lunedì 22 agosto 2011

Un angolo di paradiso



C'è un posto che sta radicando in me, al confine fra il cuore e la mente,
dove il silenzio mi avvolge, mi parla, mi abbraccia.
Ne sento il calore e la protezione. Ne inspiro il fascino e la tranquillità.
Percorro le strade assolate senza cercare riparo.
Non temo le ombre, nè l'oscurità degli angoli remoti. Mi sorprendo dell'erba, di una foglia che cade e del vento caldo che mi scompiglia i capelli e mi rinfresca l'anima.
I colori intensi dell'estate si imprimono densamente negli occhi,
lacrime dolci scivolano assieme al lento scorrere del fiume.
Non più l'impeto spumeggiante del torrente in piena ma un lento e morbido scivolare, sereno, tranquillo, affascinata dal suo torbido brillare.
Nuove sensazioni mi accompagnano in questa vita ripresa e ricominciata.
Una dopo l'altra le immagini hanno velocità differenti.
Non più scosse al cuore o turbini di vento, ma piccole diapositive, cortometraggi senza quasi il sonoro, che tanto parola non serve.
E' il cuore che vede, l'occhio ha smesso di implorare chissà quale luce.
Colore e sentimento hanno preso la via del sogno e ne hanno definito i perimetri.
E mentre lo stupore mi avvolge come fossi tornata bambina,
sento l'amore riempirmi le viscere
ed ora io amo come non ho mai amato,
vivo come non ho mai sperato di vivere
e vedo i contorni di quello ho sempre sperato di essere
... nel lento, infinito scorrere di una piccola goccia di fiume.

lunedì 1 agosto 2011

Nel vuoto





I tunnel appaiono diversi, a seconda della prospettiva in cui ti stai trovando.

Se sei dentro, ti conforta la luce che intravedi seppur in lontananza. Se invece stai per varcarne quella soglia, devi solo fare i conti con il tuo spirito d'avventura e con la forza che hai.

Forze... energia... boccate d'aria.

Capita che quando hai sorriso troppo alla vita, lei, in qualche maniera ti riporti alla realtà. Spesso picchiettandoti sulla spalla per farti girare, altrettanto spesso colpendoti con un pò più di violenza.
Un senso di precarietà, una nausea leggera ed un pò di paura del vuoto.
Conosci bene la sensazione e sai che è solo attraversando quel buio non ne avrai più paura. Quello che invece ti lascia col sospiro in sospeso è attendere senza poter fare nulla.
Impotenza assoluta. Un limbo, un attesa, l'essere incerta di un domani sereno.
Nemmeno il gusto di un piccolo assaggio. La bocca ed i sensi ad assaporarne l'aroma. Niente. La gola secca, ad aspettare, quasi a morire d'inedia.

Eppure lo sai quanto ti tengono viva i giri di boa, le sferzate d'acqua a colpirti la faccia. Anche quando hanno un sapore pungente.
Ingoi e respiri vapori al veleno, ma combatti con le armi dell'esperinza.
Hai un drago davanti che hai potuto conoscere. Lo osservi, lo guardi negli occhi e lo sfidi con tutta la forza che hai.
Tu e lui, e tu sai con chi hai a che fare.
Ora no. Il drago è nascosto. C'è, ne sento il calore, avverto il suo ansimo caldo e non mi piace aspettare.
Un futuro che non posso conoscere, che mi spaventa, che non ha più il conforto dell' essere giovane nè la forza dell'aspettativa, quella sana, quella ti dipinge la stanza di rosa.

Ho ancora una manciata di colori dentro alle mani. Sono sicura di non voler rischiare di colorare di nero l'imbocco del tunnel.
Ma ho un brivido addosso che non conosco e questo domani mi prende alla gola e non posso nemmeno chiamarlo per nome.
Ho un senso di peso sulle mie spalle che non riesce a svanire. Quando credo di togliere roba se ne aggiunge dell'altra. E'una storia infinita.
Il diverso in questo momento è non avere un futuro sicuro. Avere intrapreso una strada che ha un prezzo che devo pagare, altrimenti il castello di carte, che con tanta fatica ho provato ad erigere, crollerà con un tonfo assordante.
Attesa, vuoti e speranze.

Non mi piace star ferma a guardare...perchè io son fatta per muovermi.