sabato 28 settembre 2019

Vi lascio un mio sussurro


Bea, Ludo


Vi scrivo qui, piccoli miei, perché in un futuro non troppo lontano spero voi possiate leggere e capire il perché di questa mia scelta.
Oggi, proprio oggi, la vostra nonna ha deciso di chiudere una porta. È la porta che lasciava spazio ad un grande dolore, quello di non potervi vedere e godere della vostra presenza solo che attraverso ricatti via via più incontenibili.
La scelta di chiudere questa porta, per non soffrire più delle promesse non mantenute, delle parole di odio e dell'incapacità di perdonare è stata la più difficile e dolorosa che vostra nonna abbia mai preso nella vita.
Voi sapete quanto grande sia l'amore che ho per voi e solo l'idea non sentirvi e non vedervi mi lacera l'anima più di quanto voi possiate mai immaginare. Ma è arrivato il momento di staccare con mamma, la vostra, che è mia figlia ma il tentativo, magari goffo, di dialogo e di riappacificazione non è stato mai accolto. È passato più di un anno ormai da quando mamma ha deciso che io dovessi essere a margine della sua vita ma questo suo abbandono ha travolto come una valanga anche voi purtroppo.
Voi siete parte della mia vita e lo sarete sempre.
Avremo tempo di raccontare, quando sarete più grandi, di quanto noi adulti si sia capaci di farci del male. Voi sappiate, angeli miei, che è solo per amore  che chiudo la porta.
Voi, tutti voi, sappiate che dietro di lei io non ho mai smesso di tenervi la mano.
Con tutto l'amore

Nonna

venerdì 5 luglio 2019

Non scrivo di me. Scrivo di lei


From: Beatrice G.
Date: gio 4 lug 2019, 14:16
Subject: Re: Salve signora Segre, mi piacerebbe incontrarla.
To: presidente ass. figli della shoah liliana Segre
presidenza.figlidellashoah@gmail.com


Gentilissima signora Segre, 
Mi chiamo Beatrice G, e sono una ragazza di 12 anni di Milano. 
Le volevo chiedere se fosse possibile incontrarci. 
Vede, io sono una appassionata della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale, ma soprattutto della Shoah. 
La mia curiosità mi ha portata a leggere "Il diario di Anne Frank" e "Come una rana d'inverno" (dal quale poi ho saputo di lei) e, approfondendo, la mia curiosità man mano si è trasformata in una idea fissa. Ma sapevo che i libri non avrebbero potuto rispondere a tutte le mie domande, avevo bisogno di qualcuno che mi potesse dare tutte le risposte, che mi potesse raccontare tutto vissuto in prima persona. Così, dopo aver letto la sua intervista in "Come una rana d'inverno", avevo capito che dovevo assolutamente incontrarla.
Un altro motivo per cui volevo incontrarla era per chiederle un suo aiuto per scrivere un libro; un libro che parlasse dell'esperienza di una ragazza in un campo di sterminio ad Auschwitz, ma non sapendone abbastanza avrei bisogno di un aiuto da parte di una persona che ne sa più di me. Questo libro l'avrei voluto dedicare alla mia mamma, che anche a lei interessa la Shoah e che è stata lei a farmi leggere "Come una rana d'inverno".
Io mi sento molto legata alla Shoah: ho letto molto su questo argomento, sono andata a visitare il Binario 21 di Milano e da poco ho scoperto che il mio trisnonno era ebreo, ma poi convertito al cristianesimo.
Ma con questi tempi, come si dice anche nel libro, le persone iniziano a dimenticare le cose che sono avvenute, i testimoni stanno scomparendo e alcune persone pensano perfino che la Shoah non sia mai nemmeno esistita.
Quando ero in quinta elementare, avevo chiesto al mio maestro di leggere il 25 Aprile un racconto di una sopravvissuta, ma non lo fece. Quando la mia insegnante di religione spiegava a me e alla mia classe cosa era avvenuto nei campi di sterminio e nei campi di concentramento, io mi mettevo a piangere, e i miei compagni mi prendevano in giro dicendo che ero una piagnucolona. Ormai, la maggiore parte dei ragazzi della mia età non ne sa più di queste cose, ed è sempre molto difficile poter parlare con qualcuno che sappia almeno cosa fossero i campi di sterminio o che cosa fossero i numeri che i tedeschi marchiavano sulle braccia degli Ebrei. Quindi per queste ragioni qui desidererei incontrarla, pensa che sia una richiesta realizzabile?
Grazie per il suo prezioso tempo, 
Beatrice

 *********

Il gio 4 lug 2019, 13:49 presidente ass. figli della shoah liliana Segre presidenza.figlidellashoah@gmail.com ha scritto:

Carissima Beatrice,

la Senatrice Segre è felice di avere amici come te, hai dodici anni e sei una sua nipotina ideale. E' favorevolmente colpita da tanta determinazione e profondo interessamento. 
Ti ringrazia infinitamente per le letture, gli approfondimenti e per le manifestazioni di grande sensibiltà nei confronti della storia della Shoah.
Pur consapevole del tuo intenso  desiderio di contribuire alla necessità di mantenere la Memoria dei fatti accaduti, un libro scritto senza la veridicità dell'esperienza vissuta in prima persona non sarebbe storicamente e socialmente utile, rimarrebbe comunque un'opera di immaginazione. La narrazione di fatti così terribili, esperienze personali così intense e drammatiche possono essere trasmesse solo da coloro che hanno vissuto personalmente questo dramma. Le sfumature dell'anima e della mente, il gelo, la fame, il terrore, il dolore fisico e per le perdite non possono essere interpretati.
Potrai invece diventare sicuramente una fedele Testimone e portavoce dei Sopravvissuti, tra pochi anni non ne rimarranno più e i ragazzi come te riceveranno il Testimone, per mantenere viva la fiamma della Memoria e raccontare le esperienze di chi era tornato dall'orrore di quell'inferno.

Non sarà possibile incontrare la Senatrice, perchè è molto impegnata e stanca ma ti abbraccia con tutta la sua forza, sicura che sarai per sempre una sua "fiammella". 
Una luce che manterrà vivo il ricordo. Perchè quel che è stato non si ripeta piu' è necessario l'impegno di tutti, contro gli odi sociali, le indifferenze, le discriminazuioni e le diffidenze che caratterizzano a società attuale.

La Senatrice Segre ti è molto grata  per l'impegno e per il coraggio che hai nell'andare controcorrente, continua a mantenere salde le tue idee e a manifestarle.  

La Segreteria

 *********

Date: gio 4 lug 2019, 14:16
To: presidente ass. figli della shoah liliana Segre
presidenza.figlidellashoah@gmail.com

Gentilissima signora Segretaria.
Vi ringrazio innanzitutto per aver dato importanza alla mia Email. 
Dica alla signora Segre che sono molto riconoscente e molto onorata per quello che mi ha detto e per quello che mi considera. È stato un inmenso onore, per me, parlare con voi. Vi ringrazio un ulteriore volta, perché ora grazie a voi ho capito che non mi dovrò mai fermare e continuare ad andare avanti e a realizzare i miei sogni. Grazie infinite. Cercherò di essere presente alle future testimonianze della signora Segre.
Beatrice. 


Questa è la corrispondenza intercorsa fra Beatrice, mia nipote e Liliana Segre.
Me l'ha fatta leggere ieri, fra le sue lacrime di gioia.
Voglio custodire qui le sue parole perchè questo è il mio piccolo nido, dove racchiudo parole, sorrisi, lacrime e battiti di cuore.
E' il ciclo della vita e ciò che vive in lei è la speranza di un mondo migliore.
Grazie amore mio.

NonnaSte


sabato 7 aprile 2018

C'era una volta...

Di questa vita, che mi scorre fra le mani sempre più velocemente, ho un nuovo capitolo da dipingere con qualche parola.
E' forse la parte più adulta, quella che ci si aspetta avvenga nel fulgore degli anni. Invece no. È ora, in questo momento. È nel chiudere la mia piccola casa nella quale ho nascosto tutta la mia vita che mi accorgo di quanta strada io abbia percorso.
È nel fare e disfare scatole piene di ricordi, nel lasciare andar via il superfluo,  è nel trattenere i ricordi della vita della mia famiglia che il mio sogno prende forma. È nell'aver sofferto il distacco che è poi solo illusorio -tutto è dentro di me- è nella gioia di pensare ad un futuro condiviso, è nel sapere che "casa" è dove hai deciso di vivere, qualsiasi essa sia, purchè un poco ti somigli... intima, luminosa, accogliente.
Ed ecco che la mia vita ricomincia, violentemente come è sempre stato. Perche se dovessi fermarmi anche per un brevissimo tempo,  potrei non farcela più a sollevare quegli enormi bagagli.
Chiudo quest'ultima porta senza dolore, perchè oltre di essa, mi aspetta la strada che conduce al mio cuore.

mercoledì 20 dicembre 2017

Parole bianche e parole grigie


Quando le parole non arrivano, allora salgono alla mente i ricordi che scivolano sul voglio di carta imbrattandolo di sfumature di grigio e d’argento.
Una virgola, un punto e qualche parentesi qua
e là, come fiammelle di luce.
Ci sono frasi che ricordano sentieri di
montagna. Lo scricchiolio dei passi sulla neve.
Soprattutto il silenzio della notte, mentre
la volta stellata è talmente lucente che
potresti quasi toccarla.
Qualche ricordo prende la forma di una madre,
attenta a far di quella stanza una sala regale.
il rosso della tovaglia e gli agrifogli appesi
alle porte. I pacchetti nel sacco che Babbo
Natale porterà ai bambini ed i profumi della
cucina che avvolgono il cuore. Quanto mi
manchi madre mia…
Le consonanti brillano sull’abete e le vocali
riflettono la luce delle candeline sparse per
casa. Il profumo di quel caro vecchio albero
carico di luci scivola lungo gli abiti andandosi
ad infilare nei taschini, casomai servisse a
ricordarci nei giorni a venire quando sia
magico ogni Natale.
Poi c’è una lunga fila di parole.
Quelle dette sottovoce. Quelle calde come la
cioccolata e dolci come la crema.
Sono le parole mai dette.
Fanno parte di un discorso che non può aver
fine perché fin tanto che il tuo cuore batterà,
saranno li insieme a te.  
Versi d’amore, coccole sussurrate, parole che
come abbracci ti restano strette
profondamente dentro.
Queste sono le parole più belle che,
assieme alle persone che amo,
potranno raggiungere chi è salito su quel
piccolo carro dorato lassù.


Buon Natale a tutti
ringrazio Sciarada per lasua amicizia e
sensibilità
e passo il testimone a
Costantino


************
Ci sono mamme che hanno visto il proprio
figlio morire per la salvezza dell’umanità e
sono diventate Sante.
Ce ne sono altre che, pur avendo visto il loro
Piccolo morire, restano in questo mondo
senza che nessuno debba ricordarle per il
loro dolore.
A queste ultime io dedico il mio pensiero di
Natale: che possano sentirsi abbracciate da
tutti noi per ogni istante della loro vita.

Buon Natale piccolo Ale anche a te.

domenica 2 aprile 2017

Senza un domani

Alla fine sono gli altri a fare le scelte per te.
Si sceglie perché si deve far passare del tempo
Si sceglie perché non si è pronti
A volte si sceglie perché non si ha avuto il coraggio di parlare
Si sceglie per via dei figli o perché si ha paura di sbagliare.
Si sceglie perché si è rimasti così a lungo ad aspettare che non c'è più stata una scelta per te.
Perché sei rimasta con una valigia vuota ed i sogni sono volati altrove.
Si sceglie per non dover aspettare il prossimo giro o il cambiare del vento.
Si sceglie perché le stagioni non sembrino sempre così grigie.
Si sceglie perché non c'è un domani. C'è solo una pietra che ti lascia immobile al suolo.
Si sceglie perché hai amato troppo e troppo a lungo sei rimasta nell'angolo di una casa con tanti cassetti vuoti ma senza una parte di te che fosse condivisa davvero.
Si sceglie perché non si è capito quanto facesse male restare immobili troppo a lungo e si sceglie perché il tempo che passa ti ha fatto perdere troppe stazioni.
Scelgo io perché tu hai scelto una vita diversa e non con me ora. Stai aspettando un domani che si è perso nei tuoi silenzi.
Scelgo io perché tu hai scelto di tenermi lontana
Ed io mi sono persa a star lontano da te.

giovedì 22 dicembre 2016

Oh beau sapin...

Nel profondo di ognuno di noi esiste un piccolo spazio nel quale nascondere alcuni ricordi.
Non quelli facili o quelli di tutti i giorni ma quelli che si sono infiltrati fra le pieghe del tuo cuore con silenziosa  prepotenza senza che tu te ne accorgessi.
Loro tornano a galla solo quando il freddo si fa pungente e l'aria si carica di una strana  atmosfera.
Appaiono alla tua mente sotto forma di profumi o fra le luci di un albero di Natale .
Saltano fra un battito e l'altro del tuo cuore come piccoli fiocchi di neve.
Una luce, un ramo d'abete, la musica dolce dei bimbi ed una stella là in alto che brilla.
Questi ricordi sono la mia famiglia. Sono cresciuti con me ed attraverso la mia memoria si trasferiscono come gocce di cioccolata nel cuore dei piccoli. 
C'è uno spazio nel cuore risevato al Natale,
ed un ramo d'abete si è piegato  al peso della neve per me.

giovedì 1 dicembre 2016

Un Dicembre dentro, un Dicembre fuori


A volte il Natale ti porta a credere che tutto sia possibile. 
Ti svegli al mattino e scopri che qualcosa è cambiato. I colori sono più vivi e l’aria fredda sembra non esserlo più così tanto.
Le nuvole grigie che prima solcavano il cielo, ora corrono rapide come lanciate al galoppo verso un posto lontano.
Piccoli fiocchi gelati scivolano lungo i rami degli alberi e piano ricoprono il mondo rendendolo unico.
Le persone, uscendo di casa sorridono da sotto le sciarpe, scambiandosi gesti affettuosi. Un abbraccio, uno sguardo, una parola gentile.
Lontano, in fondo alla via, gruppi di bimbi corrono verso la scuola lanciandosi palle di neve.
Solo un sorriso, diverso dagli altri, resta un poco isolato dal gruppo. E’ come se volesse chiamarti. Lo conosci il suo nome?
Corre, come fosse un folletto, avvolto nella sciarpa di lana. Sembrerebbero quadri, quelli della sua camiciola. Uno blu, uno bianco, come le linee del cielo.
Non si riesce a fermarlo. Non rimane la fermo dove si era fatto vedere, tanto è veloce.
Solo… sai di conoscere quel meraviglioso sorriso. E’ un ricordo ancestrale. Qualcosa che ti ha segnato la vita e mai potrà andarsene via.
E’ la memoria di un amore vissuto, mai perso, che mai potrà smetter di vivere nel profondo del cuore.
La magia del Natale a volte scopre ferite profonde ma ha il potere di accogliere sotto il suo manto di neve tutti i ricordi dell’universo.
Mamme e bambini, figli e famiglie, amici e fratelli stretti in un unico abbraccio. Ora, insieme, è possibile sognare l’uno dell’altro.

Ringrazio Sciarada per avermi dato l’opportunità di aprire la prima casella di questo calendario.
Un calendario che è la commemorazione di una festa per chi ci è accanto e per chi non smetterà mai di essere nei nostri cuori.
Passo volentieri il testimone all’amica Patricia del blog  Myrtilla' s house