lunedì 30 dicembre 2013

Un piccolo passo verso l'anno nuovo





Per l'anno che viene mi auguro
di esser capace di perdonare 
di avere il bisogno di amare ancora per molto
di vedere i miei figli sorridere 
Mi auguro un inverno come un altro
ed un estate nemmeno tanto diversa.
Vorrei sentire il profumo delle viole mischiato al sapore dei baci
vorrei un pò meno cibo e molta più voglia di correre. 
Vorrei guardare oltre i confini del cielo e veder le persone che ho amato sorridermi
Per l'anno che viene mi auguro di trovarvi al mio fianco, tutti, 
a tenermi ancora per mano

Con tutto il mio cuore
Buon Anno a tutti

mercoledì 11 dicembre 2013

Un principio fondamentale di libertà

Ciò che si è conquistato, non vada mai messo in discussione



Questo è un principio di libertà universale.
E quando sento e leggo certe cose, non posso fare a meno di mortificarmi, profondamente, pensando che basta davvero poco per veder sfumare davanti agli occhi anni di lotta, di ideali, di sofferenze inflitte soprattutto a noi donne.

Ma la sofferenza è ancor più profonda quando vedo che questi ideali, per un gioco di potere che ancora stento soprattutto ad accettare, vengono vanificati proprio dalle donne stesse.

Stiamo tornando indietro di 40 anni. Siamo ad una svolta  che ci vede implodere per ritornare al punto di partenza.
Noi siamo un popolo di pecore. Non di agnelli innocenti. Siamo un popolo di pecore capace di farsi abbindolare dai media, dalle pubblicità, dai facili guadagni, dalla bieca ipocrisia cattolica dove il perdono è all'ultimo posto nella scala dei valori.

Stiamo lasciando che le nostre conquiste si perdano in nome di una finta coesione territoriale, in nome di una patria che ha smesso di essere culla di una qualsiasi minima civiltà.

Abbiamo lasciato loro un terreno fertile. Ci stanno facendo credere che qualcosa sta cambiando...

Meditate, gente.... meditate


clicca sul link e preparatevi ad inorridire



domenica 1 dicembre 2013

UN DONO DA SCARTARE



Ho un regalo nel cassetto,
custodito con cura, giù in fondo, lontano dagli sguardi indiscreti.
Ogni tanto lo tiro fuori, lo guardo, sorrido al luccichio della sua carta dorata,
malgrado gli anni trascorsi siano scivolati lenti sopra di lui.
Potrei aprirlo e togliermi questa sorpresa una volta per tutte invece di osservarlo ogni volta con la  stessa curiosità,
ma poi penso che finirebbe lo stupore e l'ansia dell'attesa,
così lo ripongo giù in fondo, anno dopo anno.
Sarei curiosa di scartarlo, penso ad alta voce ogni anno a quest'ora.
Ma se poi non trovo ciò che desidero?
Le aspettative mi fanno male, fanno male a tutti,
ed è per questo che preferisco nascondere il pacchetto alla mia ed alla curiosità degli altri.
E' piccolo.
Scivola bene in fondo in fondo dove il buio è più cupo.
Lo  incastro fra le sciarpe di lana, così che non possa sentire freddo,
dove nessun refolo d'aria lo riesca furtivamente a portare lontano da me.
Quando le giornate si accorciano, in questo mese d'avvento,
il mio regalo nascosto inizia a brillare.
Prima  di un colore tenue, pallido come il sole di questa stagione.
Poi, poco alla volta, qualche nota più luminosa inizia a farsi vedere.
Raggi colorati escono dalle fessure del legno ed è allora che mi ricordo di lui e di quanto sarei curiosa di aprirlo.
Ogni Natale accade la stessa magica cosa nella camera dove nascondo il mio regalo segreto.
Piccoli lampi di sole mi chiamano,
mi faccio prendere dal loro fascino tutte le volte e tutte le volte resisto.
In piedi, davanti a questo cassetto, nella speranza di trovarci il regalo che ho sempre sognato.
Non lo aprirò quest'anno, tanto meno negli anni a venire,
nella speranza che un giorno, anche non a Natale, questo pacchetto finalmente si apra da solo,
o che svanisca insieme alla neve nel nulla con me.