martedì 3 giugno 2014

Bisogna aver coraggio

Bisogna aver fede e coraggio.
Bisogna credere che qualcuno possa sedersi e ascoltare con attenzione le cose che scrivi.
Fede nel credere che ciò che imprimi nelle parole possa smuovere sentimenti condivisi e coraggio nel metterti in gioco, sempre.
Aver fiducia che il tuo amore verso la poesia e la narrazione siano le sole armi con le quali colpire il cuore delle persone.
Quando poi ti viene riconosciuto un merito inatteso... la gioia che provi deve essere necessariamente condivisa con tutti perchè non c'è nulla al mondo che mi appaghi come il sapere che una parola possa accarezzare qualcuno e renderlo, anche solo per un istante, felice con me.






Motivazioni della giuria: "Un poetare carico di tensione emotiva trasporta chi legge attraverso le bassezze di un mondo che nasconde le disgrazie di tanti sotto un velo di silenzi e di ricchezze prive di senso e “l’umanità che scompare domani sarà solo un ricordo disperso dal vento”.


"La voce del vento"


Si è sentita fin qui, la voce del vento.

Ha sussurrato qualcosa ed i bambini non l'hanno sentita.
Non ha portato musica, forse i gabbiani in volo hanno sentito qualche nota lontana.
La sua voce era roca, profonda, sgorgava dalle viscere della terra,
e come una cassa armonica si è ingigantita,
moltiplicata in lugubri boati di morte.
La voce del vento ha portato via tutto,
anche le speranze di chi ancora doveva nascere.
Lei ha chiuso gli occhi ed ha trascinato con se la vita, tutta quella che ha potuto.
Le urla le hanno fatto coro attorno, 
assieme alle fronde degli alberi strappati dalle loro radici.
La melodia del vento s'è fatta uragano
ed ha raccolto anime sparse ovunque,
anche quelle per le quali vivere era già una scommessa.
Il vento si è fatto marea ed ha trascinato via i sogni
lasciando il nulla dietro di se.
E non è rimasto più niente da bere, solo le lacrime.
Ed ora torniamo nelle nostre case, noi che le abbiamo.
Torniamo a riempirci la bocca di parole e di cibo,
noi che moriamo nel grasso delle nostre cucine.
Torniamo a coprire i figli di quanto più inutile al mondo può esistere, 
noi che ancora abbiamo dei figli da crescere.
Un vento troppo lontano per essere udito. 
Fratelli affogati nel mare e nel vento, bruciati nelle foreste, sotto le mine.
Umanità che scompare: domani non sarà che un ricordo disperso nel vento.