lunedì 23 febbraio 2015

Io valgo meno di un granello di polvere



Quanto vale una vita?
Come poter pesare i battiti del cuore o dare un valore morale ai tuoi sorrisi. Non ha prezzo restare affascinati dal nero dei tuoi capelli arruffati dal sudore e dalla polvere, dal sentire i tuoi piedi correre sui marciapiedi,dall' ascoltare  il tuo respiro quando di notte ti lasci abbracciare dai sogni.
Carne da macello per uomini che dovrebbero morire al posto tuo, tanta è la violenza folle che li riveste. Ma non è così. Loro vivono e tu sei il corpo attorno al quale hanno legato una bomba.
Meglio questa fine. Molto meglio morire in un battito di ciglia che pensarti vittima di abusi, mutilazioni, torture. Meglio saperti esplosa assieme ai tuoi sogni che pensarti fra le mani assassine di un branco di cani. Meglio sapere che il tuo cuore si è fermato in una sistole eterna alla quale non farà mai seguito alcuna diastole. Un tac esploso a distanza e tu hai smesso di esistere.
Non è possibile dare un senso a questo. Quando ci provo sento solo un gran nodo alla gola, segno di un impotenza assoluta. Un cesto di rabbia, il mio,  legato ad un fagotto di vita. Mia figlia, la tua, la nostra, quella che ancora avrebbe dovuto nascere ma che ha già preso vita nei tuoi desideri di madre.
Lei, un piccolo granello di polvere, che torna alla luce. La sua. Quella che non ha mai potuto vedere.