venerdì 29 giugno 2012

Piccolo Grande Uomo



"Ogni essere umano è parte di un insieme chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualche cosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Un'illusione che diventa una prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione, allargando il nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino ad includervi tutte le creature viventi e la natura intera nella sua bellezza".
Albert Einstein

Ho incontrato un Piccolo Grande Uomo.
Uno come te, come me, poco diverso. Ha usato parole semplici, spesso anche buffe, perchè le grandi cose si possono dire anche ridendo.
Nulla che facesse pensare a qualcosa di "grande", era solo un piccolo punto arancione.
Ma c'era qualcosa di strano. Si poteva avvertire. Sentivo che ero partecipe a qualcosa di eccezionale. Perchè mi sentivo vibrare, sordidamente, profondamente, al suono cupo della sua voce. E' una voce che ti penetra dentro, con una naturale semplicità.
I Piccoli Grandi Uomini hanno molto da dire ed anche quando stan zitti la loro voce ti si infiltra nelle vene comunque. Il suo silenzio si insinua, mentre il suo respiro (amplificato dagli altoparlanti) si intersecava fra un pezzo di suono e lo spazio di un breve silenzio. E quanto è capace di penetrarti il soffio del suo respiro!
Quando hai la fortuna di incontrare un Piccolo Uomo, ti senti al centro del mondo. E malgrado le mille persone presenti, è te che continua a indicare, i suoi occhi ammicchino ai tuoi ed il sorriso che ha in faccia è fatto per sciogliere il tuo.
I Piccoli Uomini insegnano grandi cose con la semplicità di un bambino. Ed è così che mi sono sentita. Mi stava raccontando una favola.. ed era la favola di questo universo. Pochi argomenti. Perchè perdersi nelle parole ne sminuisce il loro sapore. Pochi concetti, forse uno solo, l'unico. Avere a cuore la felicità di chi ti sta accanto. Semplice no?
Essere parte di una lunga catena, dove le mie braccia cingono strette le tue.. e le sue attorno a me, infinitamente... anelli congiunti d'amore.

Sappiamo benissimo che quello che dicono i Piccoli Uomini è vero. Ma resta il fatto che mettere in pratica un gesto d'amore, è cosa difficile. La cosa più ardua che c'è.
Che razza di stupidi siamo: non avremmo bisogno di altro, e potremmo essere liberi, e potremmo correre in giro senza pensieri, e potremmo fermarci ogni qualvolta lo desideriamo, e potremmo esser felici, e...
Millenni, sono passati millenni ed ancora non ci siamo riusciti: siamo una razza che ha optato per il dolore. Siamo una razza di stupide bestie accecate dall'odio.

Ma ora che vedo il tuo sorriso esplodere assieme alle luci del Forum, ringrazio il mio cuore che batte, assieme a quello del mio vicino, a quello di chi mi è lontano, ai figli, alla natura, a quello che vedo ed a quello che è nascosto nel buio.

E voglio dir grazie ai Piccoli Uomini che esistono ancora e che hanno vissuto in passato.
E grazie della fortuna di avere incontrato anche te...

Joh

lunedì 11 giugno 2012

Vorrei poter dire "NO"


Vorrei poter dire NO ad un'altro calvario.
Vorrei non rivivere la stessa esperienza.
Vorrei non leggere nei tuoi occhi lo sconforto e l'abbandono.
Vorrei non dover combattere nuovamente contro l'inadempienza ed il menefreghismo. Vorrei che tutte le persone si prendessero la propria responsabilità, di fronte ai bambini così come di fronte agli anziani. Vorrei che le persone si mettessero nei panni di chi è sofferente e provassero a capire cosa significa perdere la dignità. Vorrei che coloro che professano un mestiere volto alla cura del malato capissero cosa significa per una donna anziana come te farsi lavare, come un animale, in piedi davanti a tutti... dalle stesse mani di chi, fino a tempo prima, tenevi fra le tue braccia.
Vorrei dire NO alle formiche che ti ho trovato nel cassetto dove avevi riposto i biscotti e vorrei dire NO a chi ti ha sgridata dicendoti di non lasciare il cibo in giro. Vorrei dire a chi ti ha offesa che non è compito tuo mantenere l'igiene. E' un suo preciso dovere.
Vorrei non dover pietire una diagnosi, un referto, un colloquio. Vorrei che tu capisca la mia grande apprensione. E quando arriva il momento vorrei tanto che mi parlassero in modo che io possa capire. Con frasi semplici, cercando di essere chiari. "Uomo! E' un attimo che io ti risponda e ti rimetta al tuo posto: non mi sfidare!"
Vorrei dire NO al risparmio che fate sull'essere umano. Avete un preciso dovere ed è quello per il quale avete giurato. Non avete più voglia? Non avete più fondi? Al diavolo chi vi comanda! La vita viene prima di tutto.
Ed è questo che voglio.
Darti ancora del tempo per vivere. Del tempo sereno, dei giorni anche solo normali.
Vorrei dire NO all'incertezza di quanto sta succedendo e vorrei dire NO a lasciarti andare nel vento.
Vorrei non dover salutare chi ha dato la vita a chi ora ti scrive. E vorrei, mio malgrado, non avere coscienza di dover percorrere questa strada in prima persona. Ma so bene che il prossimo giro toccherà anche a me. E' la legge della natura.
Vorrei non sentire questa fine così tanto vicina e vorrei darti altre occasioni per ridere. Hai dei bambini che ti stanno aspettando ed hai delle figlie che ti vogliono bene.
Non ho armi contro le leggi del Cosmo ma ho la forza per ribattere un NO alle leggi dell'uomo.
Quindi sappi, madre mia cara, che non lascerò ti distruggano come fecero con l'uomo che hai amato. Non lascerò che la carne marcisca sotto al lenzuolo.
E dirò NO fino alla fine, sappilo. Che tu abbia o non abbia forza abbastanza.
Ci sono io a tenerti per mano. Una mano insieme alla tua e con l'altra a farti da scudo.
Resisti... ancora, ti prego... ancora del tempo con me.