martedì 29 dicembre 2009

F.A.T.A.



Sono Fuoco
caldo, profondo, illumino e scaldo le notti d’inverno,
divampo, mi spengo, riprendo vigore al soffio del tuo respiro.
Piccola fiamma nel buio ed incendio di bosco,
ardo, consumo, fiaccola di un lungo cammino.
Avvolgo, distruggo e rigenero, in un cerchio infinito.
Sono fuoco che arde, che scotta, che ama.





Sono Acqua
che sgorga impetuosa dai monti,
che cade sui tetti delle piccole case e bagna i sentieri scoscesi.
Sono nuvola, fiume, mare ed oceano,
sono il sudore della tua fronte e piccola lacrima che scende dagli occhi.
Sono culla silente nel grembo materno ed onda impetuosa, ruggente.
Scivolo nella tua bocca, e lavo il tuo corpo da ogni male del mondo.





Sono Terra
umida e secca, fertile madre immortale.
Zolla di campo e crepa in un deserto assolato,
germoglio di erba bagnata, sono un fiore di prato.
Sono monte, pianura e collina. Sono roccia e piccolo sasso di fiume.
Sono sabbia dorata dal sole,
sono vita nascente.






Sono Aria
leggera, fresca come il vento in primavera,
aria che scuote dolcemente le cime degli alberi ed aria che entra violenta nel corpo d’inverno.
Turbine, soffio che gonfia le vele, sono respiro profondo.
Sono vento, senza peso, sono volo di mille farfalle.
Sono bolla di ossigeno, sono viva nell’aria.

mercoledì 23 dicembre 2009

Gli amici che ho nel cuore




Auguri

a chi ho trovato
a chi ho amato
a chi ho scoperto
a chi non ho visto
a chi ho incontrato
a chi ho perso per strada
a chi ho tenuto sempre con me

a chi mi ha presa per mano e cammina al mio fianco

a chi non potrò rivedere mai più

a chi avrò sempre nel cuore

Auguri

lunedì 14 dicembre 2009

Natale 2009





E’ da un po’ di tempo che il Natale ha cambiato la sua atmosfera.
Ho iniziato ad sentire un po’ meno il profumo di abete nell’aria, poco alla volta ma inesorabilmente.
Questa festa è legata ai bambini, alla loro trepidazione, al timore ed alla curiosità di vedere arrivare dal cielo un omone vestito di rosso circondato da renne volanti. Alle luci dell’albero, al rito del suo allestimento, alle canzoni ed al tintinnio dei campanelli che in esse si avvertono. Tutto odora di abete, di legna… anche la neve.

Siamo cresciuti prima noi e poi i nostri figli. Il calore di questa festa, degli amici seduti attorno al tavolo grande s’è perso lasciando il posto a qualcosa che poco ricorda l’amore… non ne è nemmeno il riflesso.
Eppure … eppure
Non so in quale angolo della mia vita riesco ancora a sentire il rumore dei pacchetti di carta o i profumi della cucina. Non riescono a spegnersi. Le persone cambiano è vero, le grandi famiglie perdono pezzi per strada. Parole di fuoco ardono i ceppi senza scaldare nessuno, anzi… gelano il sangue e ti lasciano ferite inguaribili.
Ma c’è sempre un omone vestito di rosso che vaga nel cielo, ne sono convinta. Ed a questo proposito, con tutto l’amore che posso, vorrei regalare un sogno a ciascuna delle persone che mi stanno abbracciando. La possibilità di veder realizzato almeno uno dei mille pensieri che sono rinchiusi nel cuore. Non ne sarò io l’artefice casomai s’avverassero. Ma il sapere del vostro sorriso scalderà il cuore anche a me.
Sarà come aver lasciato un
pacchetto sotto quell’albero per qualcuno che non ha smesso di essere piccolo, che ha conservato il bambino accanto a quell’uomo che è diventato, ed ha il coraggio di vivere anche giocando, malgrado tutto, malgrado il freddo che lo sta accompagnando.
Questo mi auguro per il Natale a venire e per tutti i Natali che ancora vivrò: vestirmi di rosso, vedermi sorridere fra la carta dorata ed essere io, io sola soltanto, a credere che quello che amo è acceso, riscalda, ed è ancora dentro di me.