martedì 18 febbraio 2014

Le voci del deserto



(foto A. Harper)


A volte le voci si disperdono, 
come un granello di sabbia nel deserto.
Le senti in lontananza incalzare, sopraffarti, 
come farebbe un pugno nello stomaco.
Le voci del deserto parlano altre lingue, ma il dolore è universale.
La sabbia scivola sulle loro piccole palpebre ormai distrutti dai raggi del sole.
Non c'è riparo durante la notte. 
Pochi stracci addosso incollati assieme al sudore,  quello dei bambini che scappano.
Generazioni buttate al macero assieme alla loro carne, 
nemmeno i cani la vogliono più.
Nei sogni tempeste di fuoco.
Due piccoli piedi ed un cartoccio di vita avvolto nelle sue mani. 
Ti stupirebbe sapere di quanto può essere bello il mondo la fuori!
Ci sono prati cosparsi di fiori. Ti è mai capitato di correrci sopra?
Oltre la sabbia rovente c'è un mare che ha il color del cristallo. 
Potresti tuffarti, giocare con l'acqua, cadere senza farti del male 
e schizzare la gente che cammina al tuo fianco. 
Ti sembra possibile ridere?
Dovresti sapere che, oltre il deserto di sangue c'è un mondo diverso dove puoi crescere.
Vorrei poter scriverti addosso un futuro diverso.
Ma è l'assurda follia di un mondo che ha smesso di avere speranze
e muore in mezzo al deserto, ogni giorno, un poco con te.