venerdì 30 gennaio 2009

l'energia.. l'amore...la condivisione




La pace .... come acqua tiepida che ti avvolge, liquido materno ....profondità dell'animo umano. In queste acque non sono sola.... riposo, c'è chi veglia su di me.

domenica 25 gennaio 2009

Nella stanza dei ricordi




Mi sono trovata da sola con i ricordi.
Ad occhi spalancati, per non perdere nemmeno un granello di quella polvere, per non lasciare nulla, per non dimenticare.
Sono salita su di una grande scala e con lentezza, con parsimonia, con meticolosità, ho letto uno per uno i titoli dei libri riposti sugli scaffali. Ognuno di loro ha la propria storia, non già di chi racconta, ma di chi si è perso fra le sue righe.
Avverto le sue mani che sfogliano, prendono appunti.... tracce di vita, cartoline, foglietti e dediche.
Tutti hanno una collocazione precisa, non ci si può sbagliare: autori, temi, contesti... tutti ben allineati.. i colori delle copertine e l'odore della fantasia spalmato su ognuno di loro.
Attimo dopo attimo, con movimenti che si fanno sempre più convulsi, faccio scivolare lo sguardo e con decisione raccolgo tutto quello che posso in tante piccole scatole.... sto imballando la memoria di mio padre....
Dove mi giro trovo tracce... segni.. simboli della sua vita.
Una collezione di bastoni da passeggio, scatole di sigari mai fumati ancora chiusi in cofanetti di legno, i piccoli oggetti raccolti sulla mensola con metodicità quasi maniacale.... un pescatore, una livella, un melograno....
Apro le pagine del suo diario, con il timore di chi guarda dalla fessura di un portone per curiosare nel giardino di un'altro. Attimi di vita, trascorsi, passati, vissuti....scriveva...ed aveva la mia età.
Qualcosa mi chiama, dietro la schiena, qualcosa mi invita ad ascoltare. Controllo che tutto sia a posto, spolvero la vecchia testina soffiandoci sopra... proprio come faceva lui. Il piatto inizia a ruotare, prima lentamente, con difficoltà... poi con decisione, ritmicamente .... a 33 giri.
Le note si diffondono nella stanza. Ohhhhhhhhhhhhhh questa la ricordo! Inizio a cantare, come se le parole fossero state impresse a fuoco nella mia memoria, decise, indelebili, profonde come i suoi pensieri.... quelli che non si trovano più.
E allora ballo,
ballo alla vita... ballo a dispetto dell'amarezza che mi ha pervaso, ballo per chi non ha mai provato così tanto, ballo per chi non potrà mai sentire.
Polvere e suono si mescolano, anima e corpo si uniscono, padre e figlia si incontrano.
Lui è entrato al richiamo della musica. Mi ha sorriso.... e questo mi basta.

mercoledì 21 gennaio 2009

Ancora pensieri sparsi



La neve ancora scricchiola sotto le scarpe al mattino quando ancora nessuno osa percorrere i vialetti sotto casa.
Buio oltre le finestre, gente ancora sopita nel caldo abbraccio delle coperte, ascolto il caldo vapore uscire dal mio corpo.
Tutto è ammantato, silente, fiabesco.
Una nebbiolina densa e gelida avvolge gli alberi, anziani guardiani della vita che passa.
La mente intirizzita è scaldata dai pensieri, che uno dopo l’altro si spingono a vicenda per raggiungere una coscienza apparente.
Sorrido sbuffando da sotto la sciarpa….

Immagino per qualche istante brandelli di vita, percorsi, parole ed emozioni cercando di dipingerne un profilo, un contorno vagamente reale che possa abbracciare un mondo lontano.
Fratelli nell’anima, gente diversa ma indissolubilmente ramificata nei meandri del mio essere.
Vagabondi in cerca di verità, viaggiatori delle terre oltre confine, vibrazioni di armoniche melodie.
Parole e memoria di una vita recente ma incredibilmente profonda, retaggio di un passato comune.

Ancora a voi…..

Giovane donna, rinata a nuova vita. Grande è la fiamma che arde nel tuo cuore. Cerchi verità nascoste nel profondo dell’umana realtà sapendo che solo attraverso l’amore è possibile toccarne le corde e farla vibrare.
Dolce e tenace, l’amore per la vita traspare, visibile oltre le dune di caldi deserti. Alba e tramonto, antichi linguaggi riscoprono le carte che già nelle tue mani trovano un senso compiuto.
Ho colto il tuo sorriso, la tua gentilezza ed i sussurri discreti. Vicina a te ovunque vorrai andare, materna presenza.

Da dietro le spalle, sento la tua voce, a tratti disperata, come se il lento vagabondare nel cosmo ti avesse impresso a marchi di fuoco un destino intricato. Ora uomo, unito nella gioia di un amore concreto, ora oscuro viandante dalle arcane parole.
Lascio a te una goccia di miele, forza e dolcezza, un pensiero d’infanzia.

C’è una piccola anima, non lontana dalla mia terra gelata. La sua eco mi giunge dalle cime innevate, le sue grida arrivano dentro al mio cuore. Vorrei lasciarti le pagine di un diario, talvolta bianche, talaltre riempite coi colori del mare. Vorrei insegnarti qualcosa, magari ad amare questo mondo malsano. Perché ogni istante è prezioso, ogni cellula è parte della nostra vita ed ogni battito del cuore si ode fin oltre le stelle.

Ed infine tu, uomo disperso in cerca di pace, cacciatore di frodo, riflesso nelle acque profonde dei laghi. Percorsi dentro la terra, viscere urlanti, maestro di un consapevole trasformismo, umana dicotomia, androgino errante. Ti sei fermato a guardare oltre le colline, mi hai teso la mano, Ho provato un conforto infinito. Poche parole, aggiunte nei momenti più veri, custodisci questa mia piccola fonte di luce, fievole lanterna ma inesauribile come le stelle, ad illuminare i sentieri più bui, tepore nelle notti di gelo.
Resterò ad osservare, discreta compagna, sorella in un destino che ci unisce profondamente.


Vorrei darvi molto di più…. vorrei stringervi a me in questa fredda mattina, dove i passi si perdono altrove. Ma questo è quello che ho…parole, pensieri, amore.
Cammino e sono felice.

sabato 10 gennaio 2009

Orme di sabbia





Esiste un luogo nel quale il tempo s'è fermato.
Strade ricoperte di polvere, il deserto si sta infiltrando nelle fessure dei muri ingialliti.
Odore di polvere e polvere che ricopre ogni cosa, i tronchi d'alberi pietrificati, le pietre di vecchi pavimenti sotto ai portici lungo l'unica strada principale, gli abiti che mai hanno avuto colore.
Merce esposta in vendita da mesi accatastata alla rinfusa, piccoli locali scuri, odore di spezie rafferme.
Gente stipata in piccoli pullman che sfrecciano pericolosamente sull'asfalto bollente, le tuniche lunghe ed i capelli impomatati da brillantine del dopoguerra.
Donne che si riconoscono solo attraverso la fantasia e lo spiraglio lasciato sugli occhi, sguardi rivolti alla terra, disperse fra tante creature.
L'odore del mare ed il vento scuotono l'animo, solo una voce lontana inneggia dalle torri il nome di un dio straniero.
Eppure la calma, questa strana sensazione di calma gelatinosa mi ha fatto star bene. Mi ha cullata nel giorno della nascita di un profeta facendomi toccare le stelle da vicino, io piccolo granello di sabbia in questo deserto senza confini.
Sono tornata nella culla del mondo, ho lasciato che le mie origini si impregnassero del profumo dei cedri, ho permesso ai miei sensi farsi pervadere dall'odore dell'ambra ed ho condiviso il respiro lento, dolce, immenso, delle genti del sud.
Ho vissuto ogni istante, frazione di secondo, battito di ciglia.
Ora ho aggiunto un'altra tessera al mio mosaico. Ora so da dove vengo e dove voglio andare.