lunedì 30 dicembre 2013

Un piccolo passo verso l'anno nuovo





Per l'anno che viene mi auguro
di esser capace di perdonare 
di avere il bisogno di amare ancora per molto
di vedere i miei figli sorridere 
Mi auguro un inverno come un altro
ed un estate nemmeno tanto diversa.
Vorrei sentire il profumo delle viole mischiato al sapore dei baci
vorrei un pò meno cibo e molta più voglia di correre. 
Vorrei guardare oltre i confini del cielo e veder le persone che ho amato sorridermi
Per l'anno che viene mi auguro di trovarvi al mio fianco, tutti, 
a tenermi ancora per mano

Con tutto il mio cuore
Buon Anno a tutti

mercoledì 11 dicembre 2013

Un principio fondamentale di libertà

Ciò che si è conquistato, non vada mai messo in discussione



Questo è un principio di libertà universale.
E quando sento e leggo certe cose, non posso fare a meno di mortificarmi, profondamente, pensando che basta davvero poco per veder sfumare davanti agli occhi anni di lotta, di ideali, di sofferenze inflitte soprattutto a noi donne.

Ma la sofferenza è ancor più profonda quando vedo che questi ideali, per un gioco di potere che ancora stento soprattutto ad accettare, vengono vanificati proprio dalle donne stesse.

Stiamo tornando indietro di 40 anni. Siamo ad una svolta  che ci vede implodere per ritornare al punto di partenza.
Noi siamo un popolo di pecore. Non di agnelli innocenti. Siamo un popolo di pecore capace di farsi abbindolare dai media, dalle pubblicità, dai facili guadagni, dalla bieca ipocrisia cattolica dove il perdono è all'ultimo posto nella scala dei valori.

Stiamo lasciando che le nostre conquiste si perdano in nome di una finta coesione territoriale, in nome di una patria che ha smesso di essere culla di una qualsiasi minima civiltà.

Abbiamo lasciato loro un terreno fertile. Ci stanno facendo credere che qualcosa sta cambiando...

Meditate, gente.... meditate


clicca sul link e preparatevi ad inorridire



domenica 1 dicembre 2013

UN DONO DA SCARTARE



Ho un regalo nel cassetto,
custodito con cura, giù in fondo, lontano dagli sguardi indiscreti.
Ogni tanto lo tiro fuori, lo guardo, sorrido al luccichio della sua carta dorata,
malgrado gli anni trascorsi siano scivolati lenti sopra di lui.
Potrei aprirlo e togliermi questa sorpresa una volta per tutte invece di osservarlo ogni volta con la  stessa curiosità,
ma poi penso che finirebbe lo stupore e l'ansia dell'attesa,
così lo ripongo giù in fondo, anno dopo anno.
Sarei curiosa di scartarlo, penso ad alta voce ogni anno a quest'ora.
Ma se poi non trovo ciò che desidero?
Le aspettative mi fanno male, fanno male a tutti,
ed è per questo che preferisco nascondere il pacchetto alla mia ed alla curiosità degli altri.
E' piccolo.
Scivola bene in fondo in fondo dove il buio è più cupo.
Lo  incastro fra le sciarpe di lana, così che non possa sentire freddo,
dove nessun refolo d'aria lo riesca furtivamente a portare lontano da me.
Quando le giornate si accorciano, in questo mese d'avvento,
il mio regalo nascosto inizia a brillare.
Prima  di un colore tenue, pallido come il sole di questa stagione.
Poi, poco alla volta, qualche nota più luminosa inizia a farsi vedere.
Raggi colorati escono dalle fessure del legno ed è allora che mi ricordo di lui e di quanto sarei curiosa di aprirlo.
Ogni Natale accade la stessa magica cosa nella camera dove nascondo il mio regalo segreto.
Piccoli lampi di sole mi chiamano,
mi faccio prendere dal loro fascino tutte le volte e tutte le volte resisto.
In piedi, davanti a questo cassetto, nella speranza di trovarci il regalo che ho sempre sognato.
Non lo aprirò quest'anno, tanto meno negli anni a venire,
nella speranza che un giorno, anche non a Natale, questo pacchetto finalmente si apra da solo,
o che svanisca insieme alla neve nel nulla con me.

lunedì 25 novembre 2013

Sotto ad un leggero strato di gelo



C'è come una piccola lastra di ghiaccio, 
fra la terra ed il cielo.
Quando cammino sopra di essa, ho paura che si crepi, tanto è fragile. 
Allora compi dei piccoli balzelli,
 quasi in punta di piedi, per non creare fratture.
Quando si ha a che fare con il ghiaccio, bisogna essere cauti. 
Bisogna non avere peso, nelle parole e nei gesti. 
Quello che c'è di strano è che tu sei consapevole 
che questa sottile lastra nasconde terra e germogli, 
in definitiva quello che si chiama vita.
Ed è la vita che trascorro guardando nella sua trasparenza 
e nei suoi angoli scuri 
che mi rendo conto di cosa vuol dire amare, 
crescere, donare nell'attesa che un germoglio buchi la superficie.
Ci sono parole che servono a scaldare, a sciogliere, ad accogliere. 
Vorrei che una di queste si facesse largo anche solo per un millimetro 
per riuscire a sfiorarti il cuore.
Sento che una stagione in più, come un pezzo di ghiaccio, 
si sta depositando fra la terra ed il cielo 
ma io vorrei darti il coraggio, la forza e la speranza di un domani migliore.
Oggi, è il giorno di un mio piccolo dono, uno fra i tanti, 
che vorrei tu tenessi per un giorno, forse un mese, 
per ancora qualche altro anno, con te.


Buon compleanno

venerdì 22 novembre 2013

Io sono una dei finalisti....






Sono in finale per la sezione poesia
Comunque vadano le cose... io ho vinto!


IL GIARDINO SEGRETO

Cerco di immaginare uno spazio aperto dove lasciare libera la fantasia,
dove poter incontrare, come in un dolce abbraccio, ciò che ho sempre desiderato trovare.
Volo in uno spazio etereo, unita per mano al mio destino, incontrato per caso,
come tutte le cose che si è desiderato ma si è smesso di cercare da tempo.
In questo volo ad occhi chiusi, assurdo e bellissimo, ho trovato ed ho affidato al cuore la mia strada.
Lui mi hai presa sotto la tua grande ala ed io mi sono nascosta,
mi sono avvolta in lui, indissolubilmente, in discreto silenzio 
perché la mia natura è capace solo di poche parole.
Ed in questo viaggio, al di là di ogni possibile sogno, avvengono le cose più grandi.
Mi sono posata in terra, le radici profondamente radicate nel tuo cuore, a divenire gemma, bocciolo, 
per schiudermi all’alba di un giorno d’estate.
Mi sono sentita piccola tra le tue mani, racchiusa come in un guscio, forte e sicuro,
il profumo penetrante del legno, culla di soffice velluto setoso.
Tutto il mio essere vibra in un’unica onda di suoni, armonico rigo di note in crescendo, 
trascinata con te in una terra senza confini, plasmata dai soli  desideri esauditi.
E mi terrò stretta a te, cuore di smalto
e mi lascerò fare, mi lascerò amare, rosa del tuo giardino segreto.
E rosa fra le rose, in un prato che mi è familiare, mi unirò per mano a chi ha saputo ascoltarmi, 
vedermi e capirmi per quella che sono.
Il profumo e l’aria d’attorno si fanno più ora intensi, respiro di te e sono finalmente felice.


lunedì 11 novembre 2013

La voce del vento


Si è sentita fin qui , la voce del vento.
Ha sussurrato qualcosa ed i bambini non l'hanno sentita.
Non ha portato musica, forse i gabbiani in volo hanno sentito qualche nota lontana.
La sua voce era roca, profonda, sgorgava dalle viscere della terra,
e come una cassa armonica si è ingigantita, moltiplicata in lugubri boati di morte.
La voce del vento ha portato via tutto, anche le speranze di chi ancora doveva nascere.
Lei ha chiuso gli occhi ed ha trascinato con se la vita, tutta quella che ha potuto.
Le urla le hanno fatto coro attorno, assieme alle fronde degli alberi strappati dalle loro radici.
La melodia del vento s'è fatta uragano ed ha raccolto anime sparse ovunque, anche quelle per le quali vivere era già una scommessa.
Il vento si è fatto marea ed ha trascinato via i sogni lasciando il nulla dietro di se.
E non è rimasto più niente da bere, solo le lacrime.

Ed ora torniamo nelle nostre case, noi che le abbiamo. Torniamo a riempirci la bocca di parole e di cibo, noi che moriamo nel grasso delle nostre cucine. Torniamo a coprire i figli di quanto più inutile al mondo può esistere, noi che ancora abbiamo dei figli da crescere.
Un vento troppo lontano per essere udito. Fratelli affogati nel mare e nel vento, bruciati nelle foreste, sotto le mine.
Umanità che scompare: domani non sarà che un ricordo disperso nel vento.


martedì 15 ottobre 2013

Parlami d'amore




La morte mi è passata al fianco e m'ha sorriso,
l'ho sentita in ogni battito di cuore, nelle lacrime e nei sorrisi delle persone care.
Avrei voluto fermarla, per un istante, chiederle di parlarmi della vita
ma lei è fuggita via portandosi dietro le mie lacrime.
Ora ho bisogno di pace. Ho bisogno di cure per l'anima. Ho bisogno di un prato di fiori che si muove al silenzio del vento.
Di svuotare i pensieri ingrigiti,  riprendere spazio nella luce del sole, cantare  ed avere dei piccoli sogni da vivere.

Se tu potessi sentire quanto il tempo da poco passato mi abbia segnata, se tu solo provassi a vedere cosa porto dentro il mio cuore. Nascosto, giù in fondo, tanto da non farti capire che soffro.
Non avresti bisogno di voltarmi la schiena, tutte le volte, senza motivo.
Una storia infinita che mi vede sconfitta, ormai senza un possibile appello.

Non ho nemmeno il coraggio di dirti quanto fa male, quanto il silenzio al vetriolo che imponi mi scavi anche l'anima.
Due estranee, due vite iniziate come un dono divino che ormai si allontanano...
Ho provato a chiamarti, ho gridato, ti ho teso la mano in un infinito gesto di tenero amore...

La morte mi è passata al fianco e m'ha sorriso.
Avrei voluto parlarti di me e di quello che provo...
Ma ormai sei troppo lontana.

sabato 24 agosto 2013

Un cuore grande così



La sento ridere ancora,
con la risata propria che hanno i bambini.
La vedo correre sulle ali del vento, libera
...finalmente.
La sento parlare del suo dolore come se fosse un insegnamento e la sento parlare della gioia come se fosse un dono prezioso.

La vedo vestirsi da clown, da mamma, da moglie e da amica e ad ogni cambio d'abito sussurrarmi: "guardami, ancora una volta,  io sono la vita e la vita è parte di me".
La vedo tendere la sua piccola mano verso chi soffre, senza pensare che il dolore l'è dietro le spalle. Avrai tempo di occupartene, magari stasera, magari domani.... domani, quello che hai perso dietro di te.
La vedo poi abbassare le braccia, socchiudere gli occhi e sopirsi all'ombra dei pini marittimi mentre la risacca del mare la porta lontano. Piano, con grande cautela per non farla destare, per non  farla soffrire, solo per lasciarla sognare.

Ti arrivi Annalisa discreto il mio pensiero che si possa solo appoggiare sulla tua guancia, come un bacio leggero,  amica che voli lontano.
Che questo tuo ultimo viaggio ti renda la pace e ti faccia, ancora una volta, sorridere un poco verso di me.
Ti penso Annalisa...e ringrazio ancora una volta di averti incontrata

Joh


Questo che riporto è l'ultimo commento che Annalisa mi aveva lasciato e che ancora non avevo pubblicato.
Grazie anche di questo amica mia.

"Dolce amica, come potevo non venire da te, anche se ho chiuso tutto, e ringraziarti, per le parole, per la tua presenza, per quel che nessuno concede, neanche un parente stretto. Ho convogliato tutto, i fili di energia dettato dal buonsenso di non lasciarmi morire, ma non ci sono speranze di guarire, ma solo di sopravvivere. E questa é la mia unica consolazione. ti abbraccio. E ti porto con me"

Annalisa Orrù, scrittrice e poetessa, paziente oncologica dell'Ospedale di Cagliari ha fondato il gruppo "Abbracciamo un sogno" del quale già vi avevo parlato.
Chi volesse, potrà aiutare a dare un sorriso acquistando il libro scritto da lei e da altri amici oppure facendo una donazione al seguente indirizzo:

Per donazioni al gruppo Abbracciamo un Sogno carta postepay: 5338750228075034 intestata a Maria Dolores Palmas.

Libro "Ti coloro i pensieri"

giovedì 4 luglio 2013

La petite madeleine





Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita… non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madleine. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più… ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di madleine che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

Questo è quello che io intendo come "dare corpo alle parole". Far provare il gusto, l'aroma, la sensazione del cibo attraverso un percorso evocativo che solo, in questo caso, la parola scritta può fare.

E' quanto ho provato a fare nel mio breve racconto sul cioccolato. Far passare, attraverso la sonorità del testo, il gusto, l'aroma, la dolcezza del cioccolato.
Ho scoperto durante la presentazione del libro "Parole di pane" questo testo (la mia ignoranza è grande... leggerò tutta la Recherche per espiare a questa lacuna) e mi sono stupita di quanto fosse simile il concetto che il Grande Maestro stava porgendo al suo lettore.

I sapori sono dentro di noi, così come in noi giacciono i nostri ideali ed i nostri sogni. Basta saperci ascoltare...

Joh



mercoledì 3 luglio 2013

Antologia "Parole di pane"



Finalmente è nato e ve lo presento












Grazie a chi mi ha spronata,
grazie a chi ci ha creduto,
a chi mi ha accompagnata da lontano
ed a chi ha accettato il mio invito.
Grazie a chi c'era, a chi si è commosso, 
a chi mi ha fatto commuovere,
a chi ha condiviso con me le parole

tutte le parole... di pane.

Grazie anche a voi 

Joh

lunedì 10 giugno 2013

Parole di Pane

E' stato concepito con amore, è stato selezionato con cura, ora è pronto per essere messo al mondo....





ANTOLOGIA PAROLE DI PANE
Farnesi Editore



Diana Sganappa e Emma Saponaro, alias Diana&Emma, (DIANA&EMMA
spinte dalla passione per la letteratura, hanno organizzato 
il concorso letterario “Parole di pane”, allo scopo di creare un’antologia di racconti.

Il concorso, patrocinato dalla Provincia di Lecce e dalla Regione Puglia, 
si era proposta di offrire alle persone che amano scrivere l’opportunità di esprimersi nella forma del racconto breve, che avesse ad oggetto un argomento sul cibo

Un mio scritto è stato selezionato .....



La presentazione del libro avverrà il giorno 30 giugno dalle ore 18,00 presso 
l'Associazione libraria "L'Universale"  con sede in Via F. Caracciolo 12 a Roma 


E' un piacere per me condividere anche con voi questa gioia e questa soddisfazione personale


Un ringraziamento speciale va, naturalmente, a chi ci ha creduto, ci ha speso del tempo e probabilmente anche del denaro, l'ha fortemente voluto ed infine l'ha visto materializzarsi.

Grazie Diana e grazie Emma!

Joh










lunedì 3 giugno 2013

Ti devo lasciar andare





Prenderò quello che mi è rimasto di te e ti lascerò andare.
Ti lascerò scorrere con l'acqua del tuo torrente
e ti sentirò nel profumo del tuo maglione trasportato dal vento.
Ti lascerò salire oltre le nuvole bianche o ti lascerò scendere dentro la terra. Ti lascerò andare ovunque tu possa sentirti leggero.
Non penserò più al legame che c'era e non penserò più alla corda che ormai s'è spezzata. Ti lascerò libero dai nodi che ho provato a formare attorno al tuo spirito.
Lascerò che le dita attorno alle tue si liberino della mia stretta e lascerò che il tuo corpo si disintegri in frammenti di sabbia.
Non vorrò più sentire l'eco della tua voce chiamarmi nel sonno e non lascerò che il dolore per averti perduto mi accompagni nelle giornate a venire. 
Voglio renderti libero dalla mia sofferenza.
Mi lascerò dietro alle spalle i ricordi, anche quelli più vivi. 
Ti lascerò andare senza il peso dei miei pensieri.
Smetterò di pensare ai tuoi ultimi giorni, chiuderò gli occhi sulle mie lacrime e non avrò più nella testa il ricordo del tuo ultimo anelito.
Ti lascerò come è giusto che una figlia lasci suo padre in un giorno qualunque.
Ti lascerò ritornare alla luce e se un giorno ti dovessi incontrare ancora una volta, in una vita lontana,
saprò riconoscerti ancora
perchè i gesti d'amore restano impressi in eterno
come eterno è l'amore che sento per te.


domenica 26 maggio 2013

Anche gli angeli hanno ormai le ali spezzate



Io non riesco più a provare tristezza.
Quando vedo certe immagini, quando sento certe storie, non riesco più a commuovermi.
Provo rabbia.
Una rabbia che sale dalle stomaco tramutandosi in nausea.
Perchè quando un bambino muore di una morte così efferata, non ci si può commuovere: si dovrebbe provare lo stesso dolore. Tutti, senza eccezione alcuna. Dal carnefice a te che stai leggendo.
Perchè quel bambino è tuo figlio. E' quello stesso bambino che hai tenuto sulle ginocchia e che hai abbracciato quando, cadendo, si è sbucciato le ginocchia.
Magari fosse stato così anche per lei... solo una piccola sbucciatura di ginocchia.
Invece no. Sei stata massacrata, con crudeltà, con una violenza senza giustificazioni.
Non sento tristezza. Sento le tue urla e provo rabbia. Sento l'odore del sangue e provo disgusto. Sento la tua voce sparire e provo sconforto.
Per te che sei mia figlia e per tutte le altre voci non ascoltate prima della tua.
Non sento nulla.
Perchè è proprio chi ti ha messo al mondo che ti ha portato alla morte. Tua madre, che giace impotente vittima anch'essa di uomini senza coscienza e di donne incapaci di fermare il massacro.
Non provo nulla perchè prima degli uomini siamo noi donne a dover capire chi siamo.
Siamo noi donne che in Africa impugniamo il coltello contro la stessa bambina che fummo.
Siamo noi donne che seguitiamo a nasconderci dietro a quel velo calato fin sopra allo sguardo.
Non riesco a provare dolore se prima di tutti è il  mio essere donna che non lotta per fermare il massacro.
Ed ecco che questi piccoli angeli muoiono fra le mani rugose di un vecchio. Vendute ancor prima di nascere agli stessi bastardi che gli han dato la vita.
Non riesco a provare dolore quando aerei di lusso trasportano gente per bene disposta a pagare per essere i primi a violare il tuo corpo. Uomini colti, uomini al di sopra di ogni sospetto.
Riesco solo a sentire un vuoto ricolmo di rabbia... per aver perso una vita di bimba con te.



Grazie a Sara per avermi segnalato l'articolo
Immagini che non andrebbero mai viste
Grazie a M.V. per avermi fatto riflettere
Reuters

martedì 9 aprile 2013

Fratello sole, Sorella Luna

clicca sul link

(ATTENZIONE!! IMMAGINI FORTI)






"In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse."


Ecco, ora che t'ho addomesticato, 
ora che conosco la tua sofferenza,
ora che sento il tuo piangere uguale al mio,
ora che il tuo cuore ha avvertito lo stesso fremito nell'incontrarsi,
ora che ho visto nei tuoi occhi la stessa luce che ho visto in quelli di mio fratello,
ora che il tuo bene è diventato anche il mio,
ora che non posso pensare ci possa essere un mondo senza la tua presenza,
ora che mi sento colpevole d'esser nato uomo ed averti ferito così tanto
ti chiedo perdono...  
E so che nessuno, tranne te, 
saprà mai perdonare tutto questo dolore.



lunedì 25 marzo 2013

Un premio...



E' un premio.
E' un premio di quelli che hanno un grande valore morale per chi, come me, nel blog ci vive come se fosse una seconda casa. E' il  dono di un'amica Blogger appena trovata. E' strano come certe persone ti si appiccichino ai sensi fin dal primo istante!  Con lei (Sciarada) è stato così.
Questo "regalo" prevede che si raccontino 7 cose su se stessi...
Lo farò per immagini. 
Sono disegni. Mi rappresentano bene, visto che li ho fatti io. 
Sono fotografie di ciò che amo.
Credo che questo sia il miglior modo di farvi capire chi sono... intimamente.



in ogni piccolo gesto è nascosta....



Il ricordo di chi non c'è più


delle donne senza volto



 il sentiero di casa


 il profumo dei fiori



Il profumo delle case di campagna



Mamme, Nonne, Giovani, piccoli e piccolissimi



Ora è un piacere per me passare il premio ad altri 11 Blog:









Uriel


Grazie a voi ed a tutti gli altri Bloggers che in questi anni mi stanno accompagnando lungo questo sentiero che di virtuale, a volte, non ha davvero nulla.
Johakim

mercoledì 13 marzo 2013

Morire come topi



Morire come topi
(clicca per vedere l'articolo)







Non sempre chi uccide è quello che ha spinto il coltello fino in fondo al tuo cuore.
A volte ad uccidere sono le parole.
Quelle scritte nei testi di Dio, quelle che tua madre e tuo padre ti hanno stampato sul tuo corpo fin dal tuo primo giorno di vita.
E tu sai che non hai scelta, piccolo fiore. Tu sai che dovrai onorare tua sorella, tua madre, tuo padre e tutte le generazioni che stanno sopra di loro.
Non hai scampo, piccola anima. Sai che dovrai essere moglie di un uomo qualsiasi. Forse anche ben rispettato, ma pur sempre lontano dall'essere il principe che un giorno, nell'ombra di un portico, t'aveva teso la mano.
Non hai futuro, piccola Venere. Indossa la maschera che ti viene assegnata. Chiudi il sorriso alla luce del sole e sii schiava. Ricaccia i pensieri in fondo alla gola. Impedisci alla mente di provare qualcosa mentre sogni di sentirti le labbra baciare.
Non hai speranza, piccola donna. Tu non sapevi che saresti considerata indegna di camminare per strada, che la tua pelle di pesca sarebbe stata oltraggiata da chi si credeva padrone e che il latte del seno che ti aveva cresciuta sarebbe diventato veleno.
Ed ecco che l'unico modo per uscire senza più veli, per non dover cedere l'anima ed il corpo ad un uomo che tu non hai il disgusto di amare, è quello di cessare di vivere. Tu, che non hai ancora compiuto vent'anni, tu piccolo essere che sei nata nel posto sbagliato, tu hai avuto il coraggio di mettere fine alla tua giovane vita. Nel peggiore dei modi, soffrendo, sentendo il tuo corpo dividersi in pezzi e bruciare assieme al veleno.
Due vite vissute in uno spazio di tempo brevissimo, che finiscono in una pozza di sangue.
Uccise dallo stesso veleno per topi, l'una fra le braccia di un padre che forse avrebbe capito, l'altra nel buio del tempio, con addosso il macigno di un senso di una colpa che non esisteva.
Due donne, ancora bambine, ancora una volta uccise per mano di un destino già scritto.

Facciamoci onore oh donne! Facciamo che il destino di queste fanciulle possa ancora cambiare. Uniamoci contro il potere malato che vuole farci tacere ma soprattutto insegniamo ai nostri bambini il rispetto dell'altro!
Facciamo capire a chi sta crescendo che c'è chi ha il coraggio di uccidersi per poter essere libero! Che esiste una parte di mondo che non legge, non scrive e non è destinato ad amare nessuno! Che c'è chi non potrà scegliere cosa mettersi il giorno del suo matrimonio ma dovrà chiudere gli occhi a qualcuno che potrà solo farle del male! Che in una terra nemmeno tanto lontana, c'è chi non ha il diritto di provare piacere nè su se stessa nè tanto meno assieme all'uomo che ama! Che esistono donne la cui vita è stata negata, spezzata, offesa e tagliata. Chi spiegherà a quei bimbi che ancora devono crescere che esiste una legge divina che può negare la vita a chiunque abbia un nome di donna!
Insegnate ai bambini l'amore, l'uguaglianza e il rispetto. Fatelo in fretta, vi prego! Insegnategli a piangere per qualcosa di serio!
Ora, guarda per un istante in alto nel cielo: due giovani anime stanno volando sopra di te.

mercoledì 6 marzo 2013

Solidarietà e Partecipazione




Non importa se stai uscendo per divertirti o se stai commemorando una data importante.
Ricorda  di condividere.
Ridi assieme a lei, piangi,
ubriacati di parole senza senso, 
canta e abbraccia colei che ti sta al fianco.
Sappi che lei non è diversa da te. Stesso corpo, stesso cuore e stessa anima. 
Solo una vita diversa ma è tua amica, tua madre e sorella.
Abbracciala e corri con lei per le strade.
Fatti riconoscere per quello che sei, con i tuoi vestiti a fiori, con i tuoi capelli al vento 
e con la  tua voglia di piangere cucita nelle tasche del cuore.
Riempi le strade, i negozi e le case del tuo sorriso. 
Non importa se oggi  è una data da ricordare con le lacrime agli occhi. 
Tu sii partecipe, sii fiera di essere donna ma ricorda solo di esserlo sempre. 
E' inutile dire che non dovrebbe esistere un particolare giorno dell'anno per ricordare a qualcuno che hai gli stessi diritti di un'altro, 
che nessuno può usare il tuo corpo come fosse uno straccio, 
che hai facoltà di scegliere la vita che vuoi, il compagno che ami, l'istruzione ed il lavoro che hai sempre sognato,
che nessuno può toglier di mezzo con un colpo di forbici il tuo essere femmina,
e che nessuno può arrogarsi il diritto di nasconderti dietro ad un velo.
Ma se questo giorno del mese di marzo potesse servire a dedicarti un pensiero 
e se questo pensiero potesse descriverti, oh donna, saresti il più bello dei rami di acacia.
Ecco, questo è il regalo che oggi, insieme a tutte le donne del mondo,  ho scelto per te.