domenica 27 settembre 2009

i giorni di festa




Parlatemi, fatemi ridere, portatemi in giro, raccontatemi cose.
Sento il peso dei giorni di festa, quando non si trova nulla da fare e te ne stai seduta sul divano a guardare le foglie degli alberi ingiallire. Il mondo fuori corre.
Non è solitudine, è voglia di fare qualcosa.
I fogli da disegno non sono qui ed io ho bisogno di colorarmi la vita.
Ho anche pianto un pochino, con discrezione. Quando parlo del dolore provocato dai figli non mi so trattenere. Imparerò ad esser più forte.
Fantastico, pensando alle persone che mi stanno vicine. Penso alle loro domeniche, a queste ultime giornate di sole, alle feste in campagna, alle consuetudini di chi resta in famiglia. Famiglia... una parola che riesce a commuovermi ancora.
Non mi dite che non siete felici, oppure ditelo ma datemi il modo di poter controbattere. Io non ho argomenti da sostenere in questo momento perchè non posso portare un esempio di vita vissuta in comune... ne sento solo il bisogno.

Ma ho anche bisogno di fare le cose che amo senza rendere conto a nessuno. Esco, alle ore più strane del giorno e nessuno mi chiede che faccio. Bello? Non so... dipende dai giorni. Oggi vorrei qualcuno che mi legasse ad un letto e mi facesse restare in prigione con le mani legate. Voglio essere di qualcuno, non solo di me.
Mi metterei all'asta, potessi farlo. A far da banditore qualcuno che conosca il mio animo, qualcuno che possa mostrare i miei pregi. Attirar l'attenzione su di un oggetto prezioso, perchè tale mi sento.

E' solo questione di domeniche vuote.
So che mi aspettano giorni di risa e serate di festa. Non ho pazienza, e nemmeno tanta voglia di pensare che per qualcuno io sono importante... lo so, ne sono al corrente e lo sento.
Ma odio le feste passate a guardare le foglie cadere. Io sono dinamica, mi muovo, mi giro, osservo le cose.
Speriamo che la sera mi illumini il volto e mi faccia sorridere... magari qualcuno gira la chiave della mia porta e mi invita a ballare.

martedì 22 settembre 2009

Bianco-Grigio-Nero




Bianco
Sole, tepore, il verde degli alberi che cambia e diventa più intenso. Gente che cammina senza il peso dell'afa sulle spalle, bambini che giocano ancora nei prati lucenti.
Grigio
La stagione di mezzo, il mattino senza più luce, la voglia di starsene a casa nel letto.
Nero
L'umore che cambia, il ritorno nel posto che non ha finestre affacciate sul mondo, le solite facce che girano attorno e non ti dicono nulla di nuovo.

Bianco
Voglia di nuovo, finestre che s'aprono sui tuoi sogni sopiti, pareti che sanno di fresco, piccole foglie che ancora spuntano dai vasi di fiori, progetti e disegni aperti davanti ai tuoi occhi.
Grigio
Sensazione di occasioni che scappano dalle tue mani, sentirsi sbandare su un terreno scosceso, attendere senza poter far qualcosa per chiudere i conti, giorni che passano lenti.
Nero
Paura di un futuro imminente, voci che urlano odio e ti spezzano il cuore, crepacci di ghiaccio attendono che il tuo passo si faccia insicuro, il buio, barricate di freddo granito e fucili che non sparano a salve.

Bianco
Mani protese, sicure, ti afferrano e ti cullano al buio, parole d'amore che riempiono i vuoti e ti riportano in alto, baci rubati, sorrisi che scaldano il cuore.
Grigio
La mente che aspetta, si ferma, riparte a fatica, si annoda dietro ai pensieri, dipana le idee che non vengono a galla, torpore indecente.
Nero
Mani legate da fili di ferro, vicoli ciechi e voli a planare su campi di spine, punti infiniti che non chiudono cerchi, spirali che lasciano il segno di ruggine antica.

Nero
fumo, d'inchiostro, di lutto, carbone, catrame, buio di notte, nero petrolio, nero di fosse profonde.
Grigio------------------------ mi fermo
Bianco
fumo negli occhi che si dirada, inchiostro che scrive pensieri di vita, lutto che morte non è ma è una vita diversa, carbone che scalda e catrame che salda, petrolio che sgorga e diventa energia, fosse che vuote non sono perchè è l'aria a riempirle.

Punti di vista.... colori che cambiano nome.

martedì 15 settembre 2009

cosa do via.... cosa tengo




Faccio una lista, una semplice lista di quello che non serve a farmi felice e di quello che invece voglio portare via con me. Sembrava difficile all'inizio ed ammetto che mi spaventa ancora questa corsa ad alta velocità ...eppure mi rendo sempre più conto che la moneta che sto ricevendo in cambio è lucente ed immensamente appagante.

Ho una collezione di cavalli, ne ho parlato spesso nei miei scritti. Sono tanti, fatti di materiali differenti, alcuni anche molto preziosi. Hanno rappresentato per una vita intera lo spirito che sento nel profondo dell'anima: libera, forte, veloce, colorata, fedele ai miei principi.
Ho passato gli anni a chiudere i miei cavalli dentro ad una vetrina. Li ho osservati, puliti, messi in fila con ordine... li ho imprigionati.
Devono poter andar via... ognuno per la propria strada.... loro e me.
Ne conserverò tre, il numero perfetto, ma solo perchè hanno impressa l'impronta di mio padre sulla loro schiena.

Nel nuovo spazio che sto immaginando, le pareti si stanno colorando da sole. Una volta prevale l'arancio, altre il rosso amaranto, il giallo e l'azzurro, uno dopo l'altro come un gigantesco pantone. Devo solo fermare la mente e scegliere...
Poche cose, davvero poche cose mi servono fra queste pareti, purchè la luce abbia spazio sufficiente per insinuarsi ed illuminarle. Luce, ho bisogno di luce.

Mobili. Come posso pensare che degli oggetti con un nome così possano aver un valore in questo momento. Sono mobili... si spostano, si possono muovere fuori di casa mia.
Nella lista delle cose inutili di mobili ce ne sono molti... non me ne faccio nulla... voglio qualcosa che resti con me.
I libri, quelli li tengo assieme alla libreria. Mi piace il loro profumo, mi sanno parlare di notte quando mi è difficile prendere sonno. Raccontano, ridono, soffrono, fantasticano, insegnano.... i maestri non si buttano.

E poi giù dalle scale armadi ingombranti, un letto troppo spazioso per chi dorme da solo, scaffali che contengono null'altro che polvere.
Voglio le cose che ho sempre sognato d'avere.
Voglio un divano che sia anche un letto, da poterti sdraiare, affondare, rotolare, sparire fra cuscini di piuma. Bianco, i piedi intagliati nel legno, squadrati, massicci... devono potermi sorreggere nelle notti di luna calante.

Via piatti sbeccati, tazzine d'oro zecchino, quadri che non hanno valore.
Voglio i piatti di legno. Quelli che restano fra le mura della montagna. Quelli li voglio con me.
Voglio appendere ai muri i miei sogni, colorarli con le mie mani e cambiarli ogni volta che cambia stagione. Voglio cieli, campi fioriti, persone che ridono, parole scritte a casaccio...

Non sto facendo una lista di cose che perdo.
Qualcuno mi sta consegnato le chiavi del paradiso... e sono pronta ad entrare.

giovedì 10 settembre 2009

L'ultima strada, l'ultimo incrocio




Ho percorso strade difficili, viali alberati, sentieri scoscesi e fantasiose scorciatoie. Spesso mi hanno condotto verso luoghi sereni, dove colori brillanti spiccavano nelle lunghe giornate d'estate. Atre volte ancora mi son ritrovata in luoghi intricati dove il grigio ed il nero sembravano essere l'unico tono di fondo.

Viaggi infiniti, mete diverse, destino che s'apre alla vista e tonfi nell'acqua salata... scelte .... percorsi, ma soprattutto occasioni.

Ecco, se perdo di vista questa strada maestra è facile che che dall'oggi al domani qualcuno mi spinga facendomi tremare le gambe... ed il cuore si ferma, il passo comincia a mancare. Violenti scossoni mi fanno riprendere dal lungo torpore, mi chiamano urlando il mio nome.
Ed ancora una volta, malgrado l'angoscia che riempie le vene, mi sento racchiusa da qualcosa che non posso descrivere ma molto assomiglia ad un abbraccio d'amore.
Occasioni, strade che s'aprono malgrado la vista annebbiata da cascate di lacrime opache. Voci che parlano chiaro, messaggi a lettere grandi piazzate con forza davanti al mio visto sbiancato.
Valanghe di piccole pietre piovono sulla mia testa e ad ognuna di loro è legato un foglietto di carta.. una scritta, un pensiero, un presagio futuro.
Strade e stradine riprendono luce davanti ai miei occhi. Fari che illuminano questa mia vita a spirale, io dentro e poi fuori da uscite che devo trovare, da ingressi che sono già li e che devo solo riaprire.

Ansia, paura, ma l'anima che ha scelto questa occasione di vita ringrazia.... ho con me le istruzioni per ritrovare la strada di casa.

lunedì 7 settembre 2009

Una moneta per i tuoi pensieri




Ho voglia di piangere. Ne sento il bisogno, la necessità.
Voglio annegare nelle lacrime, toccare il fondo e risalire lavata, pulita. Voglio sentirle scendere calde, salate, non voglio fermarle.
Di solito faccio fatica, non riesco nemmeno a far colare il trucco lungo le guance. Piango quasi a secco.
A volte mi invece mi riesce, quando sono sola nel letto, qualche goccia sul cuscino così... come se fosse una pillola per dormire...da prendere senz'acqua però.
Ho bisogno di piangere. Magari mi concentro e penso a qualcosa di triste, di melodrammatico.... magari penso alla mia vita, non si sa mai servisse a qualcosa.
E mentre penso a cosa potrei fare per togliere questo macigno, le dita scorrono sulla tastiera ed i pensieri prendono il sopravvento sul cuore. Non escono... si congelano, rientrano da dove sono venute, lacrime di gomma.
Se ne sono andate, disperse chissà dove assieme alla capacità di sentire i sapori, anche quello della vita.
Domani sorrido, ne sono capace. Domani starò meglio... lo giuro.
Stasera no, stasera va così.

venerdì 4 settembre 2009

Parole e Fantasia




Uno di fronte all'altra, l'aria appena mossa sopra al soffitto, un raggio di luna attraversa la stanza e una luce d'argento accarezza le mie labbra socchiuse.

Dare un nome alle cose non serve e fiotti di lettere esplodono in aria come luci nel cielo.
Potenza e dolcezza delle parole mi inondano come acqua di mare e mentre urlo la voglia di vivere che nascondo dentro le mani mi lascio cadere nel vuoto.
E la voce che affoga in questo lago di schiuma dorata, mi sveglia, mi culla, mi dipinge un ritratto di te.

Ascolta... è la musica delle parole.

Ora forti, ora intrise nello zucchero a velo, colpi di suono abbattono le porte della ragione e ti lasciano senza respiro.
Frasi lasciate su caldi cuscini e raccolte fra le mie mani, come culla di delicati pensieri, bolle di vetro sottile. Ascolto priva di forze, la mia anima perdersi nelle righe di una favola folle.
Lava rovente e pioggia di stelle circondano sillabe nuove, ritmiche strofe che tingono a tratti decisi le tele posate sui muri.
Suoni di perdute canzoni, parole lasciate cadere senza pudore, incroci di lettere libere disperse nell'aria.

Solo e soltanto parole, che una gabbia non hanno, che non possono essere dette per stupire qualcuno.
Nomi vestiti d'astratto, questa notte li ho sentiti nel cuore.


Angelo, sonno, anima, caldo, correre, vortice, rosso
Bere, vapore, gambe, cucina, intimo, frutta, gelato
Estasi, acqua, respiro, sudore, collane, dipinto
e ancora ....dolce, profumo, abbraccio, sorriso, conforto, destino...




"… Ma poi, che cos'è un nome? Forse che quella che noi chiamiamo rosa cesserebbe d'avere il suo profumo se la chiamassimo con un altro nome?"