sabato 27 febbraio 2010

Facebook Caffè




E' pronta , l'antologia del Caffe' degli Autori: il libro dal titolo FACEBOOK CAFFE'. Acquistatelo richiedendolo a degregori59@yahoo.it
oppure edizionirei@yahoo.it
tel. 347.39.40.874



Qui ci sono dentro anche i miei pensieri.
33 e 64 sono i numeri dei miei piccoli scritti.
E' poco, forse è un inizio, di sicuro è il mio sogno che si sta realizzando
e lo voglio condividere con voi.





Stefania... Johakim

lunedì 22 febbraio 2010

Rebirthing


Mi sono vista allo specchio.
Ho preso la mia faccia e l'ho sbattuta contro me stessa, con violenza, con forza, con la consapevolezza di voler scendere in ogni parte del mio essere e bruciare tutto, per sempre e rinascere.
Ho sentito la pelle creparsi, tenuta con forza dalle mie mani...inutilmente.
Mi sono lasciata cadere dentro al vulcano delle mie emozioni, senza controllo, passando in un luogo cosparso di spine, lacerandomi.
Come il vortice di un uragano, le onde colpivano secche senza lasciarmi un appoggio, sola davanti al riflesso di me.
Ho sentito che non avrei potuto resistere, come un bambino che viene alla luce guidata da ritmiche contrazioni, spasmi, sussulti, in attesa che l'aria riempisse i polmoni e facendomi urlare tutto il dolore che ho dentro.
Ho sentito il mio corpo prendere peso, cadere senza più forza, obbligata a guardarmi nell'anima, fino a che il respiro ha ripreso il suo ritmo...
Il mio mondo fatto di paure, di schermi, di modi di essere, che credevo fossero i sostegni della mia vita, si è aperto urlandomi
"lasciati andare!" ..."vivi!" ... "apriti a te!"
Mi sono vista pervadere da un onda di amore, affogare in un liquido amniotico, piangere come un neonato, rinata. Ad amarmi, ad amare e ad essere amata
....mai prima d'ora così.

venerdì 19 febbraio 2010

Un Artista, un Pittore.... un Uomo


Migliaia di carte, ne ha gli scaffali ripieni. Immagini che escono fuori da piccole scatole di legno, la fantasia che cola da sopra i muri di un piccolo negozio di città.
Un uomo e la sua storia. Disordine sparso assieme ai pennelli, ai pennini delle stilografiche vecchie ed ai vasetti di colore lasciati sopra la scrivania in legno massiccio.
Ha gli occhi di chi ha visto la storia passargli sotto le mani. Oggetti che hanno perso l'antico chiarore ricoprono i mobili in legno, libri che cadono dalle mensole sparse senza un criterio apparente, foglietti che si insidiano fra una parola ed un ricordo che non ritorna mai più.
Si alza, si aggira per il negozio con gli occhi di chi vuol raccontare una vita, con lo spirito che solo un bambino può avere. Ottant'anni appena compiuti... la sua mente viva, nessun cenno a qualcosa di "vecchio", persino il suo modo di dire le cose potrebbero farti pensare che abbia trent'anni.
Mi guarda come fossi un'amica di sempre. Mi scruta, sorride, ammicca pensando a cosa nasconde il mio cuore.
Gli regalo uno scritto, due righe per dirgli "resta ancora una ventina di anni con me". Gli regalo una carta che ho fatto intagliare nel legno con piccoli pezzi di madreperla, il Bagatto... colui che ha gli attrezzi per essere Libero ...
Generoso all'inverosimile. Ad ogni parola che dico si alza dalla sua scrivania e corre a prender qualcosa... una carta, un foglietto, un mazzo di carte... impossibile ogni rifiuto.... mi guarda con gli occhi di chi non ha capito il perchè e mi obbliga ad accettare i suoi doni. Sorride, sorgnone...
Fa bene incontrare qualcuno che ha tanto vissuto, che ha amato come pochi san fare, che ha creato e continua a creare materia dal nulla... poeta, pittore, un uomo che ha il sapore del legno di quercia.
Mi sono seduta accanto a lui per non perdere nulla, nemmeno un brandello di vita vissuta. Respiro a pieni polmoni i suoi occhi, le parole che ha ancora da dire, il suo cuore che salta come un bambino anche sapendo di essere vecchio. Lui non lo è.

Continua a sorridere, continua a creare, continua a gridare la tua voglia di vivere... continua ad essere l'uomo che sei! Vivi quel che ti resta da vivere senza perdere lo stupore che hai dentro negli occhi, goditi ogni momento, continua ad essere quello che sei... ancora per anni!



dedicato ad Osvaldo Menegazzi
"Il Meneghello"
Milano

martedì 16 febbraio 2010

Perchè avere paura?




Sono cresciuta in una famiglia libera... all'apparenza.
Mio padre mi faceva partecipe delle vicissitudini che lo coinvolgevano sia nel lavoro che negli affetti. Mia madre, vera e propria regina della casa, controllava che tutto fosse in ordine.... anche la mia vita.
Ho sempre rifiutato le coercizioni e con l'andare del tempo la parola m'è mancata lasciando posto alla ribellione, alla fuga.
Scrivevo, quello si. Non ho mai smesso. Diari. Ne ho tenuti parecchi. Dentro ci si poteva trovare di tutto, dalle foto pubblicitarie alle lacrime, in maniera quasi omogenea. C'erano tutti i miei sogni ed i miei pensieri.
Me li sono persi per strada, fra una fuga ed un trasloco. Ho corso molto nella vita, ora che mi fermo a pensare me ne sto rendendo conto...
Scrivere è una bella cosa. Ti si stendono sul foglio di carta tutti i pensieri, come se uscissero da un tubetto di colori ad olio. Le parole si spargono, prendono forma, si ricompongono in frasi, come quando si dipinge una tela. La mente si libera delle lettere, delle parole fino a concentrarsi in concetti e situazioni. Tu sei dentro ad ognuna di quelle lettere, dall'inizio alla fine. Scorri sulle "N", giri nelle "O", sobbalzi dentro ad una "A" e rincorri qualche "B" tra una virgola e l'altra. E' bellissimo, ti senti nuotare nelle righe che scorrono sotto le dita.
Scrivere però ha dei limiti, al meno nel mio caso... ti coinvolge al tal punto che smetti di parlare.
Nel corso degli anni mi sono resa conto di aver lasciato che la scrittura prendesse il sopravvento sulla parola.
Non è un particolare trascurabile. Io ho paura di parlare. Ho paura di chiedere, ho paura di far male a chi mi ascolta, ho paura di sbagliare, ho paura di perdere.
Mi porto questo bagaglio familiare... mia madre non me ne voglia. Ma il "diritto di famiglia" prevedeva che si stesse zitti per non sbilanciare gli equilibri degli altri. Mio padre ha chiuso la mente anche a causa di tutto questo... io ho invece bisogno di aprirmi al mondo.
Non è facile, sono solo agli inizi. Ma sto recuperando con una certa velocità.
Ho ancora i miei momenti di crisi, di sbandamento, di tensione e di paura. Cadere nel tranello delle paure è facile. E' un terreno insidioso, come le sabbie mobili. Rischi di scivolarci dentro ad ogni momento se non ti stai impegnando a camminare a testa alta e con lo sguardo rivolto e concentrato verso te stessa (immagine difficile da sostenere ma rende l'idea...).

Mi ci sto abituando. Nemmeno tanto lentamente. Anzi direi con una violenza ed una impetuosità che non credevo di possedere. Sto imparando che le parole, i desideri, i sogni e le mie azioni non fanno male, non colpiscono ma soprattutto non mi lasciano persa nella nebbia.
Sto imparando che è lecito chiedere, che è dolce condividere, che è sensuale raccontare, che è vitale domandare.
Le parole mi nutrono. Entrano suoni ed escono situazioni, occasioni, fatti... perfino oggetti. Sto provando sulla mia pelle che il "il verbo crea".... (mai come ora mi sento fatta ad immagine e somiglianza... ).
Non me ne vogliate se qualche volta inciampo e mi lascio frenare dalla paura. Sto imparando a conoscermi e lo sto facendo con tutto l'amore, la forza e la grazia che ho dentro. Sto recuperando terreno, sto recuperando ... me.

lunedì 8 febbraio 2010

"facebook caffè"




Ci sono riuscita... è poca cosa... ma il libro che vedete contiene due mie racconti.
Due... quelli ai quali più tengo e che fanno parte di questo mio blog.
Non sono una scrittrice, chi lo è per davvero non me ne voglia....
Ho colto un occasione ed ho coronato un sogno.
Sono felice di condividere questa gioia anche con voi, che mi siete stati accanto e che mi avere sorriso nei momenti belli ed anche in quelli più tristi.
Un grazie anche a voi che mi avete accompagnata ed incoraggiata.
Grazie di cuore!

Stefania
Johakim





A far data dal 2 marzo 2010 sarà disponibile "facebook caffè", il primo libro scritto dagli utenti del più famoso social network.
Più di cinquanta autori sono stati selezionati per dar vita ad un'antologia di oltre 60 racconti, spinti in questa avventura da un solo ed unico desiderio: scrivere... scrivere per far conoscere le proprie emozioni, le proprie esperienze, i propri sentimenti, i propri… pensieri.
Di: Edizioni R.E.I

giovedì 4 febbraio 2010

Qualcosa è nell'aria





C'è qualcosa nell'aria che non riesco a spiegarmi.
Sento freddo anche stando sotto la coperta che, seppur mia, è adagiata in un posto che non riconosco.
Mi sento in una terra di confine, come un seme in attesa del tepore primaverile ... sopita.
Eppure tutto attorno freme. Sento voci, pensieri, frasi... mi obbligano alla veglia, attenta... le orecchie tese.
Cosa sta succedendo? ...sorrido ... lo so.
Mani invisibili mi afferrano, confortano il mio passo insicuro, ma sto camminando da sola.
Nuove occasioni. Gli attrezzi alla mano che ho lucidato da tempo sembrano avere alla fine una loro funzione. Era tutto dentro di me, ero mastro, pittore, poeta ed attore.
Si sta disegnando un futuro, seppure ancora non ben definito. Ma le tinte mi piacciono, i contorni non hanno le linee spezzate.
Sono sulla porta di una casa immersa nel verde, o forse soltanto sul sentiero che porta al suo ingresso.
Mi sono gettata nel vuoto, sapendo di avere due ali magnifiche... le ho dalla nascita. Erano solo nascoste ed un pò stropicciate, fa niente, si stenderanno alla luce del sole.
C'è un gran fuoco dentro di me e c'è spazio per chi sente freddo.
C'è colore, anima e suono. C'è il sorriso che qualcuno mi chiede... c'è qualcosa che parla di me.