giovedì 9 settembre 2010

prendere o ... lasciare


Sento che si sta insinuando, sottile, quasi impercettibile. Sale nei pensieri attraverso una fessura del cuore ... pare la chiamino sofferenza.
Non so perchè accade, cosa la muova e cosa la faccia crescere ma non si riesce a fermarla. Deve salire ed ancora salire fino ad uscirti dagli occhi, umida, calda, salata.
Fa male, come quando ti tagli ed inizi a sanguinare, dapprima non te ne accorgi ma il taglio c'è e tu non ti rendi conto subito di quanto sia profondo. Resti solo attonita a guardare il sangue che scorre.
Cerchi di non pensare, cerchi con le dita delle mani di stringere quelle parti recise ma non c'è nulla da fare... sei impotente davanti al dolore.
Pensi alla tua fortuna, alle tue conquiste ed al sorriso di chi ti sta accanto ma l'eco di questo richiamo è fortissimo, ti pervade e ti costringe in ginocchio... non puoi nulla di fronte ad un pianto.
Senti la sofferenza arrivarti alle spalle, stringerti fra le sue braccia assassine e chiuderti gli occhi. Meglio non vedere, tanto la sentiresti col cuore.
Gli innocenti ti chiamano, ti parlano dei loro destini e la paura di andarsene via è racchiusa in quelle parole disperse come semi di grano e tu non hai mani forti abbastanza per fermarne il destino.
Lasciare, perdere, finire senza aver avuto nemmeno un inizio, solo qualche parola, solo qualche sorriso.
Oggi è il giorno del pianto. Dell'impotenza. Del non fare abbastanza.
Oggi è il giorno dove vorrei espandermi, dare una mano e non toglierla mai.
Oggi il dolore degli altri ... fa male anche a me.


A chi c'è, a chi non ci sarà, a chi non c'è già più
Joh

15 commenti:

Uriel ha detto...

Quando il dolore riesce a risolversi in pianto siamo già a un buon punto.
Qualcuno ha scritto che si impara solo attraverso la sofferenza.
Un abbraccio

johakim ha detto...

@Uriel
E' la sofferenza degli altri che mi mette in ginocchio, la mia impotenza, la voglia forte e decisa di estirparlo e la consapevolezza di non poter far nulla. E'questo che mi fa male.

Grazie Uriel
Un abbraccio anche a te

Only Me ha detto...

sei tanto tanto sensibile.
solo che a volte prendersi in carico anche il dolore altrui ci abbatte e rischia di minare anche la nostra vita.
un abbraccio :)
ed un sorriso!

keypaxx ha detto...

Nelle infinite storie di narrativa ho spesso incrociato narrare di immortali, di persone che non temevano nulla perchè immuni al male, agli anni, al dolore. Quasi sempre, questo è dipinto come mancanza di umanità; il dolore è quello che ci definisce, il pianto è il contorno degli uomini. Il prezzo dell'umanità è alto, ma è anche unica nell'universo.
Un sorriso per un sereno fine settimana.
^_________^

johakim ha detto...

@Only Me
Si è vero ma so anche quali sono i miei limiti ed i limiti delle altre persone. So che oltre questi confini non è possibile andare. Passa... con un sorriso alla vita che c'è.
Un abbraccio
Joh

johakim ha detto...

@Key
Noi siamo dolore e lacrime ma anche amore e gioia.
Salutare i passaggi con un sorriso e con il pianto è quello che dovremmo imporci di fare.
Un saluto a te.
Joh

taoista ha detto...

Non so se ho compreso il testo che hai pubblicato "Sulla sofferenza" che come ben sai é tutto nell'ambito dell'esistenza materiale e che comunque ha come entroterra mentale l'interferire con gli eventi della quotidianità che si succedono.
Mi permetto di lasciarti alcuni versi del cap.XVI "Raggiungere il Vuoto" dal Libro del Tao.
"...Le cose finiscono,
poi ognuna ritorna alla propria radice.
Ritornare alla radice vuol dire ritrovare la quiete:
ritrovare la quiete vuol dire ritornare alla natura essenziale,
ritornare alla natura essenziale E' la Legge Eterna;
apprendere la Legge Eterna é illuminazione.
Gli atti compiuti nell'ignoranza della Legge Eterna provocano il male...

Vedi Joh, lo spirito é dove la conoscenza si raccoglie; quando lo spirito é chiaro, la conoscenza é illuminata.

Buona giornata.

johakim ha detto...

@Taosita

Si, la sofferenza è parte dell'esistenza materiale ma la difficoltà maggiore sta nel sentirla negli altri. Quando questo accade è difficile non condividere il dolore, non si riesce a guardare la sofferenza altrui senza provare un senso di impotenza. Guardo la vita che se ne va negli altri cercando di sorridere al loro futuro di luce ma... la nostra natura è umana, siamo compassionevoli, proviamo dolore... siamo anche fatti di carne.

Grazie delle parole
Joh

Lucio ha detto...

Per il dolore altrui, viverne tutta l’intensità, ma subito allontanarsene, e porsi con sensibilità e fermezza nel proseguire la vita “ è di aiuto”.Ciao.

taoista ha detto...

Sono tornato per rileggere il post e i commenti...Vorrei dire brevemente che ogni considerazione, stato d'animo, impatto col dolore é e rimarrà sempre un fatto soggettivo.
E mi rendo conto che l'impatto psicologico si manifesta di fronte a forme di sofferenza che mettono in discussione l'esistenza di persone a noi care.

Tuttavia se si sono indagati i limiti della vita, si comprende che é facile rimuovere il dolore che proviene dal bisogno. Penso, invece che, riferendosi al dolore o meglio dolore e sofferenza, dovuta a malattia, sia una anticipazione della morte, e quì entra in gioco la nostra natura intrinseca che ci mette alla prova per capire se ciò ci terrorizza, é attacamento al mondo fenomenico ecc. Oppure l'incapacità a comprendere la dinamica della natura immortale delle cose.

Termino citando il Sommo Poeta: "...E noi siam vermi mati a formar l'angelica farfalla."

johakim ha detto...

@Taoista

Pur avendo compreso la natura delle cose e la loro intrinseca immortalità, la sofferenza degli altri ci pone sempre a diretto confronto con la nostra consapevolezza e sensibilità. Sentire la sofferenza degli altri, di coloro che hanno uno spirito buono, dei bambini, dei giusti, mette a dura prova il nostro essere. Accompagnarli in questo cammino è un nostro dovere terreno olte che spirituale. Il dolore che sentiamo non sempre è legato alla paura della morte ma semplicemente all'accoglimento dei sentimenti che le persone provano. Se qualcuno prova dolore io ne accolgo la sofferenza, non la combatto. E' quello che posso fare, il suo limite, la distanza, che mi obbliga alla riflessione ed al provare dispiacere. Il dispiacere è tanto grande quanto più grande è il sentimento provato dall'altro.

Non siamo solo farfalle ...siamo anche anime sensibili, siamo esseri che provano gioia e amore, dolore e sofferenza... per fortuna, mi verrebbe da dire.

Grazie delle tue parole, ancora.
Joh

taoista ha detto...

Cara Joh,non devi ringraziarmi, stiamo conversando o meglio ho espresso il mio pensiero e tu il tuo, e che non significa mancanza di sensibilità o peggio indifferenza alla sofferenza,il dolore o altro, da parte mia.

Ciò che penso é l'indagine che insistentemente mi sono imposto su me stesso e sugli altri di come percepiamo,intuiamo e trascendiamo i vari aspetti e scorrere della vita materiale, com'é appunto il tema che tu hai trattato col tuo scritto: "La Sofferenza e il Dolore...".

Sul concetto citato (Dante) era solo per dire che e comunque col tempo tutto muta, e non sappiamo (quì e ora), nulla del futuro, di come,cosa...sarà.

Quì termino e mi scuserai per l'insistenza del mio commento.Ti ringrazio per la gentilezza che manifesti nell'ospitarmi nel tuo spazio virtuale. Buon fine setimana.

johakim ha detto...

Benevenuta alla tua insistenza.... sempre!

Joh

PEPE ha detto...

Mi è capitato di soffrire tanto sapendo di non potere alleviare la sofferenza di qualcuno da pensare che avrei sopportato meglio se il dolore fosse stato mio! Credo si chiami empatia...la provo nei confronti del più piccolo degli esseri viventi ( anche per questo non mangio carne)è qualcosa che c'è dentro di noi e anche se a volte ci fa soffrite credo che ci dia la possibilità di provare sentimenti fortissimi, a volte anche di dolore ma spesso anche di gioia...ti abbraccio Joh, sei veramente una persona speciale!

soloenne ha detto...

...in attimo come questo
vorrei che la nostra corrispondenza
non fosse solo virtuale

tra prendere e lasciare
opto per il primo
...sino all'ultima goccia