martedì 25 novembre 2008

UN ANIMA SOLA

Scritto da una "bambina" sola: omaggio a Roberta.

Tutto questo silenzio è come una pagina bianca.

Si potrebbe dipingere di colori o di parole, fermarvi, a mò di piccola nota, un attimo, uno dei tanti che scorrono verso l'irreparabile.
Non ho da dire perchè forse è giunto il tempo di ascoltare.

Ho visto un film l'altro giorno.
Una bambina ascolta una favola di uomini chiusi in una caverna che non hanno mai visto il mondo reale ma solo le sue ombre proiettate sul muro della caverna.
Allora a un certo punto la bambina dice:...e tutti si innammorano del cane finto....
Perchè? - Chiede la mamma -
...Perchè non ne hanno mai visto uno vero!

Ho spento lo schermo ed ho pianto.

Perchè quella bambina sono io, quella lucida consapevolezza sono io.
Lei che ha pianto in me cerca i miei abbracci per potersi consolare, per potersi nascondere. Ha paura perchè nessuno l'ascolta così ha imparato a rendere sommessa la sua disperazione, espiata in un cerchio magico che la rende invisibile ai più.
Lei stessa è un ombra tra le ombre.

Ho paura Johakim, ho paura per lei e per me.

domenica 23 novembre 2008

LA POESIA, I SUONI, LA MUSICA





Premessa

Il poeta riesce ad accelerare o a rallentare i battiti del cuore di chi legge le sue poesie. Si può passare dall' allegria alla nostalgia, dalla gioia alla tristezza, al rimpianto. La poesia è nata per esere letta, cantata o recitata. Essa è un arte fatta di tempo, come il canto, la musica, la danza ben diversa da quelle arti fatte di spazio, come la pittura, la scultura, l'architettura, i cui ritmi sono scanditi da distanze misurabili e non con l'orologio o il metronomo.

La musica, quella vera, sorella della poesia ci entra dentro. Vibrando, le note si espandono dentro di noi, portandoci ad un livello di consapevolezza superiore.

E lucevan le stelle....
ed olezzava la terra...
stridea l'uscio dell'orto....
e un passo sfiorava la rena...

Entrava ella fragrante,
mi cadea fra le braccia...
Ho! Dolci baci, o languide carezze,
mentr'io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d'amore...
L'ora è fuggita...
E muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!...

Com'è stato facile piangere al suono di questa musica.....
Grazie Daniela D., grazie Fabio A.!






venerdì 21 novembre 2008

UN PENSIERO PER CIASCUNO DI VOI



Frasi, pensieri, piccoli doni. Ad ognuno di voi un piccolo pensiero. Scegliete quello che più vi piace. Io... so a chi sono destinati...
"E' bene prendere la ferma decisione di fare buon uso della vita che abbiamo, un beve istante luminoso simile a quello in cui il sole fa capolino fra le nubi"

"La nostra coscienza fa propri tutti questi ruoli e ben altro ancora: l'eroe, l'innamorato, l'eremita e il dittatore, il saggio ed il folle"


"Purtroppo non riconosciamo la natura vuota delle parole e ci fissiamo su di esse come se fossero qualcosa di reale. E' così che parole gradevoli ci rendono felici e parle sgradevoli ci contrariano, mandandoci in collera. Queste reazioni sono un segno del fatto che crediamo nella realtà delle parole"

"Le cose più importanti della vita non sono nè straordinarie nè grandiose. Sono i momenti in cui ci sentiamo toccati gli uni dagli altri"

"La vita è fragile proprio come la rugiara del mattino delicatamente appesa ai fili d'erba, in goccioline di cristallo che la prima brezza mattutina spazzerà via"

"Raggiungere uno stato di libertà interiore rispetto alle emozioni non significa essere apatici o insensibili e neppure che l'esistenza diventi per questo insipida. Semplicemente, invece di essrere di continuo in balìa dei nostri pensieri negativi, dei nostri umori e del nostro temperamneto, ne saremo diventati pradroni"


"Il mondo reale è al di là dei nostri pensieri e delle nostre idee. Noi lo vediamo attraverso la rete dei nostri desideri, essendo divisi tra piacere e dolore, bene e male, interno ed esterno. Per vedere l'Universo com'è veramente, dovete passare oltre la rete. Non è diffile perchè è piena di buchi"


"Per ridurre la sofferenza, dobbiamo operare una distinzione cruciale tra il male vero e proproio e quello che noi stessi generiamo al solo pensarci. La paura, la rabbia, il senso di colpa, la solitudine e l'impotenza sono tutte risposte mentali ed emotive che intensificano la pena"


"A mano a mano che, di nostra spontanea volontà, penetriamo nelle varie zone di paura, debolezza e insicurrezza che racchiudiamo in noi stessi, scopriremo che i loro muri sono fatti di menzogne, vecchie immagini di noi stessi, paure ancestrali e false idee di ciò che è puro e di ciò che non lo è"

venerdì 14 novembre 2008

INCONTRI




Non mi capita mai, giuro non mi capita mai di andare in centro. Se proprio ci devo andare è perchè mi ci portano a forza.Odio il caos, odio la ressa ed odio i tubi di scarico delle auto. Non vivo in campanga, ma la mia citadina ha ancora il culto del verde: numerosi i parchi, i bambini hanno spazi enormi dedicati a loro ed il mio cane può correre libero nei prati senza che nessuno me lo investa. Ad ogni modo, mio malgrado, questa mattina ho preso la metropolitana per andare in centro. Caldo, pioggia, gli ombrelli che impicciano, gente che corre di qua e di là ed io che nemmeno so da che parte si oblitera il biglietto: faccio rallentare la coda perchè proprio il cartoncino non lo metto per il verso giusto (qualcuno mi insulta ....). Prendo la metrò al volo (fortuna che sono al capolinea altrimeti di sicuro sarei scesa dalla parte sbagliata..) e mi siedo nel posto d'angolo, quello comodo dove ti puoi sorreggere alla sbarra e non essere sballottata sulla persona che ti siede a fianco. Dopo due fermate sale un uomo, un signore distinto di circa 70 anni. Non c'è posto a sedere e lui si guarda in giro ma con indifferenza, senza pretendere nulla. Mi alzo e gli chiedo si sedersi al mio posto. Lui sorride, due grandi occhi azzurri, e mi prega di accoodarmi (sono una signora e non sia mai che lui prenda il posto di una dama...). Ribadisco di sedersi sorridendo e lui di nuovo ripete che non è il caso. Ridendo grido "giù cuccia!" e lui.... arrendendosi alla mia tenacia si siede dicendo "come cambiano i tempi!". Ridacchia, mi guarda.... ricambio il sorriso, abbasso gli occhi. Mi dice dopo qualche minuto: "Noi due ci reincontreremo" Lo guardo... sorrido.. e rispondo "prima o poi tutti ci dobbiamo reincointrare!" Mi guarda, gli occhi azzurri sorridono dolci.. "No, signora mia, in questa vita .. è in questa vita che ci reincontreremo".... Ed io capisco che è vero..
E' la mia fermata, lo guardo ancora, e lo saluto. Lui alza la mano e mi accenna un saluto, come fanno i bambini e gli occhi seguitano a sorridergli.

Non prendo mai la metropolitana... la detesto, ma oggi è un giorno speciale, oggi ho incontrato gli occhi di un vecchio che mi hanno riconosciuta. Lo rivedrò, ne sono siciura. Io e lui abbiamo ancora tanto da dirci.
Grazie Milano!

domenica 9 novembre 2008

MIMESI



Ho aperto il mio cuore, ho esposto il mio lato sensibile, ho lasciato che le parole scorressero alla velocità del fulmine, ho detto quello che si poteva dire con pochi segni.
Io sono anche questo: sincerità assoluta, un bicchiere d'acqua limpida, nessun rovescio della medaglia. Prendere o lasciare. Sono anche quella che fa domande, scava, cerca di comprendere restando sopra le pieghe del cuore, senza penetrare troppo per non far male. Matto anch'io -certo- giornate in cui mi lascio travolgere dai canti e dai colori del mondo, grida, giochi, danze, senza vergogna mi trasformo in qualcosa di diverso... e resto a guardare affacciata ai miei occhi le persone: volete questo?.....ecco.... vi accontento. Che faccia farebbero se sapessero cosa si nasconde dietro le vesti del matto. Poi, arriva il momento di sedersi in mezzo alle colonne e diventare Johakim. E allora parlo, lascio fluire il viola, non ascolto la mia voce.. tanto non saprei ripetermi. C'è qualcuno che capisce? C'è qualcuno che vive allo stesso modo? Mimesi, questo dovrebbe essere il mio nome... perchè nascosta in me vive un'altra essenza. Sono Johakim, sono quella che ascolta, sono quella che bussa alle porte altrui e chiede di poter ascotare. Non parlo, scrivo. Scrivo della mia vita e della vita altrui. C'è qualcuno che si volta a vedere dove sono quando mi accorgo di sentire i vostri pensieri? Equilibrio, un piede avanti all'altro, con rettitudine, ma pur sempre col cuore in mano. 
Quello non si getta. Quello è Stefania.

mercoledì 5 novembre 2008

Su di un filo di seta




Sono come sospesa su di un filo di seta. Il mio equilibrio dipende dalle vibrazioni che vengono impresse su di esso. A volte mi tengo per mano a chi passa di fianco a me cercando di camminare verso la stessa direzione e a volte uno di noi vacilla facendo indietreggiare l’altro. Eppure i pilastri sui quali poggia questo filo sono solidi, ben piantati nella terra. Nulla è riuscito a minarli: i rimorsi, i pianti, le paure o i silenzi. Solo il vento, quello che soffia dalle nostre anime, impetuoso, ci ricorda quanto è difficile non guardare in basso e rimanere sbigottiti dall’altezza, scivolare nel nulla e disperderci. 
Abbiamo chiuso gli occhi per non vedere, fidandoci unicamente della nostra volontà. 
Bisogna imparare a slegarci dalla nostra paura o dai nostri sensi di colpa e lasciare che il soffio ci guidi. Resto pervasa da un terrore folle, paura che il domani non possa essere disegnato dai miei pensieri e con i miei colori, unici, concreti, firme di pittori naives. 
Pace, ho bisogno bisogno di pace. La forza non mi manca e non manca perché questo è il tempo dell’ESSERE: essere vita nella vita e la chiarezza di questa nuova forma è ben impressa in me. 
 Ho preso questo filo sottile sul quale sto camminando e l’ho ritorto, ritorto ancora, indissolubilmente attorno a me per proteggermi da ogni caduta. 
Intanto cammino … e non mi volto indietro