lunedì 15 ottobre 2012

NASCERE E MORIRE






Ho appena imparato cos'è la vita e già me la tolgono. 
Non so ancora e forse non saprò mai nella vita com'è buono il profumo del pane appena sfornato. 
Ho paura di notte quando sento tremare l'aria sferzata dalle pallottole, ma non so bene perchè stiano sparando. 

Ho saputo che c'è, in un posto lontano, qualcuno che gioca alla guerra con quei grossi carri dal lungo fucile: io so solo che quando li vedo per strada devo solo scappare. 
Ho provato a mettermi in un angolo a piangere ma mi han detto che devo essere uomo. 
Ma io ho solo sei anni. 

Ho sentito il mio corpo strappato, usato, schiacciato da qualcuno che diceva di volermi del bene. 
Ma non ho ancora capito perchè mentre lo dice mi sta facendo del male.
Sento un vuoto allo stomaco da quando son nato. E' come un buco che mia madre non riesce a colmare. A volte si riempie un pochino con qualcosa di tiepido ed io mi sento un pò meglio, 
ma le forze fan fatica a tornare.

So che da qualche parte del mondo i bambini hanno case pulite, le coperte d'inverno e qualcuno che insegna loro a contare. 
Io so che col sole la lamiera che ricopre la casa in cui vivo diventa rovente, quando fa freddo non ho nulla da mettermi addosso ed ho imparato a contare i granelli di riso che ho dentro al mio piatto.

Ho imparato che è meglio non chiedere nulla, a trattenere le lacrime e a non guardare nessuno negli occhi altrimenti mi picchiano. 

Ho imparato che i bambini hanno un prezzo: si vendono all'asta al mercato al miglior offerente.
Così ho imparato che non esiste l'amore. 
Mi hanno messo nel letto di un vecchio e mi hanno detto che ero sua moglie. 
Ed io non sapevo nemmeno ancora giocar con le bambole.. ma lui ha giocato a lungo dentro di me.

Ma ho anche visto mia madre usare un coltello contro il mio corpo di vergine: diceva che era giusto così, che con lei avevan fatto lo stesso, che siccome ero femmina non potevo permettermi di sentire qualcosa di bello. 
Ho urlato come gli agnelli quando li sgozzano, ma la mia voce s'è perduta nel vento.

Ho visto la notte colorarsi di fuoco, il sangue sgorgare dal corpo di mia madre e mio padre. Ho visto degli uomini sparare nel buio e colpire degli altri bambini, urlare, ridere, sputare sui loro cadaveri.
So che non ho fatto del male, che non ho voglia di crescere e diventare un adulto prima del tempo. 

So che ho il diritto di piangere, di lasciare la mente volare nelle onde del gioco, di vedere la luce del giorno e di sperare in una parola che mi dicono si chiami futuro.
Ho fatto l'errore di vivere nel posto sbagliato. Ma mi dicevano che i bambini si amano ovunque essi nascano, che gli si deve rispetto, che non vanno violati e che vanno protetti. Ho paura che qualcuno mi abbia ingannato: forse era nato già adulto. 

Io non so perchè mi  è capitato a sei anni di dover  crescere subito. Così ti prego mamma celeste tienimi forte fra le tue braccia...  portami lontano con te.