrelli che impicciano, gente che corre di qua e di là ed io che nemmeno so da che parte si oblitera il biglietto: faccio rallentare la coda perchè proprio il cartoncino non lo metto per il verso giusto (qualcuno mi insulta ....). Prendo la metrò al volo (fortuna che sono al capolinea altrimeti di sicuro sarei scesa dalla parte sbagliata..) e mi siedo nel posto d'angolo, quello comodo dove ti puoi sorreggere alla sbarra e non essere sballottata sulla persona che ti siede a fianco. Dopo due fermate sale un uomo, un signore distinto di circa 70 anni. Non c'è posto a sedere e lui si guarda in giro ma con indifferenza, senza pretendere nulla. Mi alzo e gli chiedo si sedersi al mio posto. Lui sorride, due grandi occhi azzurri, e mi prega di accoodarmi (sono una signora e non sia mai che lui prenda il posto di una dama...). Ribadisco di sedersi sorridendo e lui di nuovo ripete che non è il caso. Ridendo grido "giù cuccia!" e lui.... arrendendosi alla mia tenacia si siede dicendo "come cambiano i tempi!". Ridacchia, mi guarda.... ricambio il sorriso, abbasso gli occhi. Mi dice dopo qualche minuto: "Noi due ci reincontreremo" Lo guardo... sorrido.. e rispondo "prima o poi tutti ci dobbiamo reincointrare!" Mi guarda, gli occhi azzurri sorridono dolci.. "No, signora mia, in questa vita .. è in questa vita che ci reincontreremo".... Ed io capisco che è vero..
E' la mia fermata, lo guardo ancora, e lo saluto. Lui alza la mano e mi accenna un saluto, come fanno i bambini e gli occhi seguitano a sorridergli.

Non prendo mai la metropolitana... la detesto, ma oggi è un giorno speciale, oggi ho incontrato gli occhi di un vecchio che mi hanno riconosciuta. Lo rivedrò, ne sono siciura. Io e lui abbiamo ancora tanto da dirci.
Grazie Milano!

domenica 9 novembre 2008

MIMESI



Ho aperto il mio cuore, ho esposto il mio lato sensibile, ho lasciato che le parole scorressero alla velocità del fulmine, ho detto quello che si poteva dire con pochi segni.
Io sono anche questo: sincerità assoluta, un bicchiere d'acqua limpida, nessun rovescio della medaglia. Prendere o lasciare. Sono anche quella che fa domande, scava, cerca di comprendere restando sopra le pieghe del cuore, senza penetrare troppo per non far male. Matto anch'io -certo- giornate in cui mi lascio travolgere dai canti e dai colori del mondo, grida, giochi, danze, senza vergogna mi trasformo in qualcosa di diverso... e resto a guardare affacciata ai miei occhi le persone: volete questo?.....ecco.... vi accontento. Che faccia farebbero se sapessero cosa si nasconde dietro le vesti del matto. Poi, arriva il momento di sedersi in mezzo alle colonne e diventare Johakim. E allora parlo, lascio fluire il viola, non ascolto la mia voce.. tanto non saprei ripetermi. C'è qualcuno che capisce? C'è qualcuno che vive allo stesso modo? Mimesi, questo dovrebbe essere il mio nome... perchè nascosta in me vive un'altra essenza. Sono Johakim, sono quella che ascolta, sono quella che bussa alle porte altrui e chiede di poter ascotare. Non parlo, scrivo. Scrivo della mia vita e della vita altrui. C'è qualcuno che si volta a vedere dove sono quando mi accorgo di sentire i vostri pensieri? Equilibrio, un piede avanti all'altro, con rettitudine, ma pur sempre col cuore in mano. 
Quello non si getta. Quello è Stefania.

mercoledì 5 novembre 2008

Su di un filo di seta




Sono come sospesa su di un filo di seta. Il mio equilibrio dipende dalle vibrazioni che vengono impresse su di esso. A volte mi tengo per mano a chi passa di fianco a me cercando di camminare verso la stessa direzione e a volte uno di noi vacilla facendo indietreggiare l’altro. Eppure i pilastri sui quali poggia questo filo sono solidi, ben piantati nella terra. Nulla è riuscito a minarli: i rimorsi, i pianti, le paure o i silenzi. Solo il vento, quello che soffia dalle nostre anime, impetuoso, ci ricorda quanto è difficile non guardare in basso e rimanere sbigottiti dall’altezza, scivolare nel nulla e disperderci. 
Abbiamo chiuso gli occhi per non vedere, fidandoci unicamente della nostra volontà. 
Bisogna imparare a slegarci dalla nostra paura o dai nostri sensi di colpa e lasciare che il soffio ci guidi. Resto pervasa da un terrore folle, paura che il domani non possa essere disegnato dai miei pensieri e con i miei colori, unici, concreti, firme di pittori naives. 
Pace, ho bisogno bisogno di pace. La forza non mi manca e non manca perché questo è il tempo dell’ESSERE: essere vita nella vita e la chiarezza di questa nuova forma è ben impressa in me. 
 Ho preso questo filo sottile sul quale sto camminando e l’ho ritorto, ritorto ancora, indissolubilmente attorno a me per proteggermi da ogni caduta. 
Intanto cammino … e non mi volto indietro

venerdì 31 ottobre 2008

AMORE ED UNIONE




Chi è in grado di definire con esattezza la parola Amore? Quando si è capaci di guardare nel nostro cuore e creare quel filo d’argento che ci unisce all’altro? Siamo in grado di accettare senza illuderci di vedere qualcosa che non esiste? Oppure ci accontentiamo di vivere una vita a metà per non restar da soli?
Due anime, due soffi di vento che si cercano, si uniscono, entrano l’uno nell’essenza dell’altro dissolvendosi. Non il quotidiano, non l’uomo e la donna ma un'unica vita complementare, stretta in un vortice che scende dalla testa, ti entra fra le gambe e risale ancora in un ciclo infinito di orgasmo universale.
Esiste? Può esistere questa sostanza di vita? Siamo capaci di lasciarci andare senza timore di trasformarci e perdere la consapevolezza di noi?
In definitiva: siamo capaci di Amare veramente?

mercoledì 29 ottobre 2008

LETTERA APERTA AI VIAGGIATORI DELLE TERRE OLTRE CONFINE




Parole, suoni, emozioni, scorrono via come in un lento ruscello di montagna e si lasciano cullare da piccole, infinite bolle d'aria, come sospinte verso qualcosa di incredibilmente lontano. Cerco con la mente di tenerle addosso, come se la loro presenza, il loro calore, riuscisse a farmi vedere oltre il sipario di questa vita.
Mi arrampico su di un muro d'edera appassita, cercando di non strappare gli ultimi getti verdi di vita nascente: ogni cellula mi dice, mi racconta, mi apre porte inattese e mi sorride con tenerezza: come potrei non dar loro attenzione?
Sento la pioggia che mi scivola fredda lungo la schiena, mentre una mano compare dal buio e mi porge un aiuto.
E allora sento di essere immersa in un limbo di pace, i suoni attutiti come in un sonno febbrile, i passi pensanti nel vuoto.
Aspetto seduta sulla mia ombra sbiadita, un'evento improvviso. E scivolo, scivolo lentamente in questa dimensione sconosciuta, senza paura.
Chissà se rivedrò la luce, i colori. "Di quale luce hai bisogno, tu, giovane donna dalle spalle curve?". Perchè cerchi ancora l'amore nell'uomo che amore non sa dare?
Guarda intoro, guarda intorno, fuori e dentro, ma soprattutto dentro. Là dove ha inizio tutto, dove un piccolo punto di luce può espandersi fino a toccare tutto l'universo.
Vorrei avere una giornata di sole, di quelle vere, di quelle da sbatterti a terra, di quelle da non poterne più dei ricordi,  di quelle da ricordare per sempre.
Vi aspetto giovani anime disperse nel nulla di un universo beffardo... voi giocate nel vento ma date uno sgurdo a questo muro,  quaggiù in basso, io vi aspetto.

mercoledì 8 ottobre 2008

SOTTO SOPRA - FUORI E DENTRO




Eppure credevo di camminare sulla strada giusta. Non sapevo che chi mi stava camminando invisibile e con il passo attutito, era pronto a sferrare un così tremendo attacco.
Ho ascoltato il suo guaito alla luna e sono stata a leccare le sue ferite. Ho provato ad ammirare il suo volo riempiendo il mio cuore della sua gioia.
Ma quel che è sopra spesso ricade con un tonfo sordo, lasciando sprofondare tutto quello che c'è di vivo attorno. Ciò che è fuori, dopo aver compiuto la sua evoluzione, spesso ritorna ad essere un punto di partenza, freddo, glaciale. I ringhi risuonano da ogni angolo della notte e fiumi di bava scorrono fondendo e travolgendo con un manto di lava,  inesorabile.
Rabbia, dolore, schegge impazzite.
Io sono cambiata
Io mi sto trasformando, anche grazie a tutto questo.
La rosa appassisce ma la vita si rigenera, fuori e dentro per l'ultimo grande ritorno.
Per ora resto sopita: sono stanca di crescere nel deserto.

lunedì 6 ottobre 2008

OCCASIONI




Ho passato tutta la vita a cercare di essere felice. A volte è capitato ma quanta fatica ho fatto per nascondere la mia debolezza, la mia necessità
Mi fossi lasciata andare, lasciata andare alle mie parole ed ai miei pensieri, ai miei desideri inespressi, se avessi chiesto di più, se avessi preteso ciò che meritavo forse ora sarei sola ugualmente, ma non avrei perso delle occasioni.
Le occasioni ti si presentano raramente nella vita, sfuggono dietro gli angoli, ti lasciano scorgere la loro luce e poi corrono via, se tu non sei lì pronto a coglierle.
E' ora di lasciarmi andare, di smettere di avere paura di chiedere. E' ora di capire che se gli altri non sono disposti a darti ciò che desideri è meglio lasciarli liberi, perchè ti mancherà sempre qualcosa e più passerà il tempo e meno coraggio avrai di chiedere.

Lasciarsi andare alle emozioni, lasciarsi andare cullati unicamente dal proprio cuore, senza che la mente ponga altre difese. Gli scudi non sono fatti per difenderci, ma solo per allontanare ciò che desideriamo.
Mi era stato chiesto, un tempo, di ricordare cosa fosse il mio sogno di bambina, cosa cioè avrei voluto fare da grande e per quanto io mi sforzi ora di ricordare, mi giungono alla mente solo vaghi ricordi, sensazioni, piccoli spazi di desideri lasciati vuoti.


Non ne ho la certezza, ma sento che gli incontri, le strade che sto percorrendo, così come tutto ciò che mi accade, ha una sua ragione d'essere, come se ogni volta che perdo il filo di questo sottile discorso, ci fosse qualcosa o qualcuno che mi lancia dei messaggi, come a dire: "non dimenticare i tuoi desideri di bambina...".

I desideri sono importanti, sono la linfa della nostra vita. Non bisogna avere paura di desiderare. Bisogna imparare a volare, oltre. Oltre il dolore, la paura, oltre noi stessi: bisogna lasciarsi andare.
Questo è quello che io chiamo amore.

venerdì 3 ottobre 2008

La sostanza della Vita



Mi sento un pò annebbiata. Come in un sogno ovattato cammino e le mie gambe non hanno la sensibilità del terreno.
La mia mente viaggia oltre le dimensioni, in costante espansione. Mi chiedo, a volte, se questa sensazione di abbandono fisico e mentale sia reale: sono proprio io a viverla, sta accadendo proprio a me?
Mi lascio pervadere da queste onde, dolci ed inesorabili, che lentamente violentano il mio corpo....a ritmo costante, dal mio stomaco alla mia mente, e poi giù fino al cuore dove si fondono e si espandono, come in un immenso lago dorato.
Credevo di aver dimenticato, volevo dimenticare e mi attaccavo ai compromessi, agli schemi ed alle scuse del quotidiano, cercando di sotterrare le emozioni, per paura, per non soffrire più.....


Poi ho deciso di tornare a vivere, perchè io sono importante, perchè credo nella vita e la vita è fatta di amore. E' ciò che più desidero, e non mi serve nient'altro!
Non ho paura di vivere in questo modo, lasciandomi andare alle mie sensazioni, lasciando che il cuore mi comandi completamente.
Ho fatto una promessa e sono convinta di volerla mantenere: voglio Vivere tutto il tempo che mi sarà concesso di avere; voglio Vivere i momenti che non ho mai avuto; voglio affidare il mio cuore e la mia anima a questo vento sottile; voglio essere parte della Vita e la Vita vorrei fosse parte di me.
Io sono il mio futuro.....

giovedì 2 ottobre 2008

Sognare




Tutte le impressioni sono come un'onda che ci investe all'unisono, perché ci troviamo uno di fianco all'altra su una spiaggia sconfinata, e tutte le impressioni ci arrivano portate da un'onda calda che ci raggiunge contemporaneamente.

Si marcisce dentro cercando di essere all’altezza dell’immagine che un’altra persona si è fatta di te. Bisogna rispondere alla propria immagine, solo la propria immagine è la verità. E solo la verità possiede la bellezza. Senza verità, si muore un po’ ogni giorno.

"Sogna un piccolo sogno di me"

venerdì 26 settembre 2008

OSCILLANDO




Mi è capitato ancora, come da bambina vivere quella sensazione di distacco, essere presente e perdermi in altre dimensioni. Il delirio di questi giorni mi ha ricondotta verso universi conosciuti, familiari, a volte accoglienti ed altre ostili.



Come un tempo, avvertivo il corpo dilatarsi fino alla dissolvenza e subito dopo contrarsi come a diventare un unico piccolo nucleo. Sistole e diastole, inspiro ed espiro, luce e buio, tristezza ed euforia.
Ho visitato particelle d'acqua e mi sono lasciata evaporare. Ho penetrato il fuoco ed ho plasmato la cenere. Ho dormito nella grande culla ed i miei confini si sono espansi dentro di essa.



Ora tutto è tornato normale. Ora sono di nuovo io: la mia torre chiama e continua a chiamarmi con voce non più impercettibile. Urla...

lunedì 15 settembre 2008

IL TEMPO DELLE PIOGGE




Il tempo delle piogge è arrivato.
L’eco dei passi sulla terra umida e profumata.
Odore di resina e di legna nei camini delle case.
Paesaggi appannati.
Con gli occhi chiusi i contorni del mondo si ricreano nella mente.
Nulla esiste e tutto è.
Lo spazio non ha confini ed il silenzio entra nella pelle.
I ramoscelli in terra che scricchiolano al mio passaggio sono l’unico contatto con la vita .... ma io sono altrove.
Acqua fredda penetrante, vapore, umidità, nebbia.
Tutto torna a sopirsi sotto le foglie ingiallite.
Ombre bianche seguono il mio cammino, mi accompagnano lungo il sentiero.
Mi preparo per il lungo riposo in attesa di rivedere la luce.
Schhhhh ….. sto rinascendo.

martedì 9 settembre 2008

LA TORRE




Ho percorso sentieri lungo i quali piccole voci mi sussurravano all’orecchio frasi che mi obbligavano alla sosta.
Mi sono seduta spesso accanto al fuoco ad osservare i loro occhi che penetravano nel mio animo e con un dolce sorriso mi riportavano all’origine di tutto.

La torre: il mio primo pensiero e prodromo di mille scoperte. Perché cercare di dare un significato proprio a questa immagine? Eppure, mai simbolo fu tanto profetico!
Calamita di ogni mio percorso, quest’archetipo è stato ed è tutt’ora il segno che più rappresenta il mio viaggio.
La torre: ho percorso le sue viscere. Sono scesa nelle profondità della terra e mi sono attaccata alle sue pareti granitiche per rivedere la luce. Sola nello spazio, nel silenzio ma con urla interiori che come onde di un uragano ripetevano il mio nome.
Ho chiuso gli occhi nella sua culla. Ho trascorso un attimo, un’ora, un giorno, tempo infinito e tempo mai iniziato.
Sola, ancora da sola a vivere ed a rivivere la mia storia.
Materia grezza, ora materia sciolta sul fuoco della vita. Rugiada del primo mattino. Distillato essenziale.

Bello è riconoscersi. Bello è essere uniti nello stesso cerchio. Punti di unione ed unico punto infinito.

venerdì 5 settembre 2008

Acqua ed Aria




Vorrei arrivare fin lassù. Là dove le nuvole si incrociano veloci e gli spazi azzurri si riflettono nell’acqua lasciando ombre colorate come su di uno specchio.
Ascolto la voce del vento che mi sussurra qualcosa, con voce greve, perché io possa accoglierlo nelle profondità del mio animo.
Vorrei lasciarmi scivolare in questo liquido purissimo, senza correnti, fatto solo di ghiaccio fuso e dissolvermi lentamente col ritmo delle stagioni.
Piccole libellule sfiorano la superficie ed i cerchi nell’acqua man mano si allargano fino a lambire la costa ed io ne osservo l’effetto sdraiata sul fondo.
Pace…silenzio…immensità.
Vorrei legare la mia vita alle ali di un aquila e lasciarmi trasportare in alto, fin dove è possibile arrivare, dove non ci sono più desideri, né dolore, né passioni…laddove, spettatore di albe immutabili, lascio che il futuro si disegni da solo.
Io acqua, io aria.

Senza peso mi lascio andare in questo quadro e divento colore, tela ed artista allo stesso tempo.
Cerco di dare un valore ad ogni istante di vita perché il tempo non aspetta nessuno.
Ieri? Storia. Domani? Mistero.
Ora…vivo.

giovedì 21 agosto 2008

FOLLIA PURA




Sentire lo strazio della propria anima. Provare a capire i gesti, le parole sconnesse, cercando di assecondare frasi senza senso. La luce si è persa. Solo pochi frammenti di coscienza cadono giù sul pavimento assieme alle mie lacrime. Rido dei suoi discorsi mentre mi accorgo che la sua mano mi cerca e mi implora un aiuto. Dove sei andato a finire? Dov’è l’uomo che mi ha fatta crescere nella favola, nella poesia del canto, nei sussurri dell’acqua di montagna, che credeva nella forza dell’anima, che studiava le parole dei libri e che mi faceva parlare dei miei desideri? Gesti ripetuti all’infinito. Minuziosamente muovi le dita e capisco che ti stai preparando ad andare a pescare. La lenza che arrotoli sul mulinello… i nodi all’amo, il lancio e l’attesa. Tutto, in ogni minimo particolare. Le tue dita si muovono e mi fanno capire le immagini della tua mente. Poi mi parli, mi dici che devi iniziare a costruire una cattedrale… e che hai bisogno di tempo.
Quale tempo? Quello che ti ha portato via chissà dove? Quello che nemmeno io so ormai dov’è! Mi fai paura. Non voglio perdermi così anch’io ….
Signori vi imploro: avete visto mio padre?

martedì 15 luglio 2008

IL GIORNO PERFETTO



Doveva succedere oggi. Non ieri né domani. Oggi è la giornata perfetta. E’ tanto che ci penso ma…. come si fa a stabilire quale sia il giorno giusto? Quale sia il momento esatto? “Oggi piove, meglio di no”; “Oggi è troppo caldo, aspettiamo domani”;  “Oggi no, ho troppo da fare”. Hai fatto di tutto cercare di convincerti che ci sarebbe stato un giorno  giusto per prendere questa decisione ma più passa il tempo e più ti senti colpevole, bieca artefice di un delitto, boia dei tempi moderni. Oggi ti tolgo la vita.
Come si fa a decidere che oggi è la giornata perfetta? Mi stai aspettando, come tutti i pomeriggi. Ma oggi è un pò più presto del solito anche per riempirti di cibo. Non c’è più tempo. Come Giuda ti rendo l’ultima carezza. FALSA! IPOCRITA! ASSASSINA!
Corro per non vedere e lascio la tua vita nelle mani di un’altro: lui lama ed io manico di questo pugnale. La casa ora è priva di ogni segno della tua presenza, nemmeno un batuffolo a rotolare nella stanza sospinto dalla corrente. Riuscirai mai a perdonarmi? Toglimi per favore questo rimorso dalla coscienza, ho spalle troppo deboli per sostenerne il peso. Sarai li ad aspettarmi con gioia quando verrò a correre con te di nuovo o mi volterai le spalle per scappare lontano?
Torna a stringerti a me, almeno la notte e sussurrami che mi vuoi bene.

lunedì 14 luglio 2008

UNO SBAGLIO O UNA COINCIDENZA?




Pochi commenti ad un fatto.
Un invito a visitare questa chiesa. Una serie di "compiti a casa": studia, osserva, guarda con attenzione, ricorda ed annota. La frase che da qualche giorno di rimbomba nella testa "VISITA INTERIORE TERRAE .....". Poi entro nella chiesa, avverto una forte emozione, mi siedo in disparte, in un angolo per potermi concentrare mentre ha inizio la messa ..Un organo suona e la mente si svuota dalle tensioni della giornata. Poi il prete inizia l'omelia. Che strano, sembra non riuscire a leggere, sfoglia il vangelo, sbaglia pagina e commenta "scusate..... ho sbagliato a prendere la pagina ...questa è quella di settimana prossima... non sono preparato ma fa nulla ... vi leggo lo ugualmente". E così il sacerdote inizia a leggere: "VISITA L'INTERNO DELLA TERRA, lascia che il seme si trasformi in pianta e dia i suoi frutti ..."
Resto allibita. Non è possibile che stia dicendo quelle parole! Il prete ha sbagliato l'omelia? Com'è possibile? Brividi lungo la schiena ..... mi sento abbracciare da un mantello di calore... mi sento protetta..... non sono sola!
Lupo .... non dubito delle tue parole ..... ma questo è successo a me ed è stato meraviglioso!

mercoledì 9 luglio 2008

IO SONO




Tante parole vengono dette, tanti pensieri si susseguono e le emozioni che dal profondo emergono non trovano espressione nel verbo.
Tutti mi chiedono di concretizzare ciò che in questo momento osservo dalla vita, cercano risposte alle domande forse per soddisfare paure e bisogni propri ed io sono li a far fronte a tutto questo, persa ed immersa in questo mondo di emozioni.
Oggi ho scoperto un nuovo modo di dare attraverso il mio bisogno di essere “Io”.
Quante volte mi hanno ripetuto "smetti con questa stupida interpretazione della tua vita". Ora ho voglia di essere vera, ho voglia di essere felice, ho voglia di accettare la sofferenza, se questa mai si presenterà, come un evento naturale e non come il precludersi ad una situazione.
Ho voglia di vivere.
Io credo di meritarlo e prezzo non esiste se questo avverrà con la semplicità che è dentro di me.
Vivere, voglio vivere, voglio provare a pretendere la vita, vorrei provare a chiederla, voglio essere felice e l'entusiasmo che oggi mi pervade spero non mi abbandoni mai.
Sento che questo amore è infinito ed assoluto, non ha tempo né spazio né limiti…presenza pura …ed io SONO amore riunito all’Amore.
Sono contenta di condividere questo momento, così vero e così intenso per me.
Grazie per saper contenere le mie paure e le forti emozioni che riesco a comunicare solo attraverso i gesti ed i segni che riesco a lasciare, perchè quest'attimo è anche Opera vostra.

martedì 1 luglio 2008

DEDICATO AD UN LUPO GRIGIO




La mente un po’ annebbiata, come in un sogno ovattato cammina e le gambe non hanno la sensibilità del terreno.
La mente viaggia oltre le dimensioni, in costante espansione.
Le onde ti pervadono, inesorabili e lentamente violentano il tuo corpo....a ritmo costante, dallo stomaco alla mente e poi giù fino al cuore dove si fondono e si espandono, come in un immenso lago senza fondo.
Richiesta disperata di energia vitale…crisi…depressione…per aver tolto e per non aver dato niente se non la propria immagine allo specchio.
Hai chiesto comprensione…..hai ricevuto tutto ciò di cui avevi bisogno ma ora non sei più in grado di gestire questa marea …e ti sento sprofondare. Guardi in alto e la luce ti appare con un piccolo lume appeso alle onde. La nausea ti assale ma non puoi parlare altrimenti verresti frainteso per l’ennesima volta.
Ed ora….. chi ti salverà da te stesso?
L’aria è fredda, ialina, sintomo di un ingannevole tranquillità. I tuoi passi scricchiolano come nella neve. Perché questo gelo attorno a te?
Hai chiesto soltanto un abbraccio!….Non l’aveva capito?
Ora lascia che le ferite gocciolino fino all’ultima stilla di sangue…prima o poi questo freddo rimarginerà la piaga. Ancora…ancora ed ancora una volta, fintanto che avrai il tempo per capire…fintanto che la forza ti avrà fatto rinascere ancora una volta dalle tue ceneri.

mercoledì 25 giugno 2008

LE CITTA' INVISIBILI



Immagino di raccontare la mia città ideale. Ne descrivo i contorni, le strade, le case. Ci metto dentro le cose che desidero, la coloro, le do un profumo.
Com'è il nostro spazio in questa città, dove ci collochiamo, eventualmente con chi camminiamo per strada o con chi ci ritiriamo la sera tardi.


Una cittadina di vecchie case colorate...balconi che si affacciano sull'acqua.... fiori alle finestre. Gente che si abbraccia su di una barchetta (anche una gondola va bene). Piccole e strane abitazioni in pietra sparse qua e la con una torre a fianco....quasi un silos appartato. Vecchi mobili o interni high tech? Silenzio, il brusio dell'acqua o il vociare della gente in strada?
Profumo di dolci e di tazze di caffè. C'è chi si apparta e c'è chi si diverte a correre per i vicoli.
Cos'altro?

Un viaggio ad occhi chiusi .... chissà quanti architetti, quanti pittori, quanti muratori ci sono fra di noi e chissà quanti di noi sogna di vivere nella propria città ideale.

venerdì 20 giugno 2008

DESIDERI



Non posso entrare nei vostri cuori ma posso raccontarvi cos’è successo nel mio.

E’ iniziata la sera del 20, la cena con nuovi e vecchi amici. La prima emozione degli incontri “al buio” e scoprire che anche gli sconosciuti possono raccontarti brandelli di vita così intensi che puoi percepirne il dolore, ancora così presente. Ed io mi sono immersa nel loro dolore.
Poi esci dal locale e ti incontri con altri che si scatenano su di una pista da ballo e ti guardano, ridono, ti coinvolgono come a dire “non ti vergognare….. chiudi gli occhi e balla fino a che il fiato ti regge”. Gente che rivive i tempi in cui lasciarsi andare alla musica era una forma naturale di vita. Ed io mi sono immersa nella loro vibrazione.
Poi l’emozione del giorno dopo, senza aver chiuso occhio per tutta la notte…. l’attesa e l’ansia di vedere cosa sarebbe accaduto… in che modo vi sareste incontrati …quali parole….quali gli odori. Ed ecco che tutto accade alla velocità di un battito di ciglia. Ci si avvicina, si entra negli occhi l’uno dell’altro fino a toccare l’anima. Ci si sorprende a pensare le stesse cose, a compiere gli stessi gesti, a sognare gli stessi sogni. Ed io mi sono lasciata pervadere dalla vostra energia.
Il cervello non smette di turbinare, quasi a non voler perdere nessuna delle immagini, nessuna delle voci, nessun abbraccio, come se volesse legare tutto e tutti con nodi indissolubili….”non andate via ricordi!”…”restate con me!”….. “ho bisogno di voi”!
Ho trovato degli amici? Non credo di aver trovato degli amici, ho trovato parti del mio essere che volevo venissero riscoperti. Dolorosa o meno questa sensazione, la voglio trattenere più a lungo possibile perché è davvero unica l’emozione che provo.
Pensatemi, pensatemi ogni giorno.....voglio avere la sensazione della vostra presenza sempre…come sentire il battito del mio cuore e sul mio cuore voglio appoggiare la vostra mano per sempre.