lunedì 15 dicembre 2014

Il profumo dei ricordi




C'era il profumo di abete una volta in casa.
Aprivi la porta e sapevi che era Natale.
C'erano le lucine e le ghirlande dorate,
l'ovatta del presepe e la neve che sapeva di dover scendere dal cielo a Dicembre.
C'erano i pattini sul ghiaccio, il cinema tutti assieme
e lo zucchero filato che si appiccicava alle dita.
C'erano le tue aspettative che prendevano il volo
assieme al francobollo della tua letterina.
Una tavola che sapeva di buono,
le canzoni cantate assieme, il campanello che suonava a mezzanotte.
E i nostri brividi di gioia nascosti fra i guanti di lana.
Io so che c'è ancora,
s'è solo nascosto dietro a quel ramo più alto.
Scenderà ancora una volta come un fiocco di neve,
volteggiando fra un sorriso, una lacrima
e un ricordo che sa di cannella.
Lo sto conservando perchè è un regalo prezioso.
E' la memoria degli anni passati.
Sta volteggiando come un fiocco di neve, protagonista di una dolce storia d'amore,
che potrà rivivere ad ogni Natale,
 fino a che il ricordo si spegnerà silenzioso dentro di me.

domenica 9 novembre 2014

SONO CAMBIATA

Si è vero, sono cambiata.
Sono diventata una donna nuova.
Quella che custodivo gelosamente sotto le coperte del mio cuore.
Mi hai aiutata a scoprirmi,  prendendola per mano, a volte strattonandola, a volte accarezzandola delicatamente permettendole di vedere cosa ci fosse fuori da questo corpo.
Ho imparato con questa tua forza a riconoscere a me stessa che non ci sono limiti ai desideri. Che bisogna dire ad alta voce tutto quello che ci si porta dentro. Gli orrori della vita, i malumori, le agonie del quotidiano e le paure dell'avvenire.
Io l'ho fatto. Per mille ragioni l'ho fatto e ne sono felice.
Sono cambiata non per diventare una donna diversa, ma per essere quella persona vera, sincera e tenace che tu avevi visto in fondo ai miei occhi.
Sono cambiata anche nel corpo, per assomigliarti. Perchè noi due siamo uguali. O forse, lo eravamo.
Tu hai smesso di parlare ed hai fatto cadere dalle tue tasche gli errori del passato che tenevi stretti fra le mani. Li ho visti rotolare lungo una via dove stai camminando senza di me.
Io sono cambiata come mi hai chiesto di fare e sei cambiato anche tu. Ti porti addosso un silenzio che non riconosco. E' di qualcun altro. 
Ora sono io che ti chiedo di cambiare e tornare a fare lo stesso percorso che ci eravamo  promessi di fare. Ce lo raccontavamo stretti nel letto, ridendo di quello che eravamo capaci di dire.
Torna a parlare con me, con quella donna che è cambiata cosí tanto,
da scriverti ancora di voler invecchiare con te.

mercoledì 1 ottobre 2014

Sul conto del "Signor Esse"





E' un iniziativa da condividere. 

Lo faccio volentieri sia perchè chi ha avuto l'idea è un amico, 

sia perchè l'idea del mio amico dovrebbe essere condivisa da tutti.






FACCIAMO QUALCOSA ATTIVAMENTE
SOLO PARLARNE NON SERVE

mercoledì 6 agosto 2014

Il mio "piccolo bimbo"




Il mio piccolo bimbo ha una missione da compiere,
cadrà sulla terra come una stella cometa una mattina d'agosto.
Il suo corpo di ghiaccio uscirà dal ventre di una madre metallica 
e nessuno potrà salutare con gioia il suo arrivo.
Il mio piccolo bimbo avrà la voce del tuono, come un urlo, cupo,
come sgorgasse dalle profondità della terra. 
Sembrerà piangere, come un lamento sommesso, in crescendo,
come se tutti iniziassero con lo stesso fragore, nello stesso preciso momento.
I fiori cambieranno colore nell'istante della sua nascita. 
Prima brillanti volteranno verso un tono di grigio che non potrei raccontare. 
Il mio piccolo bimbo si dissolverà sulla terra e frammenti di luce si moltiplicheranno, aggregandosi, 
fino a diventare un unico fascio infuocato.
Ma lui avrà un anima forte.
Così forte e potente che nessuno potrà impedirgli di entrargli nel cuore, sciogliendolo.
Lo respireranno, il mio bimbo.
I loro polmoni si apriranno al suo ingresso come i petali di un fiore di amianto, dissolvendoli.
Lui stenderà prima una mano, poi l'altra, poi tutto il suo corpo sopra la terra, coprendola d'un manto di fumo .
Nessuno riuscirà a scappare, a nascondersi. 
Soffierà come un vento mefitico su quelle fragili vite, spegnendole una per una.
E come candele votive resterà solo il fumo dei corpi disciolti come la cera.
Il mio piccolo bimbo doveva servire da esempio.
Per tutti quelli che sarebbero nati dopo di lui, se mai la vita avesse dato loro un futuro.
Ma il dolore non è stato abbastanza.  Non è mai sufficiente.
Non riusciremo a comprendere mai dagli errori passati.
Il mio piccolo bimbo ha tatuato la morte nel cuore degli uomini,
ma nessuno si è accorto che, accanto ai defunti,
c'era anche un piccolo pezzo... di se.

martedì 3 giugno 2014

Bisogna aver coraggio

Bisogna aver fede e coraggio.
Bisogna credere che qualcuno possa sedersi e ascoltare con attenzione le cose che scrivi.
Fede nel credere che ciò che imprimi nelle parole possa smuovere sentimenti condivisi e coraggio nel metterti in gioco, sempre.
Aver fiducia che il tuo amore verso la poesia e la narrazione siano le sole armi con le quali colpire il cuore delle persone.
Quando poi ti viene riconosciuto un merito inatteso... la gioia che provi deve essere necessariamente condivisa con tutti perchè non c'è nulla al mondo che mi appaghi come il sapere che una parola possa accarezzare qualcuno e renderlo, anche solo per un istante, felice con me.






Motivazioni della giuria: "Un poetare carico di tensione emotiva trasporta chi legge attraverso le bassezze di un mondo che nasconde le disgrazie di tanti sotto un velo di silenzi e di ricchezze prive di senso e “l’umanità che scompare domani sarà solo un ricordo disperso dal vento”.


"La voce del vento"


Si è sentita fin qui, la voce del vento.

Ha sussurrato qualcosa ed i bambini non l'hanno sentita.
Non ha portato musica, forse i gabbiani in volo hanno sentito qualche nota lontana.
La sua voce era roca, profonda, sgorgava dalle viscere della terra,
e come una cassa armonica si è ingigantita,
moltiplicata in lugubri boati di morte.
La voce del vento ha portato via tutto,
anche le speranze di chi ancora doveva nascere.
Lei ha chiuso gli occhi ed ha trascinato con se la vita, tutta quella che ha potuto.
Le urla le hanno fatto coro attorno, 
assieme alle fronde degli alberi strappati dalle loro radici.
La melodia del vento s'è fatta uragano
ed ha raccolto anime sparse ovunque,
anche quelle per le quali vivere era già una scommessa.
Il vento si è fatto marea ed ha trascinato via i sogni
lasciando il nulla dietro di se.
E non è rimasto più niente da bere, solo le lacrime.
Ed ora torniamo nelle nostre case, noi che le abbiamo.
Torniamo a riempirci la bocca di parole e di cibo,
noi che moriamo nel grasso delle nostre cucine.
Torniamo a coprire i figli di quanto più inutile al mondo può esistere, 
noi che ancora abbiamo dei figli da crescere.
Un vento troppo lontano per essere udito. 
Fratelli affogati nel mare e nel vento, bruciati nelle foreste, sotto le mine.
Umanità che scompare: domani non sarà che un ricordo disperso nel vento.

venerdì 16 maggio 2014

.....semplicemente una donna che deve morire


Sudan, cristiana incinta condannata a morte perché non si converte all'islam




Non farò particolari giri di parole: una donna sta per essere uccisa.
Possiamo forse fare qualcosa,  sempre che firmare una petizione possa ancora servire.
Non spenderò parole: non servono.
Grazie se vorrete condividere, divulgare, firmare.

giovedì 8 maggio 2014

BRING BACK OUR GIRLS



Colgo l'occasione di quanto successo in Nigeria, per ricordare a tutti quali siano i principi fondamentali dei diritti umani.

Vorrei che tutti condividessero con forza questo post e ringrazio il mio amico Maurizio per la sua sempre grande sensibilità e attenzione
(La vita è bella)





Article 1. All human beings are born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and should act towards one another in a spirit of brotherhood.
Article 2. Everyone is entitled to all the rights and freedoms set forth in this Declaration, without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth or other status. Furthermore, no distinction shall be made on the basis of the political, jurisdictional or international status of the country or territory to which a person belongs, whether it be independent, trust, non-self-governing or under any other limitation of sovereignty.
Article 3. Everyone has the right to life, liberty and security of person.
Article 4. No one shall be held in slavery or servitude; slavery and the slave trade shall be prohibited in all their forms.
Article 5. No one shall be subjected to torture or to cruel, inhuman or degrading treatment or punishment.
Article 6. Everyone has the right to recognition everywhere as a person before the law.
Article 7. All are equal before the law and are entitled without any discrimination to equal protection of the law. All are entitled to equal protection against any discrimination in violation of this Declaration and against any incitement to such discrimination.
Article 8. Everyone has the right to an effective remedy by the competent national tribunals for acts violating the fundamental rights granted him by the constitution or by law.
Article 9. No one shall be subjected to arbitrary arrest, detention or exile. ……

mercoledì 7 maggio 2014

"La città e i suoi contrasti"




Il gruppo "Passione Fotografia" del quale faccio parte, composto sia da fotografi professionisti che dilettanti, ha organizzato una mostra fotografica che si terrà lunedì 26 Maggio presso la Cooperativa "La Liberazione" a Milano.
Intento della mostra è la vendita delle foto il cui ricavato andrà interamente devoluto a Emergency.

Sia che vogliate partecipare "attivamente" sia che vogliate semplicemente dare uno sguardo alle foto, è mio piacere invitarvi all'inaugurazione.


Grazie a tutti
Joh

venerdì 11 aprile 2014

Gentilissima Poetessa....

"Gentilissima Poetessa Stefania L....."

Così inizia una mail ricevuta ieri sera.


"la Giuria della 20ª edizione del Premio Letterario Internazionale «Trofeo Penna d'Autore» ha effettuato una selezione delle migliori poesie classificate oltre il 10° posto per confezionare un’edizione antologia di grande spessore denominata: Poesie d'AutoreDa questa selezione ho il piacere di comunicarLe che una delle Sue tre poesie con le quali ha concorso è rientrata a far parte del progetto editoriale ideato da Penna d’Autore.

Nel complimentarmi per aver raggiunto questo bel risultato Le propongo di dar lustro alla poesia selezionata con la pubblicazione nell’Antologia. Con il libro riceverà anche la «Menzione d’Onore» per la poesia selezionata..."





L'emozione, non ha prezzo!
(anche per esser stata chiamata "Poetessa"!!)

Grazie



mercoledì 26 marzo 2014

Ora dopo ora, io ti perdo



Ho il corpo e il cuore in frantumi,
Mi sto dissolvendo il rosse bolle di sangue
ed i pensieri sbattono stupidi contro la calce dei muri.
Agonia di un pianto che non vuole dirompere.

Voglio coprirmi di vuoto,
liberare il dolore che sento e gettarlo in mano al primo che passa.
Vorrei sentirmi raccogliere come si fa con la carta per esser gettata altrove.
Lontano. Io assieme al mio stupido cuore.

Lasciatemi scorrere via come l'acqua del mare,
voglio infrangermi assieme alle onde nel vento.
Mi sento cadere e la mia presa vacilla,
la forza che avevo s'è persa negli anfratti di chissà quale buio.

Il mio cuore è in frantumi come il critallo,
una scheggia s'è dissolta nel vento e io la sto salutando.


mercoledì 12 marzo 2014

Sto scrivendo per me e.. per tutti quelli che non sanno

Sto scrivendo un romanzo.
Era da tempo che pensavo di scrivere più di un racconto breve.
Cimentarsi in un impresa di questo genere, per me non è facile. Io scrivo cose che "devono avere un suono". Quando scrivi un romanzo, invece, devi concentrarti su qualcosa di diverso senza per questo perdere il tuo stile.
Io non voglio scrivere il solito racconto: "E lui disse", "Lei era affascinata dalle luci delle vetrine" oppure: "Loro erano come due foglie al vento stretti nella passione di una notte d'autunno"... io voglio scrivere di un percorso vissuto con mio padre attraverso dei canoni che abbiano un piede nella poesia e l'altro nella realtà della sua malattia: l'Alzheimer.
Ho spesso incontrato persone che  non ne sapevano molto e sono consapevole che anche ultimamente sono usciti dei libri più che ragguardevoli su questo tema.
Ma io ho la necessità di farlo. Scrivere del suo percorso, cercando di spiegare la malattia a chi non la conosce, è il dovuto impegno che mi sono prefissa per ringraziarlo di esser stato al mio fianco.

Per ciò, amici cari, abbiate pazienza se non sono tanto presente sulle mie pagine. Lo sarò sulle vostre con la discrezione e l'affetto che vi riservo da tempo.

Un giorno, spero non troppo in la, avrò modo di presentarvelo più concretamente.
Questo è il prologo, abbiatene cura.



"Viola d'inverno"





(Nella nebbia)

"Hai mai provato a camminare da sola nella nebbia?
Viola sapeva bene cosa volesse dire. Avvertiva chiara e netta questa sensazione fin da quando era piccola. Poteva addirittura sentire l’aria bianca e gelida entrarle dentro come un serpente velenoso dalla gola fin giù nel suo petto, espandendosi nel sangue, prendendo possesso della sua anima.
Era la sua condizione naturale, quella di sentire freddo e non riuscire a vedere oltre la tenda bianca che la vita le aveva calato sugli occhi. 
Quanti fantasmi in quella nebbia che da sempre la avvolgeva facendole tremare il pensiero, quanti veleni in quell’aria bianca che le ghiacciava le ossa, quanta tristezza in quell’orizzonte che non vedeva. Ma quando tutto era così freddo e opaco i ricordi ritornavano forti alla mente, come piccoli spiragli di luce.
Da quel buio profondo in cui si trovava Viola iniziò a raccontare, salvando con cura le immagini del suo passato. Sarebbe stato così che, attraverso quei preziosi brandelli di vita, forse un giorno il suo cuore avrebbe trovato la strada verso la sua libertà."


martedì 18 febbraio 2014

Le voci del deserto



(foto A. Harper)


A volte le voci si disperdono, 
come un granello di sabbia nel deserto.
Le senti in lontananza incalzare, sopraffarti, 
come farebbe un pugno nello stomaco.
Le voci del deserto parlano altre lingue, ma il dolore è universale.
La sabbia scivola sulle loro piccole palpebre ormai distrutti dai raggi del sole.
Non c'è riparo durante la notte. 
Pochi stracci addosso incollati assieme al sudore,  quello dei bambini che scappano.
Generazioni buttate al macero assieme alla loro carne, 
nemmeno i cani la vogliono più.
Nei sogni tempeste di fuoco.
Due piccoli piedi ed un cartoccio di vita avvolto nelle sue mani. 
Ti stupirebbe sapere di quanto può essere bello il mondo la fuori!
Ci sono prati cosparsi di fiori. Ti è mai capitato di correrci sopra?
Oltre la sabbia rovente c'è un mare che ha il color del cristallo. 
Potresti tuffarti, giocare con l'acqua, cadere senza farti del male 
e schizzare la gente che cammina al tuo fianco. 
Ti sembra possibile ridere?
Dovresti sapere che, oltre il deserto di sangue c'è un mondo diverso dove puoi crescere.
Vorrei poter scriverti addosso un futuro diverso.
Ma è l'assurda follia di un mondo che ha smesso di avere speranze
e muore in mezzo al deserto, ogni giorno, un poco con te.


lunedì 27 gennaio 2014

Memoria

Vorrei commemorare la mia memoria personale affinchè non perda mai il ricordo di certe cose, dalle più belle alle più atroci.








UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE

C'è un paio di scarpette rosse 
numero ventiquattro 
quasi nuove: 
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica 
"Schulze Monaco". 
C'è un paio di scarpette rosse 
in cima a un mucchio di scarpette infantili 
a Buckenwald 
erano di un bambino di tre anni e mezzo 
chi sa di che colore erano gli occhi 
bruciati nei forni 
ma il suo pianto lo possiamo immaginare 
si sa come piangono i bambini 
anche i suoi piedini li possiamo immaginare 
scarpa numero ventiquattro 
per l' eternità 
perché i piedini dei bambini morti non crescono. 
C'è un paio di scarpette rosse 
a Buckenwald 
quasi nuove 
perché i piedini dei bambini morti 
non consumano le suole. 
(Joyce Lussu)