mercoledì 13 ottobre 2010

Basta poco... ma è moltissimo




Le scatole in un angolo, la polvere depositata sui vecchi libri e dentro le pagine, proprio all'inizio, il marchio con la stella, il ricordo di chi non c'è più.
Lui usava timbrare tutti i suoi libri, con le sue iniziali. Non li imprestava facilmente ma quando lo faceva, voleva essere sicuro che gli ritornassero indietro e che quindi fossero riconoscibili.
Li ho messi via tutti , aprendoli ad uno ad uno (per fortuna la libreria è piccolina...). Dentro ho trovato, come al solito, cartoline e foglietti con dei piccoli appunti, foto e commenti scritti a matita. Mai come nei libri la memoria di mio padre resta viva...
E poi i piatti di legno d'ulivo, la raccolta dei coltellini svizzeri marchiati a fuoco col pirografo da lui e dai suoi nipotini. Alcuni piatti della bisnonna, le pentole di coccio e le lenzuola ancora nuove perché in montagna, chissà perché, si usavano da anni sempre le stesse, quelle a righine, quelle calde.
Ho imballato tutto quello che era necessario portar via, velocemente, per non fissare il pensiero su quello che stava rappresentando quel gesto.
Fuori la nebbiolina fredda avvolgeva le case, l'erba e gli abeti ma il mio cuore prima di tutti.
Ho chiuso il capitolo. Ho chiuso la porta ed ho portato via i ricordi e l'anima.

Tornando però ho sentito bisbigliare qualcosa all'orecchio. Come un fruscio sommesso di parole, e queste parole m'hanno guidata.
Non credo nel destino ma in questo periodo tutto quello che sta accadendo sembra abbia una sua precisa ragione di esistere. Non credo negli angeli ma credo nella forza interiore della nostra volontà e del nostro essere aperti e positivi alla luce. In questa luce io ho sentito il mio nome, sussurrato dapprima e poi inciso a chiare lettere, marchiato a fuoco. E dove c'era una lacrima è cresciuto un giardino fiorito e dove c'era sconforto è cresciuta la volontà... e che gioia vederla crescere, muovere i primi passi ed ora correre incontro al vento!
Ed in questo cesto di parole è arrivata come un regalo. Ha aperto la sua bianca porta al mio passaggio, ha lasciato entrare il mio viso raggiante, mi ha guardata e m'ha invitata ad entrare.
"Sono tua", le ho detto... "prendimi!"

Ecco, quello che ho tanto sognato è diventato realtà. Non per quello che è nel suo essere "vera", ma per il significato che ha rispetto al mio essere "nuova".
E' un regalo: sofferto, strappato, implorato.
Non è il cemento, non sono i mattoni né il tetto, non sono le porte dipinte di bianco e nemmeno la finestra sul cielo. E' il mio essere forte e decisa, il mio aprire la mente ad orizzonti diversi, l'aver imparato a parlare, l'aver accolto i consigli con gioia, il voler condividere senza egoismo, l'aver imparato il perdono.
Amici... questa è ... casa nuova.

martedì 5 ottobre 2010

Ciao




SMILE


Ti devo salutare e non riesco a sorridere.
"Ciao, ti ricordi di me?"
"Si, ricordo quando ancora per strada chiedevi quanto tempo mancava per raggiugermi"
"Mi dava noia la macchina, le curve mi facevano star male..."
"Poi salivi le scale. Lo so, l'atrio è sempre stato freddo ma appena arrivata dentro il tepore riusciva ad avvolgerti e tu cambiavi colore"
"Sai... tu avevi un profumo inconfondibile...un misto di acqua fresca, cera d'api e abete. Sarà difficile scordarlo"
"Non devi scordarlo, devi poterlo tenere dentro"
"Poi ricordo che ti sistemavi sul letto, quello in alto, perchè ti faceva sembrare più grande"
"Si, potevo vedere le cose da una prospettiva diversa e poi mi piaceva così tanto scendere e salire dalla scaletta di legno..."
"Al mattino il termometro scendeva sotto lo zero ma tu, nel tuo pigiama rosa sembravi non farci caso. Eri emozionata. Non vedevi l'ora di scendere lungo le piste".
"C'era il profumo della cioccolata calda ed il sapore del latte, quello appena munto. I biscotti al burro ed il pane nero. Poi ero pronta.Volevo essere la prima a scendere. Non volevo che il mantello della montagna fosse segnato, offeso, violato da altre persone. Volevo restare da sola nel bianco. Volevo essere il primo puntino colorato ad imbrattare la neve".
"Sono passati tanti anni eppure qui dentro tutto è rimasto come una volta"
"Lo so. E nulla cambierà. Solo ci sarà qualcun'altro al posto mio. Ma tu stai tranquilla... non ti faranno del male"
"Digli di non strapparmi il legno dalle pareti e di non calpestarmi con troppa violenza"
"Proverò a chiedere di avere cura di te"
"Sai, le case hanno un anima. Qui dentro non ci sono solo mobili e scaffali. Ci sono frasi, pensieri ed abbracci . Ci sono tre generazioni di uomini e donne. Ci sono bambini che hanno inseguito dei sogni, inventato le favole e sognato di boschi incantati".
"Erano i racconti, che dentro di te prendevano corpo, fate e folletti si nascondevano dentro gli armadi. La voce del narratore è ancora viva dentro di me"

"Dimmi che mi potrai perdonare...Dimmi che hai capito che non posso fare altrimenti... Dimmi che quando vorrò tu sarai li a sorridermi, dimmi che c'è qualcuno a guardarmi e non mi porta rancore. Dimmi ancora che non faccio uno sbaglio, che non sto dando via la mia vita ma solo un ricordo. Dimmi che le lacrime che sento cadere domani smetteranno di darmi dolore. Dimmi che ... mi vuoi bene"
"Tu sarai sempre con me. Non stai facendo del male a nessuno. Io sono qui. Le mie fondamenta non smetteranno di esistere. Sono con te, dentro di te. Forte e sicura come la roccia, tenera e calda e come il legno d'abete. Tu sei nel sentiero che porta al torrente, sulla soglia di casa, nel pendio innevato e sulle fronde degli alberi. Sei qui, con me ed io ti tengo per mano.
Tutto ha un inizio ed una fine, almeno le cose hanno questo destino.
Tu ... io ... non ci perderemo mai ...
solo ora, ti prego
"sorridi"
....


lunedì 4 ottobre 2010

Succo di emozioni


Ho provato ad assaggiarmi e mi sono accorta di avere un gusto diverso. Come se la mia pelle si fosse modificata, si fosse addolcita ed avesse acquistato l'essenza di dolci sapori, zucchero e miele d'acacia, morbida crema e vaniglia d'oriente.
Ho sentito il profumo del mio divenire, nascere, crescere e farsi realtà, spremuta di un passaggio di dolci emozioni cotta sul fuoco di una pagina nuova.
Ho dato uno sguardo al passato. Non lo faccio spesso. Però mai come quest'anno la certezza di essere cambiata, di aver compiuto dei passaggi mi ha obbligata a fermarmi ed a pensare a quanto sia stato importante quest'ultimo anno. Ora so di poter guardare alla pienezza del mio presente, sentirne i profumi e coglierne i frutti.
Non ho avuto il tempo di fermarmi a pensare, tutto è accaduto in un soffio di vento. L'aria è entrata dentro di me, le parole si sono fatte materia ed io ho visto la mia pelle cambiare colore, farsi calda come il velluto e le mie mani riempirsi di luce.
Quello che mai prima avrei immaginato di fare, s'è reso realtà. Quello che mai prima avrei pensato di dire, s'è reso parola.
Non a piccoli tratti, ma con l'impeto della tigre affamata. Sopita da troppo tempo la forza della disperazione mi ha obbligata a guardarmi allo specchio, mi ha graffiata facendo sgorgare la vita. Morte e rinascita abbracciati l'un l'altra, diventando musica e canto, suono ed orchestra.

La vita è cosparsa di "diritti e rovesci", "chiusure ed aperture". Tutto è bianco ed è nero, indissolubili, complementari. Sta a noi vibrare nel centro e l'addove una porta si chiude trovare le chiavi per riaprire uno spazio, ruotare la chiave ed avere il coraggio per varcarne la soglia.

Ho visto mio padre morire, lasciarmi un ricordo profondo, segnare gli ultimi giorni con folle dolore e poi di seguito uscire di casa senza trovare uno spazio per i ricordi. Ho chiuso le braccia a chi diceva di amarmi ed ho passato un colpo di spugna senza rancore, pensando che avrei iniziato ad amare me stessa prima che chiunque altro potesse guardarmi negli occhi. Ho preso i miei sogni da dentro il cassetto e li ho rovesciati sul cuore, uno dopo l'altro, liberandoli ...tutti. E' da li che hanno iniziato a volare con me. Ho scritto quello che avrei voluto dire, ho detto quello che nessuno sapeva, ho raccontato a chi non mi conosceva. Ho avuto il coraggio di fare, di dire, di ricostruire quello che avevo perso in tutti questi anni. A tratti da sola, a tratti sospinta dalle parole che sentivo entrarmi profonde nel cuore.

Ho lasciato volare tutto quello che avevo. Mente, anima, corpo e fantasia. Ho rimosso dei blocchi di pietra, o forse erano solo catene di gesso, bastava avere la forza dell'acqua per sgretolarle. Il mio piccolo fiume s'è fatto cascata... bastava aprirsi. E' bastato sentirsi...
Non faccio bilanci. Mi fermo solo a guardare con gli occhi rigati dai sogni e sorrido guardandomi indietro, come chi ha mutato la pelle e sa che il destino ha sorriso con me.