mercoledì 26 marzo 2014

Ora dopo ora, io ti perdo



Ho il corpo e il cuore in frantumi,
Mi sto dissolvendo il rosse bolle di sangue
ed i pensieri sbattono stupidi contro la calce dei muri.
Agonia di un pianto che non vuole dirompere.

Voglio coprirmi di vuoto,
liberare il dolore che sento e gettarlo in mano al primo che passa.
Vorrei sentirmi raccogliere come si fa con la carta per esser gettata altrove.
Lontano. Io assieme al mio stupido cuore.

Lasciatemi scorrere via come l'acqua del mare,
voglio infrangermi assieme alle onde nel vento.
Mi sento cadere e la mia presa vacilla,
la forza che avevo s'è persa negli anfratti di chissà quale buio.

Il mio cuore è in frantumi come il critallo,
una scheggia s'è dissolta nel vento e io la sto salutando.


mercoledì 12 marzo 2014

Sto scrivendo per me e.. per tutti quelli che non sanno

Sto scrivendo un romanzo.
Era da tempo che pensavo di scrivere più di un racconto breve.
Cimentarsi in un impresa di questo genere, per me non è facile. Io scrivo cose che "devono avere un suono". Quando scrivi un romanzo, invece, devi concentrarti su qualcosa di diverso senza per questo perdere il tuo stile.
Io non voglio scrivere il solito racconto: "E lui disse", "Lei era affascinata dalle luci delle vetrine" oppure: "Loro erano come due foglie al vento stretti nella passione di una notte d'autunno"... io voglio scrivere di un percorso vissuto con mio padre attraverso dei canoni che abbiano un piede nella poesia e l'altro nella realtà della sua malattia: l'Alzheimer.
Ho spesso incontrato persone che  non ne sapevano molto e sono consapevole che anche ultimamente sono usciti dei libri più che ragguardevoli su questo tema.
Ma io ho la necessità di farlo. Scrivere del suo percorso, cercando di spiegare la malattia a chi non la conosce, è il dovuto impegno che mi sono prefissa per ringraziarlo di esser stato al mio fianco.

Per ciò, amici cari, abbiate pazienza se non sono tanto presente sulle mie pagine. Lo sarò sulle vostre con la discrezione e l'affetto che vi riservo da tempo.

Un giorno, spero non troppo in la, avrò modo di presentarvelo più concretamente.
Questo è il prologo, abbiatene cura.



"Viola d'inverno"





(Nella nebbia)

"Hai mai provato a camminare da sola nella nebbia?
Viola sapeva bene cosa volesse dire. Avvertiva chiara e netta questa sensazione fin da quando era piccola. Poteva addirittura sentire l’aria bianca e gelida entrarle dentro come un serpente velenoso dalla gola fin giù nel suo petto, espandendosi nel sangue, prendendo possesso della sua anima.
Era la sua condizione naturale, quella di sentire freddo e non riuscire a vedere oltre la tenda bianca che la vita le aveva calato sugli occhi. 
Quanti fantasmi in quella nebbia che da sempre la avvolgeva facendole tremare il pensiero, quanti veleni in quell’aria bianca che le ghiacciava le ossa, quanta tristezza in quell’orizzonte che non vedeva. Ma quando tutto era così freddo e opaco i ricordi ritornavano forti alla mente, come piccoli spiragli di luce.
Da quel buio profondo in cui si trovava Viola iniziò a raccontare, salvando con cura le immagini del suo passato. Sarebbe stato così che, attraverso quei preziosi brandelli di vita, forse un giorno il suo cuore avrebbe trovato la strada verso la sua libertà."