lunedì 23 agosto 2010

Notte d'agosto


Era una terra di confine. Un luogo dove la luna teneva per mano la coda delle nuvole per non farle scappare dietro alle colline. Il soffio del vento scuoteva le cime degli alberi con lenta e ritmica meticolosità, per non spaventare le foglie e farle cadere in terra.
L’umidità della notte si alzava dai prati scuri, densa, palpabile, stesa come un mantello d’argento.
Il silenzio era spezzato di tanto in tanto solo dal fischio della civetta a richiamare la propria vittima nel suo volo leggero sopra ai tetti delle case nel loro lungo sonno inquieto.
Il lento scorrere del fiume dettava il confine fra il sogno e la realtà nella sua lenta ed inesorabile discesa verso il nulla.
L’odore dell’acqua, pungente e fredda, entrava in ogni piccolo anfratto, teneramente abbracciato dai raggi lunari, oscura sorella di questa magica notte d’estate.
Un paese che dorme, i sogni della gente dispersi fra le lenzuola sgualcite dal sudore nel profondo riposo di chi non ha che poche speranze, da contare sulle dita di una mano stanca, corrosa dal lento passare degli anni.
Notte d’estate, notte di un mondo che gira al contrario e tutto d’attorno si arrende.

Mi era capitato altre volte di svegliarmi nel cuore della notte e chiedermi che giorno fosse. L’odore del caffè appena fatto pervadeva la stanza del suo intenso aroma, tanto da risvegliare i sensi già abbastanza tesi ed attenti verso qualcosa ancora da definire. Voglia, solo una una voglia chiara e nitida nella mente e nel cuore: quella di ridare un senso a questa irreale notte d’agosto.
Mentre la gente ancora sognava, io ero li a contare i minuti che non passavano mai ed una lacrima di luce, gettata al di là dell’orizzonte, faceva intendere l’alba imminente scandita fra un respiro, un sorso bollente ed un raggio di luna.

Pian piano la luce spargeva il suo intenso chiarore, gettando i colori dell’alba alla rinfusa sui dolci contorni delle colline e con un gesto sommesso, per non svegliare nessuno, salutai la piccola casa.
“Starò via per un po’ … e non so se ritorno”.

mercoledì 4 agosto 2010

I gesti più dolci




Chiudete gli occhi e provate ad entrate in paradiso con me.

Non abbiate fretta, lasciatelo qualche istante fra le vostre dita ed iniziate a sentire l'aroma uscire dalla stagnola.
Profumo caldo, intenso, dolce.
Pian piano la bocca inizia a riempirsi, la mente ad impregnarsi ed un intenso piacere vi avvolge la lingua che inizia a volere, a pretendere, a desiderare.

"Ohh ... " nessuna frenesia, nessun gesto o movimento: lasciate che questa sottile e dolcissima voglia vi prenda e vi lasci inermi per qualche dolcissimo istante.
Abbandonate la fretta, bloccate la mente, godete della sensazione che questa dolce tortura vi da. Ancora un poco... non ancora ... qualche secondo in attesa.

Ecco, ora che avete costretto la mente ed il corpo, che siete al limite del desiderio, che quest'onda di intenso piacere v'ha preso anche l'anima, potete iniziare a scartare poco alla volta il piccolo foglio dorato.
Piano... per non stropicciarlo, come fosse un gioiello rarissimo.

Alzate i lembi della stagnola, prima da una parte e poi dall'altra.

Scoprite il dolce tesoro apparire fra i suoi angoli d'oro, lasciando che l'aroma pervada dapprima le vostre dita, salendo lungo le vene della mano, per poi raggiungere il centro del vostro desiderio ... quasi vi stesse riempiendo gli anfratti il cuore.

Ora avvicinate la mano, con perversa lentezza.
Lasciate che la vostra voglia incalzi, vi prenda in un sadico spasmo di intenso piacere.
Appoggiatelo piano sopra alla lingua e chiudete la bocca.
Lasciate che il caldo abbraccio lo sciolga, che la morbida crema si insinui e vi riempia, inebriandovi con tutta la dolcezza che ha. Intensamente, come un'onda di zucchero, come un bacio d'amore, di quelli che vi prendono l'anima.
Affidatevi al piacere, che si impossessi di voi, inermi, schiavi di questo godere.
Sentite i sussulti del corpo perdersi in questo orgasmo di miele.

Donatevi al liquido nero e suadente, lasciandolo scorrere dentro la gola, che il profumo risalga dal fiume del vostro pensiero e scenda a cascata in ogni singola parte di voi, impregnandovi, imbevendovi, in un infinito istante di paradiso.


E' la forza della dolcezza, la delicatezza del pensiero, la pienezza del gesto. Questo è quello che accade quando ... mi sento abbracciare nel sonno di una notte di agosto.

lunedì 2 agosto 2010

Premio Dardos


Ho ricevuto questo premio da Lilly (http://magadiendor2.blogspot.com/)

Questa “segnalazione” mi ha commossa. Se sono riuscita a trasmettere qualcosa di positivo anche ad un solo lettore, posso ritenermi onorata e felice.

Il premio naturalmente è puramente simbolico, si tratta di una segnalazione di “merito” fatta da blogger verso altri blogger come “riconoscimento per coloro che si impegnano nella trasmissione di valori culturali, etici, letterari e personali grazie ad una scrittura creativa e originale“.

Queste sono le regole:
1. accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
2. linkare il blog che ti ha premiato
3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.

Rispettando le norme del regolamento, ho il piacere di premiare i seguenti "compagni di viaggio" (in rigoroso ordine sparso) :

http://popolosodeserto.blogspot.com/

http://ladonnaconlafinestrasulmare.blogspot.com/

http://giochidivento.blog.tiscali.it/

http://ritroverolamiastrada.blogspot.com/

http://ilcosmopolita.blogspot.com/

http://libby-thesecretgarden.blogspot.com/

http://hirmengard.blogspot.com/

http://soloenne.blogspot.com/

http://larteanticadellascolto.blogspot.com/

http://diarioquotidianoditaoista.blogspot.com/

http://archetipi.splinder.com/

http://keypaxx.splinder.com/

http://uriele.splinder.com/

http://fatina-ilgiardinodellefate.blogspot.com/

http://www.giovannigreco.eu/dblog/

Grazie a tutti voi
Joh