martedì 21 dicembre 2010

Un'altro Natale



Il Natale è un periodo strano. Restiamo quasi estranei a questo evento pensando che tutto sommato è un giorno come un'altro. E' vero. Man mano che gli anni passano e non ci troviamo più a vivere la leggerezza del nostro esser bambini, questo giorno cambia di sapore.
Non ci stupiamo più e non abbiamo più l'apprensione dell'arrivo di qualcuno, chiunque esso sia, che ci porta regali di nascosto sotto l'albero.

A tratti riviviamo quest'atmosfera quando veniamo coinvolti dai sorrisi dei bambini e dalla loro sorpresa nella mattina di natale, mentre ancora caldi dal sonno, corrono a piedi nudi per vedere se qualcuno si è ricordato di loro ed ha lasciato i doni li.. .proprio sotto l'albero... lì dove loro si aspettavano che fossero.

Eppure...
Eppure...

Quando ci capita di camminare di notte, per le piccole viuzze di qualche cittadina ma anche in qualche grande città. Quando le luci calde delle decorazioni rischiarano la notte, quando gli alberi addobbati ci fanno sentire piccoli sotto le loro fronde innevate, quando le vetrine dei negozi di giocattoli ci fanno sorridere ed abbiamo la sensazione di poter sentire il calore dei peluches, o di entrare in quel trenino di legno o ancora sentire il fruscìo degli abiti di qualche bambola.
Quando i dolci esposti nelle pasticcerie sembrano ancor più zuccherini e quando ti chiedi come mai il pandoro o il panettone abbiano un buon sapore solo in questi giorni di festa.
Quando senti il freddo della sera intenso dentro le ossa ma il profumo della neve riesce a sopraffarti sempre...

Ecco, è in questi momenti che il Natale acquista il suo significato. E' qualcosa di profondo, qualcosa che ti si è radicato dentro e benchè tu lo respinga ogni anno dicendoti che non ha più significato, non puoi fare a meno di avvertirlo.
E' dolce, è sussurrato, è intimo, ha l'intensità di un coro di bambini, è come le luci dell'albero...
qualsiasi cosa esso sia: è il tuo Natale.

Un abbraccio
Joh

venerdì 10 dicembre 2010

... chè la diritta via era smarrita...


Non so se ci siano dei percorsi già assegnati al momento della nascita o se le strade si aprano al nostro cammino a seconda delle scelte che decidiamo di prendere. Credo che ad ognuno di noi venga fornito un carnet, sul quale sono impressi dei passaggi obbligati. Noi dobbiamo decidere se strappare il coupon ed utilizzarlo al momento opportuno. Se sbagliamo scelta ma se siamo abbastanza fortunati, abbiamo anche il diritto di utilizzare una copia conforme all'originale di ciascun ticket. Se siamo completamente ciechi e decisi a ricommettere lo stesso errore, beh, allora il carnet si esaurisce velocemente ed all'ultimo strappo ci troviamo stampato sopra un bel "ripassa dal via", senza possibilità di appello alla clemenza della corte.

Ci sono dei momenti in cui senti la terra venir meno, il futuro sciogliersi come un gelato al sole, le forze sgretolarsi erose dal vento implacabile. Bendata la tua vista al domani, sola con i tuoi pugni stretti nella rabbia e nella solitudine.
Ci lasciamo stupire dal ghiaccio del cuore altrui, dai discorsi fuori luogo e dalla loro apparente estraneità al tuo sentire.
E' vero, ognuno di noi "sente" in maniera diversa. Ognuno di noi "vive" in maniera diversa e nulla si può contro questo fatto. Sarebbe ingiusto pretendere che qualcuno viva la nostra vita. Ce ne accorgiamo solo il giorno dopo, ce ne accorgiamo solo quando qualcuno ci impone le proprie idee. Nel momento della sofferenza invece, imprechiamo contro chi non si adegua al nostro dolore...perchè sei li a chiudere porte, a consegnare chiavi di una uscio che non riaprirai mai più e ti chiedi come mai le tue lacrime scendono calde, brucianti e loro invece ridono, neppure ti guardano, sono altrove.
Tu sei li, ad affrontare una strada che non conosci, i ricordi nelle tue tasche ed il tuo carnet stropicciato in mano. Devi scegliere, ora o mai più: continuare a piangerti addosso oppure addentrarti per quella selva oscura, decisamente "nel mezzo del cammin della tua vita" ed aprirti al nuovo, allo sconosciuto, alle sfide, senza dimenticare il tuo passato ma al contrario renderlo contributo positivo al futuro.

Al diavolo chi non piange con te e chi non freme per la paura. L'insensibilità non è del mio mondo, io vivo. Voglio poter avere paura, voglio sentire la sfida e combattere, voglio aprire nuove pagine e scrivere ancora molto di quello che sono.
Ecco cos'è il nuovo cammino, anche se giunto tardivo, è pur sempre da vivere come se avessi aperto per la prima volta gli occhi al mondo.
Voglio stupirmi del sole e rabbrividire sotto le stelle, voglio colorare ed inventare la vita che ho. Sorridere, piangere, ridere a crepapelle e sentire le viscere straziarsi di dolore.
Questa è la vita. Questo è l'unico vero dono che ho.